Limone, appello all’Anas: «Più sicurezza»

Peroni: «Il problema sarà esaminato presto»

04/01/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
b.f.

Per­oni: «Il prob­le­ma sarà esam­i­na­to presto» Limone, appel­lo all’Anas: «Più sicurez­za» Dopo avere osser­va­to le frane di Nanzel e del­la Roc­chet­ta (sud e nord di Limone), Margheri­ta Per­oni (pres­i­dente del­la com­mis­sione Ter­ri­to­rio del­la Regione) ha una certez­za: «Nel­la riu­nione del­la prossi­ma set­ti­mana met­ter­e­mo in cal­en­dario incon­tri per esam­inare questo prob­le­ma al più presto. Non si può più sep­a­rare il pae­sag­gio garde­sano dal­la sua immag­ine eco­nom­i­ca basa­ta sul tur­is­mo». Sul­la stes­sa lunghez­za d’onda Fran­co Nicoli Cris­tiani, asses­sore regionale alla Qual­ità dell’ambiente: «La Regione non ha la pos­si­bil­ità di finanziare, ma di pro­gram­mare. Bisogn­erà affrontare il prob­le­ma rel­a­ti­vo alla parte bres­ciana, anche se una soluzione defin­i­ti­va porterà a qualche anno di dis­a­gio». Bruno Faus­ti­ni, pres­i­dente del­la Comu­nità Mon­tana, sostiene che la Garde­sana «non dovrebbe essere un prob­le­ma del­e­ga­to solo a Limone, come è sta­to per trop­po tem­po. L’interesse tur­is­ti­co e impren­di­to­ri­ale è di tut­ti, e le nos­tre pre­oc­cu­pazioni si esten­dono anche ai trat­ti di stra­da in gal­le­ria: anch’essi sono datati». Bat­tista Mar­tinel­li, sin­da­co di Limone, par­la di «ques­tione di sol­di, per il trat­to bres­ciano del­la Garde­sana. L’Anas deve met­tere in sicurez­za anche la nos­tra parte. Non sono piag­nis­tei di noi limone­si: tut­ti pos­sono vedere cosa c’è a nord e a sud del nos­tro comune». Man­lio Bon­in­con­tri, sin­da­co di Tig­nale, è con­vin­to che «chi­ud­ere la stra­da per due anni sia impro­poni­bile per l’economia dell’Alto Gar­da. A e non abbi­amo accusato gravi scom­pen­si, ma da Pasqua in avan­ti la musi­ca dovrà cam­biare. Il traghet­to non può sos­ti­tuire la ». Mar­cel­lo Fes­ta, vicesin­da­co a Gargnano, non dimen­ti­ca «le pre­oc­cu­pazioni che migli­a­ia di per­sone nutrono per il loro pos­to di lavoro lega­to all’apertura del­la stra­da ed all’afflusso di tur­isti. Sen­za trascu­rare i dis­a­gi dei res­i­den­ti». Pieremidio Bal­das­sar­ri, asses­sore a Limone e in Comu­nità Mon­tana Par­co, con­sid­era nec­es­sario «un inter­locu­tore che rap­p­re­sen­ti le neces­sità bres­ciane nelle varie sedi. I tren­ti­ni provved­er­an­no a sis­temare il loro trat­to di stra­da: noi dob­bi­amo pen­sare alla parte bres­ciana». Nir­vana Grisi, del­e­ga­ta al Com­mer­cio del comune di Salò, paven­ta l ris­chio «che il tur­ista sia indot­to a optare per luoghi alter­na­tivi, dis­af­fezio­nan­dosi al Gar­da». Pao­lo Ele­na, sin­da­co di Toscolano Mader­no, rib­adisce che non per­me­t­terà inva­sioni di auto nei cen­tri stori­ci mon­tani del suo comune e insiste: «Ques­ta situ­azione sem­bra fat­ta appos­ta per­ché i bres­ciani pos­sano affrontare la realtà con deci­sione come già fan­no i tren­ti­ni». E il poten­zi­a­men­to del servizio di traghet­ti? A parere di molti, non sarebbe una stra­da per­cor­ri­bile: bas­ta pen­sare a uno dei tan­ti esem­pi pro­posti dal­la sera di San Sil­ve­stro. Dal­la Ger­ma­nia 8 bus ave­vano rag­giun­to Riva, con cli­en­ti diret­ti a Limone. Il tras­bor­do sarebbe costa­to cir­ca 400.000 lire per ogni pull­man: poco meno del prez­zo paga­to per rag­giun­gere Riva da oltralpe. Sen­za con­tare che il con­trat­to prevede­va il giro del lago, la visi­ta a Verona e così via. b.f.

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