Il Garda si prepara a riaprire i battenti, ecco le prime prenotazioni. Si punta sulla Franciacorta. Ma i tedeschi si vedono poco. «Ci dicono:l’Italia è troppo cara, meglio l’Est»

Pasqua, timidi segni di ripresa

Di Luca Delpozzo
Claudia Ziliani

La set­ti­mana di Pasqua coin­cide tradizional­mente con l’aper­tu­ra del­la sta­gione tur­is­ti­ca che, sen­za sbi­lan­cia­r­si trop­po, per la nos­tra provin­cia pare pro­prio inizi nel migliore dei modi. Gli alber­ga­tori sono alle prese con le prime preno­tazioni men­tre i ris­tora­tori, i gestori di agri­t­ur­is­mo e di trat­to­rie “fan­no i con­ti” con gli spazi per cer­care di sod­dis­fare tutte le richi­este, davvero numerose in questi giorni. Per quest’ul­ti­mi sarà il pienone, in molti si sono già visti costret­ti a chi­ud­ere le preno­tazioni. «Si lavor­erà sen­z’al­tro di più rispet­to allo scor­so anno — spie­ga Giuseppe Dat­toli pres­i­dente Arthob (l’as­so­ci­azione bres­ciana dei ris­tora­tori) — per­ché non c’è il ponte. Quin­di il lavoro sarà con­cen­tra­to nei giorni di Pasqua e lunedì del­l’An­ge­lo». Non è dif­fi­cile prevedere la fuga dei bres­ciani dal­la cit­tà ver­so le mete tradizion­ali: la mon­tagna e i laghi. «Fin’o­ra i luoghi più get­to­nati sono le aree tran­quille, come la cam­pagna o altre zone dove dopo il pran­zo c’è la pos­si­bil­ità di fare anche una sana passeg­gia­ta». Non si lamen­tano nem­meno gli alber­ga­tori anche se preferiscono la lin­ea del­la pru­den­za, non amano sbi­lan­cia­r­si pri­ma del tem­po. Qual­cuno dice di aver rice­vu­to numerose ris­erve altri di essere tut­t’o­ra a boc­ca asciut­ta. Ma in gen­erale pos­si­amo affer­mare che sarà una Pasqua di buona affluen­za. «Sarà un week-end pro­l­un­ga­to — spie­ga Fer­ruc­cio Rossi Thie­len, pres­i­dente di Bres­cia Tourism — ormai le set­ti­mane di vacan­za sono un mirag­gio. Par­lan­do con gli alber­ga­tori è emer­so che c’è una forte richi­es­ta ital­iana e meno da parte del­la popo­lazione ger­man­i­ca che rimane titubante in atte­sa che la crisi che attanaglia il loro paese si sbloc­chi. Reg­is­tri­amo però un incre­men­to dei tur­isti bri­tan­ni­ci e comunque di lin­gua inglese. Inoltre, inaspet­tata­mente, si com­in­cia a vedere un cer­to inter­esse da parte dei france­si che per molti anni ci han­no snob­ba­to». Com­p­lessi­va­mente il com­par­to tur­is­ti­co rimane in una situ­azione di dif­fi­coltà: «L’e­si­tazione tedesca pesa e non poco, l’im­pres­sione — con­clude Rossi Thie­len è che quest’an­no non sarà molto diver­so dal quel­lo scor­so». Per dirla in poche parole tut­to som­ma­to «si rimar­rà a gal­la». «Dalle recen­ti fiere di Stoc­car­da, Mona­co e Berli­no — tiene a pre­cis­are anco­ra Rossi Thie­len — è emer­so un ritorno di inter­esse per il Gar­da, ma si trat­ta di un inter­esse mira­to, si priv­i­le­giano soprat­tut­to strut­ture all’aria aper­ta e appar­ta­men­ti. Questo dunque pare essere la nuo­va ten­den­za del tur­is­mo» Tor­nan­do alle prospet­tive, anche se la sta­gione tur­is­ti­ca si sta apren­do con risul­tati più che dis­creti a pre­oc­cu­pare gli addet­ti ai lavori sono i prossi­mi mesi. «E’ molto dif­fi­cile fare pre­vi­sioni per­ché ormai i tur­isti preno­tano a ridos­so delle feste, fino al giorno pri­ma — spie­ga Car­lo Zani pres­i­dente Apt di Bres­cia -. Cer­to è che il panora­ma non è dei più rosei». A far pen­dere in neg­a­ti­vo l’a­go del­la bilan­cia ci sono una serie di fat­tori a com­in­cia­re dal­la crisi inter­nazionale «che non aiu­ta il com­par­to tur­is­ti­co — per dirla con le parole di Zani — a pro­gram­mare per tem­po. Nel nos­tro pic­co­lo fat­ti come l’episo­dio del marocchi­no che domeni­ca scor­sa si è sui­cida­to facen­dosi esplodere nel­la sua auto di fronte a un Mc Don­ald, pos­sono incidere, e molto. Le reazioni del­la stam­pa estera gio­cano un ruo­lo ril­e­vante. Bas­ta poco per spostare la mas­sa di tur­isti che mag­a­ri vol­e­vano vis­itare Bres­cia a una cit­tà vic­i­na, Verona per esem­pio». Ma è l’in­certez­za gen­erale che pesa come un macig­no sul­l’an­da­men­to tur­is­ti­co: «La guer­ra in Iraq, la battaglia del­l’Amer­i­ca con­tro il ter­ror­is­mo toc­ca tut­ti quan­ti» con­tin­ua Zani. Come se non bas­tasse la Ger­ma­nia con­tin­ua a nav­i­gare in una situ­azione di stag­nazione gen­erale. «Tre set­ti­mane fa a Berli­no durante un incon­tro fra i più impor­tan­ti tour oper­a­tor — con­tin­ua il pres­i­dente Apt — è sta­to det­to che l’I­talia è trop­po cara e per questo la nuo­va ten­den­za è di ori­entare i cli­en­ti ver­so i pae­si del­l’Est, Polo­nia, Unghe­ria, Repub­bli­ca Ceca, tut­ti pae­si che pro­pon­gono pac­chet­ti a prezzi ridot­ti rispet­to a noi del 30–40 per cen­to». Il Gar­da dunque risen­tirà anche quest’an­no del­la crisi, è sta­to sti­ma­to che saran­no il 3–4 per cen­to in meno i tur­isti tedeschi che sceglier­an­no il lago come meta delle loro vacanze. Men­tre il Sebi­no da anni abit­u­a­to a fare i con­ti con una situ­azione a dir poco prob­lem­at­i­ca sta cer­can­do di risoll­e­var­si gio­can­do forza sul­la vic­i­na Fran­ci­a­cor­ta. La soluzione? «Bisogna rim­boc­car­si le maniche per garan­tire una sem­pre mag­giore qual­ità, per diver­si­fi­care le offerte, per pot­er essere inno­v­a­tivi e pro­por­si in modo effi­cace al tur­is­mo inter­nazionale — con­clude Zani-. Il nos­tro sfor­zo ora è tut­to ori­en­ta­to alla pro­mozione. La soluzione dei nos­tri prob­le­mi potrebbe essere all’in­ter­no del nos­tro paese. Dob­bi­amo puntare sul tur­is­mo italiano».