L'antica storia su carta di Arco restaurata e disponibile

Pergamene, il gradito ritorno

08/04/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
gl.m.

Dopo un lun­go e forza­to esilio, dura­to diver­si anni, ha fat­to ritorno a “casa” resti­tu­ito final­mente alle cure dei suoi legit­ti­mi pro­pri­etari. E da lunedì prossi­mo, gra­zie all’in­ter­ven­to del­l’asses­sor Rug­gero Moran­di, sarà mes­so in con­dizione d’essere vision­a­to e ammi­ra­to da chi­unque lo desideri. Giovedì scor­so, il diri­gente del servizio Beni Librari e archivIs­ti­ci del­la Provin­cia ha resti­tu­ito all’archiv­io stori­co del comune arcense il fon­do perga­me­n­aceo dopo un lun­go inter­ven­to di con­dizion­a­men­to, restau­ro e micro­fil­matu­ra. Sono state così resti­tu­ite 196 pergamene di Arco e 14 del­l’ex comune di Romar­zol­lo. Il fon­do perga­me­n­aceo è sicu­ra­mente il più anti­co con­ser­va­to nel­l’archiv­io stori­co ma anche il più prezioso e il più carat­ter­is­ti­co, in quan­to i doc­u­men­ti sono redat­ti su perga­me­na, cioé su pelle ani­male oppor­tu­na­mente con­ci­a­ta e trat­ta­ta. I pri­mi cinque pezzi del fon­do con­ser­va­to ad Arco, datati 1201 e 1202 (ma anche altri suc­ces­sivi), riguardano la causa con Riva per il pos­ses­so del Lin­fano: un argo­men­to che dopo cir­ca 800 anni è anco­ra di stret­ta attual­ità. Nel plic­co anche gli statu­ti con­seg­nati dai con­ti agli arch­esi: sen­ten­ze, indul­gen­ze, investi­ture, bolle e sco­mu­niche papali, pig­no­ra­men­ti, com­praven­dite, per­mute, enfi­teusi, ordi­ni e decreti. Anche nel fon­do del­l’ex comune di Romar­zol­lo sono con­tenu­ti con­trat­ti, ordi­ni, sen­ten­ze e doc­u­men­ti che oggi non ven­gono più rogate, tra cui anche il voto per la fes­ta di S. Giuseppe con­tro gli inset­ti nocivi. Incar­ta­men­ti che risal­go­no ad un’e­poca in cui la popo­lazione era per la stra­grande mag­gio­ran­za anal­fa­be­ta; i doc­u­men­ti dove­vano essere quin­di redat­ti con pre­cise regole di can­cel­le­ria per ren­der­li imme­di­ata­mente riconosci­bili da tut­ti. A tal propos­i­to veni­vano adoperati i cosid­det­ti carat­teri estrin­se­ci del doc­u­men­to, cioé quelle carat­ter­is­tiche este­ri­ori imme­di­ata­mente vis­i­bili pri­ma anco­ra di anal­iz­zare il con­tenu­to del testo. Tra questi innanz­i­tut­to la mate­ria scrit­to­ria, una deter­mi­na­ta scrit­tura, e i seg­ni spe­ciali che indi­vid­u­a­vano il rogatario ed i sot­to­scrit­tori (come cro­ci di varia fog­gia, seg­ni notar­ili, la rota, vari tipi di mono­gram­mi). I più par­ti­co­lari e riconosci­bili che veni­vano uti­liz­za­ti era­no però i sig­illi. Ma non tut­ti i doc­u­men­ti con­ser­vati nel­l’archiv­io arcense ripor­tano inte­gri i sig­illi poiché alcu­ni, purtrop­po, sono andati per­du­ti ed altri, che era­no ader­en­ti, si sono stac­cati dal sup­por­to scrit­to­rio. Diver­si però sono anco­ra ben vis­i­bili e potran­no così essere anal­iz­za­ti da esper­ti stu­diosi. All’archivista Mar­i­al­isa Avi toc­cherà ora il com­pi­to di redi­gere l’in­ven­tario a com­ple­ta­men­to di quan­to già pre­dis­pos­to nonché i regesti delle sin­gole pergamene, cer­can­do di indi­vid­uare gli ele­men­ti essen­ziali del doc­u­men­to, seg­na­lan­do quin­di gli attori e i des­ti­natari del­l’azione giuridi­ca, quale tipo di azione ven­ga svol­ta, le date croniche e top­iche. Tut­to il mate­ri­ale è a com­ple­ta dis­po­sizione degli uten­ti del­l’archiv­io stori­co e di chi fos­se inter­es­sato a pren­derne visione. I locali del­l’archiv­io stori­co, sit­uati a Palaz­zo Giu­liani in piaz­za 3 Novem­bre, sono aper­ti al pub­bli­co la mat­ti­na dal lunedì al ven­erdì dalle 9 alle 12, ed il pomerig­gio dal mart­edì al giovedì dalle 14 alle 17.