Operaio 39enne, residente con la famiglia a Salò, denunciato per simulazione

Perde tutto lo stipendio ai videopoker. Si inventa una rapina per gius

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Di Luca Delpozzo
m.to.

Dopo aver mes­so in sub­buglio per qualche ora i di Lona­to e la cen­trale oper­a­ti­va di Desen­zano, rac­con­tan­do di essere rimas­to vit­ti­ma di una rap­ina, un operaio del­la Fer­alpi di Lona­to ha con­fes­sato di esser­si inven­ta­to tutto.I qua­si 1.300 euro del salario, per­cepi­to dal lavo­ra­tore la sera pri­ma, l’aveva invece manda­to in fumo gio­can­do alle slot machine in alcu­ni bar di Lona­to; poi, non sapen­do come gius­ti­fi­car­si per l’imperdonabile scioc­chez­za di aver sper­per­a­to in poche ore il denaro guadag­na­to in un mese di duro lavoro, l’operaio ha pen­sato di inven­tar­si la sto­ria del­la rapina.Per lui un ven­erdì 13 davvero scalog­na­to, per­ché ora il 39enne B.E., res­i­dente a Salò, avrà da fare i con­ti sia con la pro­pria moglie, sia con la gius­tizia, che lo processerà per «sim­u­lazione di reato e procu­ra­to allarme».In breve i fat­ti. Giovedì l’uomo ha incas­sato il salario men­sile. Ma ven­erdì pomerig­gio, pri­ma di andare a lavoro, è entra­to in un bar per gio­care alle slot machine, pen­san­do di rad­doppi­are o comunque incre­mentare il gruz­zo­lo dei sol­di guadag­nati in fabbrica.Ma dopo cinque ore di gio­cate fre­netiche, dei 1300 euro non gli resta­va in tas­ca che qualche spic­ci­o­lo. Le slot machine infat­ti, pun­ta­ta dopo pun­ta­ta, gli han­no fat­to azzer­are il pic­co­lo patrimonio.Cosa dire adesso in famiglia? L’operaio, dis­per­a­to per la perdi­ta al gio­co, escogi­ta a questo pun­to una bugia clam­orosa. Si reca alla caser­ma dei Cara­binieri di via D’Acquisto e rac­con­ta di essere sta­to rap­ina­to «da quat­tro uomi­ni a viso scop­er­to con accen­to sla­vo, appe­na usci­to dal bar» e di essere sta­to costret­to, sot­to la minac­cia di un coltel­lo, a con­seg­nare il portafoglio con l’intero stipendio.Ma le indagi­ni, con­dotte per­sonal­mente dal mares­cial­lo Luca Chesi­ni, coa­d­i­u­va­to dal col­le­ga Fabio Colasi, non trovano tut­tavia riscon­tri: le video­camere di Lona­to non immor­ta­lano la Golf nera indi­ca­ta dall’operaio come l’auto dei banditi.Alcuni tes­ti­moni infine con­fer­mano che l’operaio ave­va gio­ca­to per parec­chie ore. Mes­so alle strette, alla fine B.E. confessa.

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