Il famoso episodio del Risorgimento

Pastrengo, cerimonia per l’anniversario della carica del 1848

30/04/2002 in Manifestazioni
Parole chiave:
Di Luca Delpozzo
Pastrengo

Il 30 aprile 1848 è il giorno del­la car­i­ca di Pas­tren­go. E oggi si ricor­da l’an­niver­sario (il 154°). Questo il pro­gram­ma. Alle ore 10 la cer­i­mo­nia uffi­ciale del­l’ar­ma dei , quin­di la pre­sen­tazione del­l’ode scol­pi­ta su pietra in via Oliveti, ad opera del­la Pro Loco. Alle 11.30 rin­fres­co nel gia­rdi­no del­la Casa di riposo; inau­gu­razione del­la mostra di fotografie e di ogget­ti antichi (nel­la scuo­la media), e del con­cor­so nazionale di pit­tura ed estem­po­ranea «Dal lago di Gar­da alla Valle del­l’Adi­ge». Ven­gono inoltre aperte le cor­ti storiche (nel­la corte Segat­ti­ni, ad esem­pio, ci saran­no mac­chine e attrezzi agri­coli d’e­poca). Nel pomerig­gio, in piaz­za Car­lo Alber­to, i ragazzi delle scuole pro­por­ran­no i giochi d’un tem­po e, in par­ti­co­lare, quel­la del­la bali­na. Alle 17.30 pre­mi­azione del con­cor­so fotografi­co. Alle 20.30 intrat­ten­i­men­to musi­cale col Quar­tet­to Bog­gian, all’in­seg­na del «Caf­fè vien­nese». Non mancher­an­no degus­tazioni di caf­fè e pre­li­batezze varie. Domani, 1 mag­gio, alle ore 8.30 la cor­sa podis­ti­ca (per molti si trat­terà di una sem­plice passeg­gia­ta), alle 10 il mer­cati­no del­l’an­ti­quar­i­a­to, alle 14.30 cor­sa ciclis­ti­ca ris­er­va­ta agli juniores, alle 17 l’e­si­bizione dei cani a cura del­l’Ac­cad­e­mia di Pon­te­vi­co. All’in­ter­no delle cor­ti, dimostrazione di bat­ti­tu­ra del gra­n­otur­co. La car­i­ca del 1848 è lega­ta a re Car­lo Alber­to, coman­dante del­l’Ar­ma­ta sar­da, che il 29 aprile diede l’or­dine al gen­erale De Son­naz, capo di sta­to mag­giore, di impadronir­si del­la colline sopras­tan­ti la spon­da ori­en­tale del lago, liberan­do la stra­da per Verona. Lì, infat­ti, era­no accam­pati gli aus­triaci di Radet­zky. La colon­na di sin­is­tra, gui­da­ta dal gen­erale Fedri­ci, partì di pri­mo mat­ti­no da Colà, allo scopo di accer­chiare il nemi­co sul­la sin­is­tra. Quel­la di destra, col gen. Broglia, venne accol­ta dal fuo­co dei can­noni posti sul colle San Mar­ti­no. La colon­na di cen­tro iniz­iò a mar­cia­re da San­drà, agli ordi­ni di Vit­to­rio Emanuele. Car­lo Alber­to, invece, si impan­tanò coi can­noni, e fu costret­to al rip­ie­ga­men­to. E qui si inserisce il glo­rioso episo­dio del­la car­i­ca dei cara­binieri. Il mag­giore Negri di San Front, coman­dante di tre squadroni, temen­do per l’in­co­lu­mità del sovra­no, diede l’or­dine di attac­care, lan­cian­dosi al galop­po con­tro gli aus­triaci. I tre­cen­to cara­binieri a cav­al­lo, nel­l’u­ni­forme da para­ta, con le scia­bole sguainate, lo seguirono al gri­do di «Savoia». Dopo la car­i­ca alcune cose cam­biarono. Radet­zky divenne gov­er­na­tore del Lom­bar­do-Vene­to, e iniz­iò cos­tose opere di for­ti­fi­cazione, che gravarono sul­la popo­lazione, al pari del man­ten­i­men­to del­l’ar­ma­ta di 120 mila uomi­ni. Aumen­tarono le impo­sizioni fis­cali, e fu allun­ga­ta la lista degli obbli­gati al servizio mil­itare. Pas­tren­go, ter­ra di con­fine (il ter­ri­to­rio ital­iano si esten­de­va appe­na al di là del Min­cio), rimase sot­to il…tallone straniero fino al ’66.

Parole chiave: