Passa al Senato emendamento che consegna le centrali alle Regioni. Inizia cpsì l’autonomia

30/01/2019 in Attualità
Di Redazione

L’Aula del Sen­a­to ha approva­to l’emendamento, con pri­mo fir­matario il Sen­a­tore Mas­si­m­il­iano Romeo, che con­sen­tirà alle Regioni di rin­no­vare le con­ces­sioni di gran­di derivazioni idroelet­triche, alcune delle quali scadute da anni e mai riasseg­nate per inadem­pien­za del­lo Sta­to. Questo uno dei motivi per i quali è incombente una pro­ce­du­ra d’infrazione comunitaria.

SINERGIA PUBBLICO-PRIVATO — “Nel provved­i­men­to — com­men­ta l’Assessore regionale con del­e­ga all’Energia Mas­si­mo Ser­tori — ven­gono def­i­nite le linee gui­da alle quali la Regione si atter­rà nelle pro­ce­dure di rasseg­nazione delle con­ces­sioni”. Pre­vista anche l’opzione di parte­nar­i­a­to pubblico/privato che “potrebbe coni­u­gare sen­si­bil­ità rispet­to agli inter­es­si gen­er­ali, (ad esem­pio i rilas­ci, la tutela del­la flo­ra e del­la fau­na, i liv­el­li dei laghi e le esi­gen­ze agri­cole) a pro­fes­sion­al­ità di ges­tione e capac­ità di mas­simiz­zare i proven­ti”, spie­ga Sertori. 

EFFETTI CONCRETI PER I CITTADINI — Le Regioni potran­no chiedere a cos­to zero una parte dell’energia prodot­ta su tutte le gran­di derivazioni, che potrà essere uti­liz­za­ta nell’ambito dei servizi pub­bli­ci, ad esem­pio per gli ospedali di Mon­tagna. Ener­gia che per almeno il 50% dovrà essere des­ti­na­ta alle Province che ospi­tano le dighe.
L’emendamento inoltre prevede canoni aggiun­tivi nel tem­po che decorre tra la con­ces­sione scadu­ta e la riasseg­nazione del­la stes­sa, e anche in questo caso dovran­no essere des­ti­nati nel­la misura di almeno il 60% alle Province in cui sono pre­sen­ti gli impianti.

PIÙ EFFICIENTAMENTO E PIÙ OCCUPAZIONE — “Gra­zie a questo emen­da­men­to — con­tin­ua Mas­si­mo Ser­tori — sono pre­visti nei prossi­mi dieci anni inves­ti­men­ti per alcu­ni mil­iar­di che con­sen­ti­ran­no di gener­are occu­pazione, effi­cientare l’intero sis­tema e aumentare in modo con­sid­erev­ole la pro­duzione di ener­gia da fonte rinnovabile”.

BATTAGLIA STORICA DEL TERRITORIO — “Sono molto sod­dis­fat­to — sot­to­lin­ea l’Assessore regionale — per­ché siamo di fronte ad un risul­ta­to stori­co frut­to di una sin­er­gi­ca col­lab­o­razione tra Regione, Gov­er­no e Grup­pi parlamentari”.
“Si trat­ta — aggiunge — di un anticipo fat­ti­vo e tan­gi­bile dell’autonomia, che dimostr­erà come le risorse vengano gestite al meglio se spese vici­no al ter­ri­to­rio in cui ven­gono gen­er­ate. Final­mente, dopo anni di battaglie, resti­tu­iamo gius­tizia ai ter­ri­tori montani”. 

RIPOPOLAMENTO DELLA MONTAGNA — Così come già suc­cede per Tren­to e Bolzano “Dopo l’approvazione di ques­ta legge — osser­va — anche tut­ti gli altri ter­ri­tori di mon­tagna potran­no uti­liz­zare una parte impor­tante dei proven­ti generati dall’idroelettrico, così da perequare i mag­giori costi dei servizi in mon­tagna e quin­di ridi­men­sion­are il fenom­e­no del­lo spopo­la­men­to”. “Con­seg­ner­e­mo — con­tin­ua — un futuro migliore ai nos­tri figli che, legati alle pro­prie radi­ci, amano stare o ritornare in mon­tagna, ma che spes­so sono costret­ti a stu­di­are, lavo­rare e vivere lon­tani dal­la pro­pria terra”.

I FAUTORI DEL SUCCESSO — “Vor­rei ringraziare il Min­istro Mat­teo Salvi­ni — incalza Ser­tori — per­ché sen­za di lui non avrem­mo avu­to la forza polit­i­ca di portare al gov­er­no la Lega e approvare anche ques­ta impor­tante legge”. E anco­ra “il Sot­toseg­re­tario Gian­car­lo Gior­get­ti che ha dimostra­to per l’ennesima vol­ta le sue stra­or­di­nar­ie capac­ità politi­co-isti­tuzion­ali e una grande sen­si­bil­ità ver­so questi temi e gli effet­ti che pos­sono gener­are”. “Non da ulti­mo ringrazio il Pres­i­dente Attilio Fontana per la fidu­cia che mi ha sem­pre espres­so e la forza che mi ha trasmes­so”, con­clude Sertori.