Il primo «ponte» dell’anno. Più ombre che luci nei bilanci degli operatori gardesani: prevale la vacanza «mordi e fuggi». Maltempo e prospettive incerte: i tedeschi non hanno fatto il miracolo

Pasqua, turismo in tono minore

29/03/2005 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Alvaro Joppi

Il tem­po ha gio­ca­to al rib­as­so. Nem­meno le preno­tazioni «last minute» han­no fat­to il mira­co­lo di inver­tire le non esaltan­ti pre­vi­sioni del­la vig­ilia. Fes­tiv­ità pasquali, a pri­ma vista, sot­to tono per il com­pren­so­rio tur­is­ti­co garde­sano. Un test, alla luce delle prime indi­cazioni, che se dovesse con­clud­er­si come s’è avvi­a­to, sicu­ra­mente non si pre­sen­ta di buon aus­pi­cio per una sta­gione tur­is­ti­ca che già si annun­cia ric­ca soprat­tut­to di incog­nite. Per­p­lessità e tim­o­ri non man­cano tra i pro­pri­etari delle strut­ture ricettive, legati in pri­mo luo­go al per­du­rare del­la crisi eco­nom­i­ca a liv­el­lo europeo, con la con­seguente riduzione dei con­su­mi e delle spese e, all’oriz­zonte, il balenare di tut­ta una serie di nuove incertezze, sen­za dimen­ti­care la con­cor­ren­za sem­pre più agguer­ri­ta. Le fes­tiv­ità pasquali, pri­mo ponte tur­is­ti­co del­l’an­no, arrivate in anticipo per la Pasqua «bas­sa», non han­no sti­mo­la­to più di tan­to gli oper­a­tori del set­tore. La pro­va è che il 20 per cen­to delle strut­ture alberghiere non ha aper­to i bat­ten­ti, pos­tic­i­pan­do l’inizio del­l’at­tiv­ità al ponte del­la Lib­er­azione del 25 aprile, quin­di fra un mese. Chi invece ha dato il via alla sta­gione tur­is­ti­ca rispet­tan­do il cal­en­dario tradizionale non è sta­to comunque pre­mi­a­to: un’apertura di cer­to non nel seg­no del­l’ot­timis­mo, e non solo per le non favorevoli con­dizioni meteo (ieri la gior­na­ta è par­ti­ta benis­si­mo, ma nel pomerig­gio le nuv­ole l’hanno fat­ta di nuo­vo da padrone), ma in par­ti­co­lare per i non esaltan­ti seg­nali cap­tati nel cor­so delle fiere pro­mozion­ali che si sono svolte in queste set­ti­mane all’es­tero. «Nes­suno ha sicu­ra­mente aper­to», evi­den­zia un oper­a­tore del­l’Al­to Gar­da, «con la con­vinzione di arrivare a fare il tut­to esauri­to per la Pasqua, come in realtà avveni­va negli anni delle vac­che grasse. Impor­tante era però vedere la rispos­ta e capire l’ori­en­ta­men­to e il com­por­ta­men­to del­la tradizionale clien­tela del­l’area tedesca». E i pri­mi seg­nali non appaiono tra i più con­vin­cen­ti. Chi sper­a­va di riem­pire le stanze con il movi­men­to di pas­sag­gio è rimas­to delu­so. «A sal­var­ci in un cer­to sen­so», dice il figlio del pro­pri­etario del­l’al­ber­go Gal­vani di Tor­ri, «sono state le preno­tazioni all’ul­ti­mo min­u­to degli ital­iani». Che si sia trat­ta­to, tut­to som­ma­to, di una Pasqua «magret­ta» lo ammette anche Rug­gero Brighen­ti, pres­i­dente degli alber­ga­tori d Bren­zone. «Siamo rius­ci­ti ad affol­lare gli eser­cizi all’ul­ti­mo momen­to», pun­tu­al­iz­za Brighen­ti che è anche pro­pri­etario del­l’ho­tel Rely, «gra­zie a una clien­tela ormai fideliz­za­ta. E’ comunque indis­pens­abile puntare a prog­ettare nuove man­i­fes­tazioni annu­ali di richi­amo», dice l’al­ber­ga­tore, «sul­la fal­sari­ga di quelle tradizion­ali, per fer­mare i tur­isti». Una fles­sione di pre­sen­ze, rispet­to allo scor­so anno, anche nelle strut­ture ricettive all’aria aper­ta. «A causa soprat­tut­to del tem­po», pre­cisano al campeg­gio S. Benedet­to di Peschiera, risul­ta­to mèta per queste fes­tiv­ità di numerosi camperi­sti arrivati dal­la Toscana; «ma anche di chi ha prefer­i­to i bun­ga­low». All’in­seg­na del tut­to esauri­to invece all’ho­tel Le Tor­ri del Gar­da di Albisano, con stanze al set­tan­ta per cen­to occu­pate da tur­isti tedeschi. «E pen­sare», fa pre­sente il diret­tore Mar­co Casaro­la, «che fino all’inizio del­la set­ti­mana scor­sa le stanze preno­tate non super­a­vano un quar­to del­la nos­tra poten­zial­ità ricetti­va». Il traf­fi­co veico­lare è risul­ta­to inten­so sulle strade del Gar­da sep­pure con una Pasqua bag­na­ta. La è sta­ta tut­to som­ma­to all’in­seg­na del sole, con il set­tan­ta per cen­to dei veicoli cir­colan­ti tar­gati Ger­ma­nia e Aus­tria. Il prob­le­ma è che per la mag­gior parte dei tur­isti si è trat­ta­to di una vacan­za «mor­di e fuggi».

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