Consiglio aperto sulla sanità

Per l’ospedaleMontecrocesi chiede qualità

Di Luca Delpozzo
M.TO.

Chi pen­sa­va che dal con­siglio comu­nale aper­to sulle «prob­lem­atiche san­i­tarie e sulle prospet­tive di svilup­po dell’ospedale Mon­te­croce» venisse fuori qualche annun­cio di rilie­vo è anda­to delu­so. Per­chè il con­siglio è sta­to mis­te­riosa­mente annun­ci­a­to, nonos­tante non ci fos­sero i pre­sup­posti di allarme san­i­tario sui casi di menin­gite sot­to­lin­eato da numerosi inter­ven­ti e sen­za che il sin­da­co «ne fos­se tes­ti­mone diret­to», come ha det­to nel­la sala del teatro di Riv­oltel­la davan­ti ad una platea di medici, infer­mieri, imp­ie­gati dell’Azienda ospedaliera e rap­p­re­sen­tan­ti sin­da­cali, con­siglieri comu­nali e region­ali (Margheri­ta Per­oni, Fi; Ennio Moret­ti, Lega). E sen­za che lo stes­so diret­tore gen­erale Mara Azzi rius­cisse a «capire la ragione del con­siglio aperto».Tuttavia alla fine sono uscite alcune rif­les­sioni che non mancher­an­no di scatenare dibat­ti­ti e forse anche polemiche.Come quan­do si giocherà la par­ti­ta del­la sop­pres­sione dell’ospedale dei Col­li di Lona­to, i cui posti let­to, come ha ril­e­va­to Giuseppe Gam­barel­li del­la Cgil, dovreb­bero essere des­ti­nati, sem­bra, al costru­en­do cen­tro onco­logi­co «Lauda­to sì» di Riv­oltel­la in un prog­et­to sin­er­gi­co tra ospedale di Desen­zano e privato.Mara Azzi ha però ras­si­cu­ra­to sul­la bon­tà del­la futu­ra con­ven­zione, che non deve essere vista come «una sven­di­ta del servizio pub­bli­co al pri­va­to, la cui mis­sione è iden­ti­ca a quel­la del Mon­te­croce». Gam­barel­li si è det­to pre­oc­cu­pa­to per il «depau­pera­men­to dell’ospedale garde­sano ver­so il quale si nota da tem­po una dis­af­fezione da parte del­la gente, tenu­to con­to delle dif­fi­coltà a rice­vere risposte con­vin­cen­ti di qual­ità» e per una ecces­si­va buro­c­ra­tiz­zazione e pre­sen­za di per­son­ale in alcu­ni servizi rispet­to al Civile di Brescia.Per il diret­tore gen­erale «non è vero che ci sia un dis­e­qui­lib­rio, pro­va ne è che gli obi­et­tivi region­ali ven­gono rag­giun­ti ogni anno». Ange­lo Zanel­li, del­la Uil, ha aus­pi­ca­to «l’apertura del repar­to di emod­i­nam­i­ca e il recu­pero di moti­vazioni nei dipen­den­ti».