Pesca, Assessore Rolfi: in Lombardia necessarie deroghe per immissione di specie di Coregone, Trota Fario e Iridea e Salmerino

13/04/2021 in Attualità
Di Luigi Del Pozzo

Una dero­ga riguardante Core­gone Lavarel­lo, Tro­ta Fario e Iri­dea e Salmeri­no alpino alla diret­ti­va min­is­te­ri­ale che prevede lo stop all’im­mis­sione nelle acque region­ali lom­barde di diverse specie con­sid­er­ate alloc­tone, ma che di fat­to sono pre­sen­ti da oltre un sec­o­lo in Lom­bar­dia e rap­p­re­sen­tano un ele­men­to fon­dante del­la pesca lom­bar­da. È quan­to chiede la attra­ver­so una let­tera scrit­ta dal­l’asses­sore all’A­gri­coltura, Ali­men­tazione e Sis­te­mi ver­di al min­istro del­la Tran­sizione eco­log­i­ca, Rober­to Cin­golani. Rolfi oggi ha incon­tra­to in video­con­feren­za i rap­p­re­sen­tan­ti delle asso­ci­azioni di categoria.

La pesca pro­fes­sion­ale lom­bar­da — spie­ga Rolfi — con­ta cir­ca 150 imp­rese e gen­era un indot­to di alcu­ni mil­ioni di euro. Il pre­lie­vo di Core­gone Lavarel­lo rap­p­re­sen­ta la quo­ta mag­giore del pesca­to pro­fes­sion­ale dei laghi lom­bar­di: l’in­ter­ruzione delle immis­sioni causerebbe dan­ni irrepara­bili a un com­par­to già in dif­fi­coltà e a tut­to l’in­dot­to del com­mer­cio e del­la ristorazione”.

La ripro­duzione nat­u­rale, infat­ti, non è in gra­do di sod­dis­fare le esi­gen­ze di mer­ca­to — aggiunge l’asses­sore — e per questo la Regione da anni sostiene il set­tore con impor­tan­ti immis­sioni di ques­ta specie attra­ver­so incu­ba­toi di pro­pri­età e ges­tione pubblica”.

Da oltre un sec­o­lo — ricor­da Rolfi — la pesca dilet­tan­tis­ti­ca nelle acque dei tor­ren­ti mon­tani lom­bar­di, che coin­volge decine di migli­a­ia di appas­sion­ati, si ali­men­ta di immis­sioni di Tro­ta Fario, che avven­gono in qua­si tut­ti gli innu­merevoli tor­ren­ti di Lom­bar­dia, con esem­plari prodot­ti in oltre ven­ti impianti ittio­geni­ci di pro­pri­età e ges­tione pub­bli­ca e privata”.

Per questo — osser­va l’asses­sore lom­bar­do — sono nec­es­sarie deroghe alla diret­ti­va per le specie già da lun­go tem­po pre­sen­ti nelle nos­tre acque. Il Core­gone Lavarel­lo è in Lom­bar­dia da oltre un sec­o­lo e la Tro­ta Fario che è di cep­po mediter­ra­neo dovrebbe addirit­tura essere ritenu­ta autoc­tona. È nec­es­sario inoltre, in atte­sa di val­u­tazione di queste richi­este, prevedere anche un peri­o­do di tran­sizione adegua­to all’ap­pli­cazione del­la nor­ma, altri­men­ti il sis­tema ges­tionale del­la pesca lom­bar­da si tro­verebbe in con­dizioni di ille­git­tim­ità sen­za aver avu­to il tem­po nec­es­sario per adeguarsi”.

Va ripen­sa­ta — con­clude Rolfi — una impostazione sul tema che è ecces­si­va­mente ide­o­log­i­ca da parte del min­is­tero del­l’Am­bi­ente. È a ris­chio tut­to un sis­tema sporti­vo, pro­fes­sion­ale, pro­dut­ti­vo e tur­is­ti­co che vive intorno alla pesca, in un momen­to stori­co in cui le imp­rese van­no sostenute e non sof­fo­cate di burocrazia”.

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