Un incontro fra studenti e scrittori

Per capire la vita occorrono i libri

21/12/2001 in Cultura
Di Luca Delpozzo
a.j.

La let­tura come stru­men­to «tec­ni­co» per la scrit­tura. L’argomento è risul­ta­to al cen­tro di un inter­es­sante dial­o­go tra gli stu­den­ti delle clas­si quarte e quinte del liceo scen­tifi­co, dell’istituto di e gli scrit­tori Gior­gio De Rien­zo e Vit­to­ria Haziel. «Non c’è capac­ità di scrit­tura», ha esor­di­to De Rien­zo, che lavo­ra anche per il Cor­riere del­la sera , «se non c’è let­tura». Tal­vol­ta il libro può risultare anche sgrade­v­ole al let­tore — ha det­to l’autore dei due sag­gi “Gui­da alla scrit­tura” e “Gui­da alla let­tura” — ma res­ta impor­tante com­pren­derne il per­ché. Ogni libro ha le sue regole, e «capir­le e seguir­le è un’azione di conoscen­za», in quan­to leg­gere «è soprat­tut­to un atto di amore». Richia­man­dosi al momen­to dif­fi­cile che sti­amo attra­ver­san­do e ai ten­ta­tivi di mostrare una realtà che non esiste «ma è fonte di scon­tro e di odio non solo di ide­olo­gie e di reli­gioni ma anche di inter­es­si», il rela­tore ha mes­so a fuo­co l’importanza «del­la toller­an­za del pen­siero altrui», di capir­lo total­mente annul­lan­do così il bisog­no di una guer­ra. È impor­tante, dunque, «ascoltare, capire e riflet­tere», nel­la con­sapev­olez­za che la vera comu­ni­cazione «è la paro­la scrit­ta», la quale obbli­ga — al con­trario del­la tele­vi­sione — «al silen­zio e alla rif­les­sione». Così, è per De Rien­zo cen­trale il recu­pero del «silen­zio, come l’unica pos­si­bil­ità di vivere una vita più “gius­ta”». A fare da spal­la all’autore del libro “Il dolore di amare” — un’esperienza auto­bri­ografi­ca di vita coni­u­gale «tan­to trag­i­ca e dolente quan­to ric­ca e lumi­nosa» — la moglie Vit­to­ria Haziel. Autrice di “Ritor­na alla luce” e “Il par­adiso nelle nos­tre mani”, la Haziel ha dialoga­to a lun­go con gli stu­den­ti rac­colti nell’aula magna dell’istituto di Gar­da, sti­molan­doli con domande provo­ca­to­rie e immag­i­ni-quiz, sus­ci­tan­do l’interesse degli stes­si inseg­nan­ti e del pre­side Arman­do Gal­li­na. Per Vit­to­ria Haziel, bisogna dar­si da fare per conoscere « i com­p­lessi mec­ca­n­is­mi dell’esistenza e prati­care la via dell’equilibrio». Una stra­da che si può per­cor­rere con l’aiuto di «una con­cezione solare del­la vita, che si riv­ela sem­pre forte­mente con­ta­giosa, come un virus che fa ammalare di felicità».