Antinfiammatoria, rafforza la barriera cutanea, priva di controindicazioni: ricerca scientifica ed esperienza clinica ne convalidano le proprietà. Nuovo studio svela l’incidenza crescente della dermatite atopica anche nell’adult

Patologie dermatologiche nei bambini: acqua termale sulfurea, cura efficace e naturale per la pelle più sensibile.

26/02/2018 in Attualità, Salute
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Di Redazione

La pelle dei bam­bi­ni è del­i­ca­ta e più facil­mente sogget­ta a prob­lem­atiche. Tra le diverse patolo­gie der­ma­to­logiche pedi­atriche, der­matite atopi­ca (DA), pso­ri­asi, acne e vitilig­ine, la DA è la più dif­fusa: colpisce il 15–20% dei bam­bi­ni. Si trat­ta di una malat­tia infi­amma­to­ria che ha come sin­to­mo prin­ci­pale il pru­ri­to.

La ter­apia ter­male rap­p­re­sen­ta per mil­ioni di bam­bi­ni e adul­ti una cura nat­u­rale e sen­za con­troindi­cazioni. L’acqua sul­furea, insieme al fan­go, è la più indi­ca­ta gra­zie pro­prio alle azioni speci­ficheche ha sul­la pelle, in prim­is l’attività anti­n­fi­amma­to­ria. Sot­to­lin­ea Car­lo Stu­rani, Diret­tore Sci­en­tifi­co San­i­tario di Terme di Sirmione: “La pre­sen­za di idrogeno sol­foroso nell’acqua di Terme di Sirmione con­tribuisce ad aumentare l’azione anti­n­fi­amma­to­ria e antios­si­dante. La dimostrazione che l’idrogeno sol­foroso dell’acqua di Sirmione è in gra­do di aumentare la pro­duzione endo­ge­na di inter­leuk­i­na 10 (uno dei più poten­ti anti­n­fi­amma­tori nat­u­rali) spie­ga l’efficacia dell’azione anti­n­fi­amma­to­ria delle acque sul­furee in molte patolo­gie cron­i­co degen­er­a­tive che inter­es­sano le mucose e la pelle.

Ulte­ri­ori stu­di han­no dimostra­to come l’idrogeno sol­foroso imp­ie­ga­to alle stesse con­cen­trazioni pre­sen­ti nell’acqua ter­male di Sirmione sia in gra­do di ridurre sia la cresci­ta che il poten­ziale infi­amma­to­rio delle cel­lule cuta­nee in vit­ro. Lo zol­fo, inoltre, svolge un’azione anti-sebor­roica, esfo­liante, anti-micot­i­ca e anti-bat­ter­i­ca nat­u­rale che rende l’acqua ter­male diSirmione indi­ca­ta anche nelle pel­li grasse e soggette ad acne.”

I bam­bi­ni affet­ti da Der­matite Atopi­ca (DA) devono essere curati. Molte mamme oggi non lo fan­no, come non si cura­no gli stes­si adul­ti con DA”, sot­to­lin­ea Giampiero Girolomoni, Diret­tore Clin­i­ca Der­ma­to­log­i­ca Uni­ver­sità di Verona. “Curar­si vuol dire una vita migliore, meno pru­ri­to, meno fas­tidio. Nei bam­bi­ni
inter­ferisce con lo stu­dio, con la con­cen­trazione, con il son­no, oltre ad avere riper­cus­sioni sull’aspetto psi­co­logi­co. Curare la DA vuol dire inoltre ridurre le prob­a­bil­ità che si svilup­pino allergie, asma e rino-con­giun­tivite. È ris­a­puto che la Der­matite Atopi­ca rap­p­re­sen­ta la pri­ma tap­pa del­la mar­cia atopi­ca, cioè quel­la con­se­cuzione di malat­tie di cui la DA è la pri­ma a man­i­fes­tar­si. Questo vuol dire che i bam­bi­ni che han­no la DA, se curati adeguata­mente, han­no minore prob­a­bil­ità di svilup­pare le altre patolo­gie. La con­fer­ma impor­tante è arriva­ta da uno stu­dio prospet­ti­co pub­bli­ca­to di recente che ha anal­iz­za­to le vari­abili che aumen­tano il ris­chio che i bam­bi­ni con DA svilup­pino l’asma. Su 2311 bam­bi­ni segui­ti negli anni, con DA dall’età di 1 anno, esiste una fet­ta sig­ni­fica­ti­va
di questi che a 3 anni svilup­pa l’asma. Tut­to ciò a con­fer­ma di un mito da sfatare: la DA non è pri­mari­a­mente una malat­tia aller­gi­ca; è la DA che pre­dispone all’allergia.”

La DA è una malat­tia in cui ci sono da un lato alter­azioni del­la bar­ri­era epi­der­mi­ca e dall’altro un’alterata rispos­ta infi­amma­to­ria. Queste alter­azioni han­no entrambe un’importante impronta genet­i­ca. Poi ci sono alcu­ni fat­tori di ris­chio ambi­en­tali noti tra cui l’uso di un’acqua dura (cal­carea), che disidra­ta la pelle e
richiede una quan­tità mag­giore di deter­gente peg­gio­ran­do il prob­le­ma, vivere in ambi­en­ti trop­po sec­chi o trop­po umi­di, essere esposti all’inquinamento atmos­feri­co (incluse le par­ti­celle di car­bu­rante diesel).

Pros­egue il prof. Girolomoni: “In questo con­testo la cura ter­male è una ter­apia molto inter­es­sante poiché è pri­va di effet­ti col­lat­er­ali. E’ una cura nat­u­rale, sem­plice. Non prevede l’impiego di far­ma­ci. E quin­di è un’opportunità molto impor­tante per bam­bi­ni e anche adul­ti. Le acque ter­mali non sono tutte uguali. Quelle indi­cate per la cura del­la DA devono avere un insieme di pro­pri­età tra cui anti-infi­amma­to­ria. Da questo pun­to di vista le acque sul­furee sono quelle elet­tive, come già lunga­mente dimostra­to per le patolo­gie infi­amma­to­rie res­pi­ra­to­rie.”

L’azione viene svol­ta con la bal­neoter­apia, le vapor­iz­zazioni e la fan­goter­apia, in par­ti­co­lare per l’acne. A queste può essere asso­ci­a­ta la fototer­apia. Sot­to la gui­da di un’equipe der­ma­to­log­i­ca, i pro­to­col­li di ter­apia ter­male, da evitare durante la fase acu­ta del­la malat­tia, sug­geriscono due cicli all’anno da 12 giorni
cias­cuno. I ben­efi­ci sono evi­den­ti soprat­tut­to sul­la sin­toma­tolo­gia: riduzione delle chi­azze eritem­ato- desqua­ma­tive e di azione eutrofiz­zante e nor­mal­iz­za­trice degli strati cutanei.

Con­clude infine Giampiero Girolomoni “la Der­matite Atopi­ca sap­pi­amo che colpisce il 15–20% dei bam­bi­ni e si pen­sa­va non fos­se comune nell’adulto. Uno stu­dio recen­tis­si­mo, che ha anal­iz­za­to cir­ca 100 mila per­sone di cui 10mila in Italia, fa emerg­ere un’incidenza di DA nell’adulto tra il 4% e l’8%. In par­ti­co­lare si trat­ta di DA lieve o mod­er­a­ta, ma non meno fas­tidiosa e impor­tante per i pazi­en­ti. Un ter­zo cir­ca di queste forme dell’adulto esor­dis­cono in età adul­ta men­tre i due terzi pros­eguono dall’infanzia.”

2018 DEFINITA LA FIRMA BIOLOGICA (BIOFINGERPRINT) DELLACQUA E DEL FANGO DI TERME DI SIRMIONE: UN MICROBIOTA PREZIOSO IN GRADO DI PRODURRE LIPIDI ANTINFIAMMATORI.

La recen­tis­si­ma ricer­ca real­iz­za­ta con l’impiego di metodolo­gie molto avan­zate di metage­nom­i­ca e bioin­for­mat­i­ca pres­so Terme di Sirmione in col­lab­o­razione con i ricer­ca­tori delle Uni­ver­sità di Mod­e­na e di Roma è oggi il pri­mo report sci­en­tifi­co riguardante la carat­ter­iz­zazione del micro­bio­ma lun­go una rete idri­ca ter­male dal­la sor­gente ai pun­ti di uti­liz­zo all’in­ter­no di un cen­tro ter­male.

Per la pri­ma vol­ta ven­gono stu­di­ate la carat­ter­iz­zazione e l’evoluzione del­la comu­nità bat­ter­i­ca dei fanghi durante il proces­so di mat­u­razione. I dati evi­den­ziano la pre­sen­za di una comu­nità micro­bi­ca nel­la quale­dom­i­nano micror­gan­is­mi (sol­fo bat­teri) in gra­do di pro­durre lipi­di anti­n­fi­amma­tori.

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