Il viaggio verso la notte che porta a Ferrara comincia... con la luce. E non solo per i primissimi a salire sulla pedana di viale Venezia, come pure qualche volta era accaduto

Partita la mitica Mille Miglia anno 2000

26/05/2000 in Sport
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Di Luca Delpozzo
chilo

Il viag­gio ver­so la notte che por­ta a Fer­rara com­in­cia… con la luce. E non solo per i prim­is­si­mi a salire sul­la pedana di viale Venezia, come pure qualche vol­ta era accadu­to. La sera dolce di ques­ta di fine mag­gio svela anche agli appas­sion­ati sti­pati dietro le transenne i par­ti­co­lari di tante altre auto che, fino a oggi, si era­no mostrate soltan­to alla luce di fanali e lam­pi­oni. La pri­ma a scen­dere la pedana, come impone la tradizione, è una Om 655 Super­ba: un omag­gio che si rin­no­va all’auto (prodot­ta dalle «Officine Mec­ca­niche» di Bres­cia) che vinse la pri­ma «Cop­pa delle Mille Miglia», nel 1927. Tra applausi e sven­to­lio di bandier­ine, suona come un salu­to anche la sire­na del moto­ci­clista del­la Stradale che apre la stra­da. Poco avan­ti, omag­gio del­la cit­tà alla rie­vo­cazione del­la «sua» cele­bre cor­sa, ci sono due vig­ili urbani: anch’essi con­di­vider­an­no l’intero per­cor­so, però su due ruote. Il movi­men­to del­la bandiera tri­col­ore con­tin­ua a scan­dire le parten­ze, immor­ta­late dalle tante tele­camere che accom­pa­g­nano e scru­tano — davan­ti, di fian­co, dall’alto, dall’asfalto… — le vet­ture nei pri­mi metri dell’avventura che inizia. Applausi e salu­ti a brac­cia alzate, men­tre la fila dietro le transenne si allun­ga sem­pre più lun­go il per­cor­so. Pochi atti­mi di cam­mi­no ed ecco piaz­za­le Arnal­do, dove i con­cor­ren­ti che sfil­er­an­no nel cen­tro del­la cit­tà si incro­ciano con chi, dopo il pri­mo bag­no di fol­la, cur­va a destra per via Man­to­va. Bas­ta poco per­chè lo spet­ta­co­lo diven­ti… doppio, e sono in tan­ti quel­li che ieri sera se lo sono godu­to. La piaz­za diven­ta una specie di spar­ti­traf­fi­co del­la sto­ria dell’automobilismo, dove gli anni, quel­li di costruzione delle vet­ture in gara, pas­sano in fret­ta. Un cam­mi­no tec­ni­co evi­den­zi­a­to, pri­ma che le auto arriv­i­no a por­ta­ta d’occhio, dal mutare del­la tonal­ità dei loro motori. Rug­gi­ti e scop­pi­et­tii si diradano da una parte del­la piaz­za e ripren­dono vig­ore dopo qualche min­u­to dall’altra. Le transenne che seg­nano a dovu­ta dis­tan­za la svol­ta ver­so via Man­to­va, dove c’è un drap­pel­lo di Vig­ili, diven­tano presto pun­to di ripresa priv­i­le­gia­to di fotografi e oper­a­tori tele­vi­sivi. Anche per­chè ogni tan­to c’è chi approf­itta del breve allun­go del­la piaz­za per «pulire» il motore e, per molti che viag­giano tran­quil­li goden­dosi il salu­to di tan­ti spet­ta­tori, c’è anche chi si diverte a «impostare» la trai­et­to­ria del­la cur­va. Il dis­tac­co del­la parten­za si dilegua in fret­ta, nel giro in cit­tà. Ecco allo­ra qualche min­u­to d’attesa e poi, tutte insieme, com­par­ire le auto che si sono già rag­grup­pate. Ormai è buio. Dal­la pedana con­tin­u­ano a scen­dere le auto. Le per­son­al­ità — dal­lo spet­ta­co­lo all’automobilismo — si alter­nano con i tan­ti appas­sion­ati che han­no attra­ver­sato il mon­do per essere qui, per goder­si questo stra­or­di­nario momen­to e cimen­ta­r­si con quel­lo che, comunque, per auto di tan­ti anni sig­nifi­ca il viag­gio del­la Frec­cia rossa. Aspet­tan­do di tornare qui, sul traguardo.

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