Importante rinoscimento per il Bianco di Custoza: domani sera la cerimonia

Passito e Superiore avanzano Ora sono diventati vini doc

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Di Luca Delpozzo
se.za.

Il Bian­co di Cus­toza si espande nel­lo spazio (dei vini) e con­quista la denom­i­nazione d’origine con­trol­la­ta per le tipolo­gie Pas­si­to e Supe­ri­ore. Cus­toza è una frazione di Som­macam­pagna, in provin­cia di Verona. In pas­sato, stazione di guardia e cus­to­dia dei pas­sag­gi sul­la via romana Pos­tu­mia. La viti­coltura del­la zona, di ascen­den­za etr­usca (vasi rit­u­ali per brin­disi datati sec­on­do e pri­mo sec­o­lo avan­ti Cristo sono sta­ti ritrovati in una tom­ba a Valeg­gio sul Min­cio), è attes­ta­ta da mappe e doc­u­men­ti di com­praven­di­ta fin dai tem­pi di Car­lo Mag­no (nono sec­o­lo). Dopo il tran­si­to di pel­le­gri­ni, com­mer­cianti e sol­dati, oggi sono gli aman­ti del­la cul­tura rurale a per­cor­rere il pre­gia­to ter­ri­to­rio di pro­duzione del Bian­co di Cus­toza, che si estende dal fiume Adi­ge (in prossim­ità di Bus­solen­go), alle colline di Som­macam­pagna, Sona e Valeg­gio, alla valle del fiume Min­cio, al laghet­to del Frassi­no, fino a lam­bire il lato sud est del Gar­da, a Peschiera e Lazise. Le can­tine mostra­no i gioiel­li di famiglia più antichi (il Bian­co si è fre­gia­to del­la Doc esat­ta­mente trent’anni fa) e i più recen­ti (Pas­si­to e Supe­ri­ore), nati uffi­cial­mente con il 2001, ma frut­to di un’accurata cura del vigne­to, in opera da qualche anno. Una venti­na di aziende, sulle quar­an­ta pro­dut­tri­ci, han­no des­ti­na­to una parte scelta del­la sana e gen­erosa al Pas­si­to. Si parte con la cer­ni­ta delle uve sec­on­do gli usi tradizion­ali (i grap­poli migliori ven­gono rac­colti con il ces­to) e des­ti­na all’appassimento non più di 5 ton­nel­late per ettaro, con una resa mas­si­ma delle uve in non supe­ri­ore al 40 per cen­to. I grap­poli riposano sui granai con ven­ti­lazione ad hoc. La vinifi­cazione pro­cede uni­ca­mente con pratiche eno­logiche locali, leali e costan­ti, per trasmet­tere al vino le ottime carat­ter­is­tiche intrin­seche delle uve. Nasce così un Pas­si­to di col­ore gial­lo dora­to; odore inten­so e frut­ta­to; sapore ama­bile o dolce, vel­lu­ta­to, armon­i­co, di cor­po leg­ger­mente aro­mati­co, con even­tuale leg­gera percezione di leg­no; gradazione alcol­i­ca min­i­ma. L’immissione al con­sumo avviene non pri­ma del pri­mo set­tem­bre suc­ces­si­vo a quel­lo del­la vendem­mia. Poichè preval­go­no i vit­ig­ni aro­mati­ci (Mal­va­sia, Ries­ling), il prodot­to con­ser­va il pro­fu­mo di fiori e con­fet­tura (miele, marmel­la­ta); il sen­tore di vaniglia e tosta­to proviene dal­la botte in rovere. Il Supe­ri­ore nasce dall’evoluzione del vigne­to, gra­zie alla riduzione del­la resa uva — ettaro (12 ton­nel­late al mas­si­mo, rispet­to alle 15 del­la coltura spe­cial­iz­za­ta), all’infittimento delle viti, alla dimin­uzione del­la quan­tità di grap­poli, alla scelta del­la posizione migliore e più soleg­gia­ta. Nasce così un vino più con­cen­tra­to e di più lun­ga con­ser­vazione. Il nuo­vo dis­ci­pli­nare è sta­to pub­bli­ca­to sul­la Gazzetta uffi­ciale del’11 agos­to scor­so. Il Supe­ri­ore, di col­ore paglieri­no, tende al gial­lo dora­to durante l’invecchiamento. Di sapore mor­bido e armon­i­co, ha una gradazione min­i­ma di 12. Questi i numeri del Bian­co di Cus­toza: 170 mila quin­tali di uva, prodot­ti su 1364 ettari da 651 viti­coltori, 110 mila ettolitri, pari a 13 mil­ioni di bot­tiglie, ven­dute preva­len­te­mente nel nord Italia (l’esportazione, pari al 20 per cen­to, è diret­ta soprat­tut­to ver­so la Ger­ma­nia, l’Austria, l’Inghilterra, gli Usa). È uno dei pochi vini in cui la resa uva-vino non supera il 65 per cen­to. Queste le vari­età di vit­ig­ni: Treb­biano toscano 20–45 per cen­to; Gar­gane­ga 20–40 per cen­to; Tocai friu­lano det­to Tre­bianel­lo, 5–30 per cen­to; Mal­va­sia, Ries­ling Ital­i­co, Pinot Bian­co, Chardon­nay e Cortese, denom­i­na­to Fer­nan­da, da soli o con­giun­ta­mente, 20–30 per cen­to. Il Con­sorzio di tutela, cos­ti­tu­ito nel 1972, è pre­siedu­to da Albi­no Pio­na e diret­to dall’enologo Giulio Liut. In occa­sione del riconosci­men­to del­la Doc al Pas­si­to e al Supe­ri­ore, domani alle 20.30, nel cen­tro polifun­zionale di Cus­toza, ter­rà una relazione il pro­fes­sor Roc­co di Ste­fano, diret­tore dell’istituto sper­i­men­tale di enolo­gia di Asti. Seguirà una degustazione.

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