Presso l'Auditorium San Giovanni di torri del benaco alle ore 17,00

Passaggi sul Garda: oggi a Torri del Benaco

01/12/2013 in Libri
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Di Luigi Del Pozzo

Dopo aver por­ta­to alla rib­al­ta l’epopea garde­sana di Leonar­do Walsh, l’autrice si focal­iz­za su even­ti e per­son­ag­gi che grav­i­ta­vano in quel peri­o­do intorno a San Vig­ilio e all’Eremitaggio, doc­u­men­tati attra­ver­so cronache dell’epoca, ricerche, fotografie e anche mem­o­rie per­son­ali di alcu­ni dei protagonisti.

Ven­gono così ricor­dati i vis­i­ta­tori del pri­mo Nove­cen­to in viag­gio su car­rozze, treni, bar­coni e bat­tel­li; la cos­ti­tuzione di asso­ci­azioni tur­is­tiche per lo svilup­po del tur­is­mo; le con­dizioni di vita anco­ra pre­carie; il prog­et­to di costru­ire un grande alber­go a San Vig­ilio, forte­mente con­tes­ta­to dal pro­fes­sor Flo­reste Malfer, autore di una poet­i­ca gui­da del luo­go, qui inte­gral­mente pub­bli­ca­ta, ded­i­ca­ta al “Reg­no del Silen­zio e del­la Pace”.

Seguono gli anni del ven­ten­nio fascista, quan­do sul por­to di San Vig­ilio si assis­te­va alle bizze di d’Annunzio, con le real­iz­zazioni di por­ti, acque­dot­ti e strade che facil­i­tarono i trasfer­i­men­ti e miglio­rarono le con­dizioni di vita, sospese purtrop­po dal­la guer­ra. Dopo i ricor­di dell’evento che seg­nò la vita di molti, segue la lenta ripresa lega­ta all’avvento del tur­is­mo, des­ti­na­to a trasfor­mare la situ­azione eco­nom­i­ca del lago e dei suoi abitanti.

Riper­cor­rere­mo anche la sto­ria e le pre­sunte ragioni, ipo­tiz­zate da vari autori, del pas­sag­gio effet­tua­to sul Gar­da da uno dei pri­mi vis­i­ta­tori illus­tri del dopoguer­ra, lo sta­tista inglese Win­ston Churchill, ospite di Leonar­do Walsh, tor­na­to a riaprire la Locan­da nel 1946 dopo la par­ente­si bel­li­ca. La cronaca delle intense vacanze di Lau­rence Olivi­er e di Vivien Leigh, del­la quale ricorre quest’anno il cen­te­nario del­la nasci­ta, viene arric­chi­ta dagli scat­ti fotografi­ci del pro­fes­sor Mario Pasot­ti, fotore­porter d’eccezione, e da un suo rac­con­to dell’insolito trascor­so a San Vig­ilio dagli attori nell’inverno del 1955. Il tut­to per­me­ato dal sapore del­la nos­tal­gia dell’autrice che sul Gar­da abi­ta da sempre.

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