Si attende con una certa impazienza in Valtenesi - come del resto su tutta l’area gardesana - l’inizio della stagione turistica, che ha la sua prova generale nei giorni delle imminenti festività pasquali

Pasqua in Valtenesi

20/04/2000 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Carlo Bresciani

Si attende con una cer­ta impazien­za in Valte­n­e­si — come del resto su tut­ta l’area garde­sana — l’inizio del­la sta­gione tur­is­ti­ca, che ha la sua pro­va gen­erale nei giorni delle immi­nen­ti fes­tiv­ità pasquali. E già nei giorni scor­si che por­tano ad avvic­i­nar­si a questo impor­tante fine set­ti­mana, un buon movi­men­to di vil­leg­gianti si è nota­to sulle strade del­la zona, che offre molte oppor­tu­nità ai tur­isti: si apre così, di fat­to, una sta­gione tur­is­ti­ca che stan­do alle pre­vi­sioni dovrebbe essere abbas­tan­za ric­ca di sod­dis­fazioni per gli oper­a­tori garde­sani. Sono parec­chie le sec­onde case dis­sem­i­nate sul ter­ri­to­rio del­la Valte­n­e­si, che in prat­i­ca vedono arrivare i pro­pri­etari dai pae­si e dalle cit­tà di res­i­den­za, nel fine set­ti­mana. E quel­lo che si sta viven­do nel­la zona è un fine set­ti­mana spe­ciale, per una pri­ma usci­ta sulle sponde del Bena­co. Oltre alle bellezze nat­u­rali, ai panora­mi che si pos­sono ammi­rare sia dai pae­si a lago che da quel­li in col­li­na del­la Valte­n­e­si, la zona offre itin­er­ari anche stori­co-cul­tur­ali molto inter­es­san­ti. Da Desen­zano a Salò, la Valte­n­e­si pre­sen­ta castel­li ben con­ser­vati e restau­rati, alcune impor­tan­ti chiese, come quel­la di Sannt’Emiliano a Padenghe, la Pieve Vec­chia di Maner­ba, il San­tu­ario del­la Madon­na del Carmine a San Felice, la chiesa di San Pietro in Lucone a Polpe­nazze, quel­la di San Fer­mo a Portese, del­la Madon­na del­la Neve a Moni­ga, costruzioni romaniche tutte di cer­to pre­gio architet­ton­i­co. Poi a Maner­ba, in local­ità Mon­tinelle, ai pie­di del­la Roc­ca che sta riv­e­lando reper­ti molto inter­es­san­ti all’interno di un , c’è da vis­itare il Civi­co arche­o­logi­co. Per chi avesse qualche ora in più da dedi­care alla visi­ta stori­co-cul­tur­ale dei sette pae­si che com­pon­gono la zona, va det­to che a Padenghe si può vedere anche Vil­la Bar­bi­eri, set­te­cen­tesco edi­fi­cio restau­ra­to con mol­ta cura, ed ora sede del munici­pio: a fian­co la par­roc­chiale di San­ta Maria del 1682. A Moni­ga, oltre al castel­lo ben con­ser­va­to, c’è da vedere la chieset­ta di San Michele in stile roman­i­co con pronao del cinque­cen­to, nonché la set­te­cen­tesca dimo­ra di Vil­la Bertanzi nel cen­tro del paese. A Maner­ba, la Roc­ca fa da mag­nifi­ca vedet­ta sull’azzurra dis­te­sa del lago, men­tre sono numerose le chiese che con­ser­vano inter­es­san­ti affres­chi: la Pieve di San­ta Maria, quel­la del­la San­tis­si­ma Trinità, di San Bernar­do, di San Gior­gio, di San­ta Cate­ri­na, di San­ta Lucia, di San Sivi­no, tutte data­bili attorno al quindices­i­mo sec­o­lo, e dis­sem­i­nate nelle frazioni di Mon­tinelle, Solaro­lo, Gar­don­ci­no, Bal­biana, Pieve. A San Felice c’è il Palaz­zo del Monte di Pietà, i resti del castel­lo, la par­roc­chiale dai lin­ea­men­ti baroc­chi. A Pueg­na­go tro­vi­amo il castel­lo dal­la carat­ter­is­ti­ca for­ma ovoidale, pos­to vici­no a piaz­za don : un vero e pro­prio bal­cone nat­u­rale sul lago e sul­la Valte­n­e­si. Poi Polpe­nazze, ric­ca di pregevoli palazzi: è sta­ta anche sede di un impor­tante inse­di­a­men­to preis­tori­co nel­la zona del lago di Lucone, ora prosci­u­ga­to. Infine Soiano, che si rag­giunge per un stra­da panoram­i­ca a ridos­so del cam­po da golf, si pre­sen­ta con il suo bel castel­lo, sede di spet­ta­coli estivi.

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