Comuni, Provincia, musei e associazioni si sono consorziati per promuovere le incisioni rupestri. Percorsi tra i graffiti sul monte Luppia, a Crero e a Brancolino

Passeggiata nella preistoria

02/06/2004 in Attualità
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Di Luca Delpozzo

Una carti­na in tre lingue e cartel­li in leg­no illus­trati: gra­zie a questi stru­men­ti potran­no essere trovate, com­pi­en­do passeg­giate immerse nel verde con viste e panora­mi sug­ges­tivi, le antichissime inci­sioni rupestri. Il Prog­et­to Graf­fi­ti è sta­to pre­sen­ta­to saba­to pomerig­gio, in una gremi­tis­si­ma sala delle adunanze del castel­lo scaligero di Tor­ri. Un prog­et­to volu­to dall’amministrazione comu­nale di Tor­ri. In par­ti­co­lare dal vicesin­da­co Daniela Per­oni, «la vera pro­motrice dell’iniziativa» han­no ricorda­to il sin­da­co Alber­to Vedovel­li e il pro­fes­sor Fabio Gag­gia, il più grande esper­to di inci­sioni rupestri sul Gar­da, che ha coin­volto a vario tito­lo enti ed ammin­is­trazioni pub­bliche gra­zie ai quali è sta­to pos­si­bile portare alla rib­al­ta gli antichissi­mi scrit­ti sulle roc­ce del Gar­da. Oltre all’amministrazione di Tor­ri, sono inter­venu­ti dal pun­to di vista eco­nom­i­co anche il Comune di Gar­da, guida­to dal sin­da­co Davide Bendinel­li, e la Provin­cia, di cui lo stes­so Bendinel­li è asses­sore uscente al tur­is­mo. Cos­to totale dell’operazione 46 mila euro, di cui 30 mila a cari­co del Comune dell’alto lago, 10 mila di Gar­da e 6mila del­la Provin­cia. Con una con­ven­zione le tre ammin­is­trazioni si era­no impeg­nate a val­oriz­zare gli antichi graf­fi­ti, pre­sen­ti soprat­tut­to nelle zone del Monte Lup­pia a Gar­da e a Bran­col­i­no e Crero sul ter­ri­to­rio di Tor­ri. Insom­ma, gra­zie anche al con­trib­u­to di 20mila euro elar­gi­to nell’estate scor­sa dal­la Fon­dazione Cariverona ed alla col­lab­o­razione col cir­co­lo anziani di Tor­ri, con il civi­co di sto­ria nat­u­rale di Verona, con la Soprint­en­den­za, con il Cor­po fore­stale e con il museo del castel­lo scaligero di Tor­ri, quel­la che era «un’idea vec­chia di quarant’anni si è potu­ta conc­re­ta­mente real­iz­zare», l’idea di una passeg­gia­ta fra preis­to­ria e nat­u­ral­is­mo. Dopo i salu­ti dei due sin­daci, è toc­ca­to ad Alfre­do Buonopane, docente di epi­grafia romana all’ scalig­era, pre­sentare l’«operazione graf­fi­ti». Dopo aver ricorda­to le tappe prin­ci­pali dai ritrova­men­ti delle inci­sioni rupestri (iniziate nel 1964 ad opera del pro­fes­sor Mario Pasot­ti di Gar­da, e com­ple­tate nel 2002, quan­do con il Cen­tro stu­di per il ter­ri­to­rio bena­cense Gag­gia ha pub­bli­ca­to la riedi­zione di un libro del­lo stes­so Pasot­ti del 1982), il pro­fes­sore ha delin­eato la strate­gia di sal­va­guardia, cat­a­logazione e val­oriz­zazione del prog­et­to. La parte­ci­pazione all’iniziativa è sta­ta garan­ti­ta, per con­to del Museo civi­co di Verona, da Alessan­dra Aspes e la col­lab­o­razione del­la Soprint­en­den­za ai Beni arche­o­logi­ci da Luciano Salzani. È toc­ca­to poi al pro­fes­sor Gior­gio Vedovel­li, diret­tore del museo di Tor­ri, illus­trare nel det­taglio la carti­na con i sen­tieri e le inci­sioni. «Un sup­por­to all’orientamento», ha spie­ga­to, « scrit­to in ital­iano, tedesco e inglese che illus­tra la sto­ria delle zone in cui si trovano le inci­sioni e tre per­cor­si, con le rel­a­tive vari­anti, per rag­giun­gere il monte Lup­pia da Gar­da, i graf­fi­ti di Bran­col­i­no e Crero, e quel­li sul ver­sante di Albisano». Per­cor­si che sono sta­ti puli­ti e dotati di indi­cazioni dagli anziani del Cir­co­lo di Tor­ri, guida­to dal pres­i­dente Ange­lo Zam­boni. A spie­gare come ques­ta inizia­ti­va abbia anche una valen­za sci­en­tifi­ca è però sta­to Gag­gia, colui che si definisce come «l’erede spir­i­tuale e la memo­ria stor­i­ca del pro­fes­sor Pasot­to». Lo stu­dioso ha infat­ti rib­a­di­to come «gra­zie a questo prog­et­to saran­no ricat­a­lo­gate tutte le roc­ce incise scop­erte in 25 anni per poi trasferire i dati su com­pact disc con la prospet­ti­va di arrivare a creare un sito Inter­net sui graf­fi­ti». Il Prog­et­to Graf­fi­ti è insom­ma volto a pro­muo­vere una nuo­va for­ma di tur­is­mo, di matrice cul­tur­ale, che pos­sa inte­grare quel­lo bal­n­eare. «Bisogn­erà però nel con­tem­po trovare il modo di pro­teggere e tute­lare le antiche roc­ce, per­chè non vengano rov­inate o sporcate», ha ammoni­to Gag­gia. «Per fare questo ci con­fron­ter­e­mo con chi si è già occu­pa­to di tute­lare pat­ri­moni all’aperto, esposti alle intem­perie». Un con­fron­to da appro­fondire in un con­veg­no sci­en­tifi­co che potrebbe svol­ger­si l’anno prossi­mo a Tor­ri chia­man­do a rac­col­ta botani­ci, arche­olo­gi e geolo­gi. Da ulti­mo, la pre­sen­tazione del Prog­et­to Graf­fi­ti ha por­ta­to alla rib­al­ta una curiosità. Nel 1983 il Cir­co­lo filatelico e numis­mati­co di Tor­ri, guida­to dall’inossidabile Fran­co Pezzi, ave­va ded­i­ca­to nel suo con­gres­so annuale alcune car­to­line pro­prio alle inci­sioni rupestri. Quelle car­to­line (una delle quali riprodot­ta nel­la a lato) che sono a loro vol­ta ormai diven­tate un pez­zo da museo. Ger­ar­do Musura­ca I vis­i­ta­tori che vor­ran­no vis­itare i per­cor­si archeo-nat­u­ral­is­ti­ci del Prog­et­to Graf­fi­ti potran­no con­tare su un sup­por­to all’orientamento scrit­to in ital­iano, tedesco e inglese che illus­tra la sto­ria delle zone in cui si trovano le inci­sioni e tre per­cor­si, con le rel­a­tive vari­anti, per rag­giun­gere il monte Lup­pia da Gar­da, i graf­fi­ti di Bran­col­i­no e Crero, e quel­li sul ver­sante di Albisano. Questi per­cor­si sono sta­ti puli­ti e dotati di indi­cazioni dagli anziani del Cir­co­lo di Tor­ri. In questo modo l’area del Gar­da offrirà ai vis­i­ta­tori una pro­pos­ta aggiun­ti­va alla tradizionale offer­ta tur­is­ti­ca bal­n­eare che sarà apprez­za­ta dai sem­pre più numerosi «tur­isti culturali».

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