Emergenza maltempo. Dopo le ripetute frane che hanno messo in ginocchio la viabilità

«Pedemontana per il Garda»

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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Avan­ti così non è pos­si­bile con­tin­uare. Le voci sono con­cor­di. La sul medio-alto Gar­da è diven­ta­ta un colabro­do, bisogna inter­venire urgen­te­mente. Frane, smot­ta­men­ti, inter­ruzioni. Auto­mo­bilisti costret­ti a cer­care alter­na­tive, iner­pi­can­dosi per viot­toli e sen­tieri. Un caos. Limone ha paga­to dazio nel feb­braio ’99, quan­do morì un pen­sion­a­to. Ma adesso è di nuo­vo iso­la­ta. Nel­la dis­avven­tu­ra, ha il van­tag­gio di pot­er andare a Riva, dove gli stu­den­ti (bres­ciani) fre­quen­tano le scuole, o a Rovere­to, in caso di neces­sità ospedaliere. In due set­ti­mane Toscolano Mader­no ha dovu­to rip­ulire due frane, una a sud, l’al­tra a nord del­l’abi­ta­to. For­tu­na ha volu­to che, in quegli istan­ti, non tran­si­tassero auto­mo­bilisti. Le pre­oc­cu­pazioni aumen­tano, al pari delle proteste e delle lamentele. Una situ­azione davvero pre­caria. «L’u­ni­ca soluzione — affer­ma Pao­lo Rossi, pres­i­dente degli alber­ga­tori bres­ciani, con­ti­to­lare del Lau­rin di Salò — è la costruzione del­la Pede­mon­tana. Il prob­le­ma del­la 45 bis, che rap­p­re­sen­ta l’asse por­tante del­la nos­tra econo­mia, basa­ta sul tur­is­mo, con­tin­ua ad aggravar­si. Ogni anno atten­di­amo la pri­mav­era col cuore in gola, per­chè non sap­pi­amo se sarà per­cor­ri­bile d’es­tate. In pas­sato venne pro­pos­to di real­iz­zare una nuo­va Garde­sana, in cor­nice. Una soluzione anco­ra val­i­da. La stra­da attuale, ripete­va il prog­et­tista, l’ingeg­n­er Ric­car­do Coz­za­glio, è costru­i­ta su un equi­lib­rio per­fet­to, e non va toc­ca­ta. Sarebbe come cam­minare sui cristal­li. Io cre­do che una grande arte­ria si pos­sa fare, rispet­tan­do il ter­ri­to­rio». Rossi sostiene che «i con­sol­i­da­men­ti con cemen­to a vista e i con­tinui rat­top­pi han­no rov­ina­to la 45 bis. Il futuro, a mio giudizio, sta nel­la Pede­mon­tana». Il sin­da­co di Toscolano Mader­no, Pao­lo Ele­na, pro­pone un tun­nel da Tormi­ni a Gargnano, da real­iz­zare col sis­tema del­la con­ces­sione, tipo autostra­da. “Non ho la com­pe­ten­za tec­ni­ca per dare una rispos­ta. Res­ta il fat­to che tem­po fa, in un incon­tro a Dar­fo Boario, il pres­i­dente del­la Provin­cia Cav­al­li, affer­mò che se le opere fos­sero affi­date a soci­età pri­vate (e non all’Anas) costereb­bero la metà. E i lavori sareb­bero effet­tuati in un quar­to di tem­po”. Rossi ricor­da che, spes­so, l’as­so­ci­azione deve inter­venire sul­la ques­tione-via­bil­ità, per stig­ma­tiz­zare e protestare. L’ul­ti­ma vol­ta fu nel feb­braio ’99, in occa­sione del­la frana di Limone. “E gli alber­ga­tori di quel­la local­ità si impeg­narono anche finanziari­a­mente ‑ripete‑, affinchè la stra­da venisse ria­per­ta rap­i­da­mente”. Una Garde­sana in cor­nice, quin­di, trasfor­ma­do l’at­tuale “in un gia­rdi­no-par­co, una sor­ta di da per­cor­rere tran­quil­la­mente, come val­ore aggiun­to per il turismo».

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