Ieri, al Palazzo del Turismo di Desenzano, convegno sulle opportunità di sviluppo delle vacanze in bicicletta e sulla mobilità ciclistica. Centinaia di chilometri dalle valli alle Basse, dai laghi all’hinterland

«Pedalare è un vero affare»

Di Luca Delpozzo
Tonino Zana

Bici­clet­ta e moun­tain bike si arrampi­cano sul palaz­zo del Tur­is­mo a Desen­zano, lo con­quis­tano. Descrivono la bellez­za del­la nos­tra provin­cia, illus­tra­no il pat­ri­mo­nio ambi­en­tale, l’economia del­la cam­pagna e dei com­mer­ci, degli agri­t­ur­is­mi e dei servizi. Bici e moun­tain bike — sapete — san­no par­lare. La bici­clet­ta è un mez­zo in asce­sa, guadagna il tem­po, per­corre le val­li, i laghi le Basse, sale e scende per centi­na­ia di chilometri nel Bres­ciano. La bici­clet­ta, ieri mat­ti­na, era una specie di scul­tura immag­in­abile appe­sa al sof­fit­to del palaz­zo del Tur­is­mo, accan­to ai lam­padari, men­tre i rela­tori ne can­ta­vano la for­ma, l’utilità, perfi­no la pulizia, una sor­ta di moral­ità eco­log­i­ca. Le lodi, la scien­za del ped­alare, la vital­ità del­la ter­ra bres­ciana, sono state pre­sen­tate al con­veg­no orga­niz­za­to dall’Amministrazione provin­ciale, inti­to­la­to «La mobil­ità ciclis­ti­ca e il tur­is­mo in provin­cia di Bres­cia». Il fine, quel­lo di infor­mare, nel modo più ampio pos­si­bile, soprat­tut­to da parte degli asses­sori più coin­volti, ai Lavori Pub­bli­ci e Ermes Buf­foli, al Tur­is­mo, che esiste una rete di per­cor­si ciclis­ti­ci, pro­tet­ta e orga­niz­za­ta, non episod­i­ca, sul­la quale accrescere la conoscen­za del­la nos­tra ter­ra, con­trol­larne la vita, goderne la bellez­za. In bici­clet­ta, tut­to questo può grade­vol­mente accadere. Il pres­i­dente del­la Provin­cia, Alber­to Cav­al­li si è dichiara­to con­vin­to dei van­tag­gi «affi­dati alla bici­clet­ta», mez­zo e fine nel­lo stes­so momen­to, per una riv­inci­ta dell’uomo lento sull’uomo avvil­i­to da una scan­sione mor­ti­f­i­cante e imprendibile del tem­po. Il pres­i­dente Cav­al­li ha indi­ca­to i per­cor­si sug­ges­tivi nei parchi bres­ciani, sug­ger­i­to il val­ore di pre­sidio umano delle piste cicla­bili, can­di­dan­do, infine la nos­tra provin­cia ad aumentare il gra­do di ciclofil­ia. Car­tine, trac­ciati, numeri snoc­ci­o­lati sul com­put­er dall’assessore Paroli­ni han­no rim­pol­pa­to i pen­sieri del pres­i­dente: 191 chilometri già com­ple­tati, 6 mil­ioni di euro, 36 chilometri pron­ti tra pochi mesi, 2 mil­ioni di euro, 114 chilometri in appal­to, altri 71 già finanziati nel prossi­mo bien­nio. Tra il pub­bli­co ha pre­sen­zi­a­to al con­veg­no, l’assessore regionale alla Qual­ità dell’ambiente, Fran­co Nicoli Cris­tiani. Se il ter­ri­to­rio, ha aggiun­to poi l’assessore Ermes Buf­foli, è il prodot­to cen­trale di ogni econo­mia, allo­ra il guadag­no tur­is­ti­co, anche tramite la bici­clet­ta, diven­ta un affare con tan­ti seg­ni pos­i­tivi. Sono cir­ca 8 mil­ioni le pre­sen­ze annue su due ruote, in giro per la nos­tra provin­cia, ha det­to anco­ra Buf­foli, e il binomio bici­clet­ta — tur­is­mo è da val­oriz­zare. Numerosi i rela­tori: il pres­i­dente del­la Com­mis­sione provin­ciale lavori pub­bli­ci, Gui­do Rossi­ni, il diri­gente regionale Ter­ri­to­rio e urban­is­ti­ca, Ser­gio Cav­al­li, il rap­p­re­sen­tante degli Ami­ci del­la bici di Bres­cia, Enri­co Chiari­ni, istrut­tore, pure sull’esistenza di una ped­ala­ta Lon­dra-Roma e Capo Nord-Mal­ta. Molte rif­les­sioni apprez­zate, poco il tem­po a dis­po­sizione, come le nos­tre righe che sono già tante. Par­ti­co­lar­mente ric­ca di spun­ti sug­ges­tivi ed appas­sion­ati la relazione di Duilio Zog­no del Coor­di­na­men­to asso­ci­azioni cul­tur­ali e ambi­en­tal­iste Bres­cia Ovest, il quale ha ripor­ta­to l’esperienza per­son­ale di quan­do seppe, sul lago di Costan­za, dell’esistenza di per­cor­si in bici­clet­ta dal polo nord al polo sud, che una bici­clet­ta avrebbe potu­to essere rim­pa­tri­a­ta coast to coast e si pote­va ped­alare con la tua bam­bi­na di pochi mesi insieme poichè la sicurez­za era totale. È piaci­u­ta molto la nar­razione di un itin­er­ario nord sud da Parati­co giù ver­so Pon­toglio, tra i Romani­no, i per­cor­si par­ti­giani, le fab­briche dell’industria tai­lo­ri­ana e l’idraulica cinque­cen­tesca, tut­to tra Parati­co e Ura­go d’Oglio. «Siamo in giro dal 1974 e non inten­di­amo tornare a casa». Con questo slo­gan, Lui­gi Ban­dera del Cts per l’ambiente bres­ciano ha offer­to un decal­o­go per avvan­tag­gia­r­si di un viag­gio in bici: rispet­to, no ai fra­cas­soni, un tur­is­mo in bici­clet­ta, a 3 “s”: sociale, sol­i­dale, sosteni­bile. Ascoltare e vedere le immag­i­ni dei viag­gi bres­ciani in moun­tain bike per la regia di Rug­gero Bon­tem­pi, autore di guide tur­is­tiche, bik­er di lus­so, è sta­to emozio­nante. Con­vin­cente Gian­lui­gi Vimer­cati, dis­eg­na­tore di una strate­gia del quo­tid­i­ano in un agri­t­ur­is­mo. Ha fat­to capire che15 moun­tain bike parcheg­giate nell’agriturismo diven­tano un’occasione per allun­gare le ore e la vacan­za. Giuseppe For­men­ti e Andrea Leali, grup­po sporti­vo odolese, han­no nar­ra­to di una Valsab­bia cav­al­ca­ta da due mila bik­ers, delle Corne dei pit­tori Tog­ni, Garo­sio e Stag­no­li divenire, cer­ti giorni di gare in bici­clet­ta, ruote puris­sime del cielo, des­ti­nate a roto­lare e a far del bene nelle case di una Valsab­bia vis­i­ta­ta. Valsab­bia tur­is­ti­ca, allon­tanan­dosi dal­la statale e sal­en­do ver­so gli innesti delle con­va­l­li, trovan­do Moret­to, boschi, neve e san­telle. Pedalando.

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