La passione per i velieri…in miniatura!

19/05/2014 in Attualità
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Di Sergio Bazerla

Una malat­tia dev­as­tante lo fa smet­tere di lavo­rare e ritor­na a vivere gra­zie all’an­ti­ca pas­sione: il mod­el­lis­mo. Da cameriere a chef, oggi uno dei più amati “costrut­tori” di mod­el­li di imbar­cazioni di ogni tipo, con pref­eren­za ver­so i e le imbar­cazioni del­la flot­ta da guer­ra francese.

Sante Stoc­co, rodig­i­no di nasci­ta ma lacisiense di adozione, classe 1943, da più di sei anni, ogni giorno, con cer­tosi­na pas­sione, un pochi­no alla vol­ta, real­iz­za aut­en­tiche mer­av­iglie. Il suo tavo­lo da tavo­lo è pic­col­is­si­mo, preva­len­te­mente col­lo­ca­to sul­la  sua ter­raz­za, per res­pi­rare meglio l’aria di cui ha tan­to bisog­no dopo l’in­ter­ven­to chirur­gi­co che lo ha col­pi­to, ma ric­chissi­mo di attrezzi, colle, col­ori, leg­ni, car­tonci­ni e gran­di dis­eg­ni di gran­di navi che lui real­iz­za magis­tral­mente in miniatu­ra.

Ora sta lavo­ran­do alacre­mente per finire per un caro ami­co che glielo ha com­mis­sion­a­to “el bar­con del lago”, la grossa bar­ca che sol­ca le acque del lago da diver­si anni e che è conosci­u­ta con il nome di San Nicolò.

Ho com­in­ci­a­to per occu­pare il tem­po dopo l’in­ter­ven­to e la malat­tia, cir­ca sei anni fa — spie­ga Sante Stoc­co — ed ho ripreso una vec­chia pas­sione inizia­ta quan­do ave­vo 18 anni, in ospedale a Rovi­go dove ero in cura per la TBC. Alcune aziende lom­barde ci por­ta­vano cas­ca­mi di leg­no, rad­i­ca, bache­lite. E noi per pas­sare il tem­po del­la lun­ga gior­na­ta, fra una cura e l’al­tra, real­iz­zava­mo dei mod­el­li­ni di aereo, di nave, dei sopram­mo­bili. E la pas­sione non è mai venu­ta meno.”

Sante Stoc­co è giun­to a Lazise, orfano sia di padre che di madre, all’età di ven­ti anni. Era l’an­no 1964.

Sono arriva­to all’ho­tel Casa Mia, dal­la famiglia Mar­sigli — sot­to­lin­ea anco­ra com­mosso — su pre­sen­tazione di ami­ci. Sono sta­to accolto come un figlio. Ho lavo­ra­to da loro come cameriere. Mi sono spe­cial­iz­za­to cuo­co e sono diven­ta­to un chef di buona qual­ità. Devo a loro una gran­dis­si­ma riconoscen­za.”

Per bef­fa del des­ti­no, pro­prio a causa del­la malat­tia in gio­vane età non ha mai com­pi­u­to il servizio mil­itare. Non conosce quin­di la Mari­na. Ma con la Mari­na ci con­vive da più di 44 anni aven­dola sposa­ta. “E’ si è pro­prio vero — con­clude Stoc­co — per­ché Mari­na è il nome di mia moglie. Era des­ti­no!”

La pas­sione con cui real­iz­za ogni mod­el­lo è mas­si­ma — dichiara Gio­van­ni Olivet­ti, pres­i­dente del­l’as­so­ci­azione mari­nai di Lazise — e noi lo abbi­amo adot­ta­to volen­tieri. E’ davvero uno di noi. E tut­ti i suoi mod­el­li, quel­li che gli sono rimasti, per­ché molti li ha regalati, saran­no esposti alla nos­tra mostra che si ter­rà alla ex bib­liote­ca dall’ 11 otto­bre in poi. E’ un atto dovu­to ad un genio che lavo­ra in silen­zio.”

Ser­gio Baz­er­la

Sante Stocco al lavoro

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