Un prestigioso traguardo. E’ stato riconosciuto centro per la diagnosi e la terapia del deficit dell’ormone della crescita: «Garanzia in più per bimbi e genitori»

Pediatria, la Regione promuove il reparto

Parole chiave:
Di Luca Delpozzo

Il repar­to di Pedi­a­tria di Desen­zano è sta­to riconosci­u­to dal­la come cen­tro per la diag­nosi e la ter­apia del deficit del­l’or­mone del­la cresci­ta. In Lom­bar­dia tali cen­tri si con­tano sulle dita delle mani, dunque si trat­ta di un riconosci­men­to impor­tante per la strut­tura garde­sana, soprat­tut­to per il repar­to di cui è diri­gente il dot­tor Gio­van­ni Berga­m­aschi, esper­to di aux­oen­docrinolo­gia e dia­betolo­gia pedi­atri­ca e in attiv­ità al «Mon­te­croce» ormai da un ven­ten­nio, brac­cio destro fino a poco tem­po fa del prof. Gia­co­mo Mona­cel­li, anda­to in pen­sione. Ma vedi­amo cos’è l’or­mone del­la cresci­ta, sci­en­tifi­ca­mente noto con il ter­mine «gh» o «soma­totropina». E’ una pro­teina sem­plice, for­ma­ta dal­la sequen­za di 191 ammi­noaci­di e venne scop­er­to nel 1920. Lo si pote­va ricavare solo da cervel­li di cadav­eri e per averne poche goc­ce ne occor­re­vano migli­a­ia. La sua strut­tura è sta­ta iden­ti­fi­ca­ta nel 1972; nel 1986 è sta­to prodot­to con tec­niche di ingeg­ne­r­ia genet­i­ca. Oggi ne pos­si­amo dis­porre a piaci­men­to. Nel cor­po umano viene prodot­to dal­l’ipofisi durante tut­ta la vita, anche se superati i 31 anni i liv­el­li iniziano a diminuire del 14% cir­ca ogni dieci anni. Una sua caren­za provo­ca ritar­di nel­lo svilup­po e nanis­mo. Nel­l’in­fanzia e nel­l’adoloscen­za agisce sti­molan­do la cresci­ta e lo svilup­po ses­suale, aumen­tan­do la mas­sa mus­co­lare e favoren­do la for­mazione del tes­su­to osseo. La cresci­ta dopo la nasci­ta, spie­ga Berga­m­aschi, dipende sia da una serie di fat­tori interni all’or­gan­is­mo che apparte­nen­ti all’am­bi­ente ester­no: «Tra i pri­mi — aggiunge lo spe­cial­ista — han­no una grossa impor­tan­za i fat­tori ered­i­tari, per cui in genere si ered­i­ta sia la statu­ra dei gen­i­tori, sia il modo e il tem­po del­la cresci­ta. I fat­tori ormon­ali sono gli ese­cu­tori del pro­gram­ma geneti­co, a pat­to che vi sia uno sta­to di buona salute e una cor­ret­ta ali­men­tazione». Lo sta­to di salute del bam­bi­no e la sua cor­ret­ta cresci­ta van­no con­trol­late medi­ante vis­ite peri­odiche; uno scar­so accresci­men­to può infat­ti essere la spia che qual­cosa non va come dovrebbe anche in un bam­bi­no che appar­ente­mente non mostra seg­ni di malat­tia. Adesso, si dice­va, il repar­to di Pedi­a­tria e Patolo­gia Neona­tale di Desen­zano ha rice­vu­to il las­ci­a­pas­sare dal­la Regione a poten­ziare queste ricerche e, soprat­tut­to, ad inter­venire sui bim­bi che dovessero pre­sentare questo deficit. La pri­ma parte del­la cresci­ta avviene durante la gravi­dan­za ad un rit­mo veloce; dopo la nasci­ta vi sono due peri­o­di in cui la cresci­ta stat­u­rale e pon­derale è più rap­i­da: i pri­mi 4 anni e il peri­o­do puberale, inter­val­lati da un peri­o­do di accresci­men­to più lento e uni­forme. Dice il diret­tore san­i­tario, prof. Alfon­so Castel­lani: «Il riconosci­men­to regionale è un’ul­te­ri­ore garanzia per i pic­coli uten­ti e per i loro gen­i­tori cir­ca la capac­ità del nos­tro repar­to pedi­atri­co di garan­tire un servizio anco­ra più qual­i­fi­ca­to. Alla qual­ità tec­ni­ca si sposa poi la qual­ità alberghiera: i pic­coli sono ospi­tati in stanze sin­gole, con let­to a dis­po­sizione del gen­i­tore accom­pa­g­na­tore, servizio igien­i­co e tv col­or. La pre­sen­za del­l’èquipe di comi­coter­apia, la sala da gio­co, le par­ti­co­lari pit­ture alle pareti con­tribuis­cono a creare un ambi­ente grade­v­ole». Francesco Vas­sal­lo, diret­tore di pre­sidio: «La nos­tra pedi­a­tria acquista piena autono­mia per la ges­tione clin­i­ca dei casi di deficit nel­l’ac­cresci­men­to del bam­bi­no, ne siamo fieri». Sod­dis­fazione, infine, viene espres­sa dal numero uno del­l’azien­da osped­laiera, Ange­lo Fos­chi­ni: «Il riconoci­men­to regionale è un’ul­te­ri­ore con­fer­ma del­la bon­tà del­la lin­ea azien­dale che mira a qual­i­fi­care con­tin­u­a­mente le prestazioni sanitarie».

Parole chiave: