Padre Flavio Roberto Carraro sabato sera guiderà la processione al santuario della Madonna della Corona. Sarà un’occasione per sottolineare il degrado del sentiero sacro

Pellegrinaggio con il vescovo

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Di Luca Delpozzo
Enrico Giardini

Sarà il vesco­vo padre Flavio Rober­to Car­raro a guidare, saba­to sera, la tradizionale fiac­co­la­ta fino al san­tu­ario del­la Madon­na del­la Coro­na, che si snoderà lun­go il per­cor­so di un chilometro con­trasseg­na­to dalle scul­ture del­la via dolorosa. L’appuntamento per la parten­za è alle 21, a Spi­azzi, nel piaz­za­le Gio­van­ni Pao­lo II, di fronte all’albergo Stel­la Alpina. La pro­ces­sione, aper­ta a tut­ti, si con­clud­erà con la mes­sa al san­tu­ario con­cel­e­bra­ta dal vesco­vo, dal ret­tore del san­tu­ario, don Giuseppe Cac­cia­tori, e dai sac­er­doti del­la vic­aria -Gar­da. Come gli anni scor­si, anche quest’anno han­no annun­ci­a­to la parte­ci­pazione numerosi devoti del­la Madon­na del­la Coro­na, prove­ni­en­ti non soltan­to dal Veronese, ma anche dalle province di Tren­to, Man­to­va e Bres­cia. La Coro­na è meta ogni anno di migli­a­ia di pel­le­gri­ni e di aman­ti del­la mon­tagna, da tut­ta Europa. Tra questi ce ne sono di par­ti­co­lar­mente assidui. E c’è chi ormai può entrare di dirit­to nel «Guin­ness dei pri­mati»: si trat­ta di una cinquan­ti­na di ami­ci del Grup­po del saba­to Madon­na del­la Coro­na, che tut­ti i sabati dell’anno, con qual­si­asi tem­po, partono pun­tual­mente alle 15.30 da Brenti­no e sal­go­no al san­tu­ario per­cor­ren­do lo stori­co e anti­co sen­tiero di 1.540 gra­di­ni. È un pel­le­gri­nag­gio che dura da 17 anni, dall’Anno mar­i­ano del 1987. Dopo la sali­ta, i pel­le­gri­ni ascoltan­to la mes­sa e quin­di rien­tra­no a Brenti­no per­cor­ren­do lo stes­so itin­er­ario, illu­mi­na­to nei mesi inver­nali dalle torce elet­triche che ognuno por­ta con sé. Il grup­po del saba­to Madon­na del­la Coro­na lan­cia un invi­to: «Chi volesse provare l’esperienza dle pel­le­gri­nag­gio tro­verà sem­pre, saba­to alle 15.30 a Brenti­no, un grup­po di per­sone che ripete la cam­mi­na­ta. Il viag­gio parte dopo aver dato uno sguar­do all’antica stele del 1580 con l’immagine scol­pi­ta sul­la pietra del­la Madon­na dei Sette Dolori, che si tro­va nel capitel­lo pro­prio di fronte alla scali­na­ta, a con­fer­ma dell’esistenza stor­i­ca del­la Madon­na del­la Coro­na sin dal 1500». Ma, insieme all’invito, i com­po­nen­ti del grup­po del­la Coro­na vogliono anche toglier­si un sassolino…dagli scar­poni, seg­na­lan­do il degra­do del sen­tiero del pel­le­gri­no. Fan­no notare, in par­ti­co­lare, il disses­to del­la scali­na­ta inter­me­dia sca­v­a­ta nel­la roc­cia: le pun­tel­la­ture con tav­ole in leg­no, a sup­por­to dei gra­di­ni, sono marcite e molti gra­di­ni tra­bal­lano. C’è inoltre, seg­nalano, un pun­to peri­coloso, in par­ti­co­lare per i bam­bi­ni, nel trat­to di sen­tiero a 300 metri dal ponte di leg­no. «Lì il trac­cia­to è a stra­pi­om­bo sul­la valle», dicono i pel­le­gri­ni, «e l’unica pro­tezione è un filo di fer­ro, mes­so da volon­terosi negli anni Trenta, sostenu­to da palet­ti di fer­ro, uno dei quali trasci­na­to a valle, con il filo, da una frana. Infine, l’erosione delle acque metoriche ha fat­to scivolare a valle l’agglomerato a sec­co che tene­va unite le pietre dei gra­di­ni. Tan­to che in cer­ti pun­ti affio­ra­no soltan­to pietre aguzze, come sot­to il Monte Cimo, che ren­dono il cam­mi­no un vero cal­vario». Il Grup­po del saba­to Madon­na del­la Coro­na lan­cia quin­di un appel­lo: «Il sen­tiero ha bisog­no di parec­chie cure e nonos­tante in questi ulti­mi tem­pi siano sta­ti effet­tuati alcu­ni aggius­ta­men­ti, e di questo ringrazi­amo chi ha avu­to ques­ta sen­si­bil­ità, sono anco­ra molti pun­ti del per­cor­so bisog­nosi di urgen­ti lavori per la mes­sa in sicurez­za, in quan­to sono tan­ti anni ormai che nes­suno provvede a un min­i­mo di manutenzione».

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