Sergio Caldogno, ex motorista nautico, in fatto di acrobazie non ha nulla da invidiare agli stuntmans americani

Personaggi del lago.

07/04/2002 in Storia
Parole chiave: -
Di Luca Delpozzo
Peschiera del Garda

Oggi in pen­sione, da ragaz­zo ha più volte vesti­to i pan­ni del pira­ta per la casa cin­e­matografi­ca romana Mori­no Film che pro­prio nel por­to aril­i­cense girò parec­chie pel­li­cole su gale­oni e pre­doni dei mari, avvian­do tra l’altro alla car­ri­era d’attore anche FabioTesti Anche Peschiera ha il suo Mel Gib­son Peschiera. Quan­do si par­la di stunt­mans acro­bati­ci e di paz­zoi­di del volante, non si può non citare i pro­tag­o­nisti del­la clas­si­ca saga cin­e­matografi­ca di “Arma Letale”: nelle conosciute pel­li­cole, il famoso attore Mel Gib­son si sfo­ga in esi­la­ran­ti insegui­men­ti, quan­to improb­a­bili acrobazie a bor­do di auto, eli­cot­teri e moto­scafi; una sor­ta di vero e pro­prio mito del volante, dif­fi­cil­mente clon­abile per abil­ità e destrez­za. Eppure, nonos­tante la finzione cin­e­matografi­ca per­me­t­ta per­for­mances di pura fan­ta­scien­za, sul lago di Gar­da esiste una sor­ta di Mel Gib­son che in fat­to di acrobazia e cor­ag­gio non ha nul­la da invidiare alla star aus­traliana. Si chia­ma Ser­gio Cal­dog­no ed è il motorista nau­ti­co da poco anda­to in pen­sione nel­la cit­tad­i­na aril­i­cense. Ne abbi­amo par­la­to ampia­mente in un servizio che ne elo­gia­va le qual­ità di esper­to arti­giano, da decen­ni impeg­na­to su eliche e pis­toni di barche e moto­scafi. Lo ave­va­mo dip­in­to come colto e posato ripara­tore, mago del­la mec­ca­ni­ca che chi­ude­va a mal­in­cuore la sua offic­i­na dopo anni di impeg­no pro­fes­sion­ale, non coglien­do un lato del suo carat­tere che prob­a­bil­mente ci ha volu­to ten­er nascos­to. Come il famoso dual­is­mo dot­tor Jackill e mis­ter Hyde, anche il buon Cal­dog­no, da gio­vane si è più volte tolto la mite tuta da mec­ca­ni­co per indos­sare le vesti maliarde del­lo stunt­man. A quell’epoca Peschiera del Gar­da era pal­cosceni­co per la Mori­no Film: casa cin­e­matografi­ca romana che real­iz­zò molti film sul tema dei pirati. Sui grossi gale­oni sis­temati al por­to aril­i­cense, iniz­iò la sua car­ri­era. Fra le com­parse dei pirati-acro­bati, come tes­ti­mo­nia la foto qui accan­to, vi era pure Ser­gio Cal­dog­no, spe­cial­ista in salti e duel­li cor­po a cor­po; un vero e pro­prio attore impeg­na­to in molte pel­li­cole. L’acrobatico lo fece pure in cam­po mec­ca­ni­co, lad­dove oper­a­va nel set­tore nau­ti­co. La provo­cazione prob­a­bil­mente gli veni­va da quei mezzi mec­ca­ni­ci che dove­va riparare sen­za pot­er sporti­va­mente “stra­paz­zare”: come un mec­ca­ni­co del­la rossa Fer­rari, che dopo aver­la lunga­mente mon­ta­ta e smon­ta­ta mec­ca­ni­ca­mente, sogna di pot­er­si sfog­a­re in un lib­er­a­to­rio giro di pista! Non di veloc­ità sull’asfalto ma di briv­i­do sull’acqua ave­va bisog­no il Cal­dog­no, che dopo tan­ti anni si è con­fes­sato per alcu­ni suoi sfoghi sportivi che non pos­si­amo non riv­e­lare. Nel cor­so del­la sua pro­fes­sione ha avu­to l’opportunità di lavo­rare su molti fuori­bor­do sportivi da gara, che pun­tual­mente col­lau­da­va con saga­cia e sprez­zo del­la veloc­ità: veri e pro­pri momen­ti di delirio sporti­vo, gesti­ti con fred­dez­za e con­trol­lo, in gra­do di regalargli impaga­bili momen­ti di godi­men­to motoris­ti­co. Come un vam­piro ha bisog­no del sangue del­la sua vit­ti­ma, anche Cal­dog­no ave­va bisog­no di ass­apo­rare la poten­za-cav­al­li dei pro­pri motori, sfo­gan­do la pro­pria pas­sione in col­lau­di in acqua al lim­ite dell’impossibile. Siamo rius­ci­ti ad accedere al suo archiv­io fotografi­co che ha sem­pre tenu­to gelosa­mente seg­re­to per non essere arresta­to; tra foto di moto­scafi che saltano sulle onde e metaforiche der­a­p­ate tra gli spruzzi, abbi­amo trova­to una vera e pro­pria chic­ca: la foto di un col­lau­do acro­bati­co ai lim­i­ti dell’impossibile. Se ne esistesse una reg­is­trazione video, sarebbe subito acca­parra­ta dai fanati­ci del “No-Lim­its”: si trat­ta infat­ti del col­lau­do uffi­ciale di un fuori­bor­do da gara di Tul­lio Abbate, con motore John­son da 120 cav­al­li tut­to pepe. Nel lon­tano 1969 Cal­dog­no lan­ciò il bolide a qua­si 130 km/h, infi­lan­dosi nel canale di mez­zo largo solo pochi metri e, pas­san­do al pelo sot­to il ponte del­la Bar­cac­cia, per­corse tut­to il Min­cio gal­leg­gian­do in estrema veloc­ità, sulle pinne del­lo stes­so cata­ma­ra­no. Una sce­na da film da far invidia a Mel Gib­son.

Parole chiave: -