In due anni lavori a tutta la rete comunale, spesi 774 mila euro

Pesina placa la sua sete. Entra in funzione il nuovo ramo dell’acquedo

01/04/2003 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Barbara Bertasi

«Sig­no­ra, per­ché non viene a far­si una doc­cia da me?». Il pri­mo cit­tadi­no Maria Tere­sa Girar­di ricor­da queste tele­fonate come un incubo. Risal­go­no a qualche anno fa quan­do, soprat­tut­to d’estate, in molte local­ità di Capri­no e soprat­tut­to a Pesina, l’acqua man­ca­va e i cit­ta­di­ni le tele­fon­a­vano per protestare invi­tan­dola, ironi­ca­mente, a vedere quan­to sec­chi fos­sero i rubi­net­ti. Ora le cose dovreb­bero cam­biare. L’investimento tra il 2002 e il 2003 è sta­to infat­ti mas­s­ic­cio: per un acque­dot­to qua­si com­ple­ta­mente rin­no­va­to o poten­zi­a­to, l’amministrazione ha spe­so 776mila e 400 euro, oltre un mil­iar­do e mez­zo delle vec­chie lire. È sta­to rifat­to a Bergo­la, è già in fun­zione il poten­zi­a­men­to di Pesina e sarà pron­to per l’estate il nuo­vo baci­no che, accan­to a quel­lo esistente, per­me­t­terà un accu­mu­lo idri­co di 1500 metri cubi d’acqua. L’amministrazione assi­cu­ra che non ci saran­no più prob­le­mi né di man­can­za d’acqua né di pota­bil­ità ed è un bel risul­ta­to, che arri­va pro­prio in coin­ci­den­za con l’anno inter­nazionale del bene acqua. «All’acqua cor­rente e pota­bile va data asso­lu­ta pri­or­ità», esor­disce Maria Tere­sa Girar­di, «la situ­azione di Capri­no nel peri­o­do esti­vo era dif­fi­cilis­si­ma. In alcune frazioni come Cere­del­lo, Boi e Pesina, sit­u­ate in zone per­iferiche rispet­to all’acquedotto, l’acqua spes­so non arriva­va e, alla sor­gente Bergo­la, si ver­i­fi­ca­vano prob­le­mi di pota­bil­ità dell’acqua». «Abbi­amo investi­to molto nell’acquedotto e c’è anco­ra qual­cosa da fare», spie­ga Girar­di. «L’anno scor­so sono sta­ti spe­si 387 mila 400 euro, a novem­bre abbi­amo ter­mi­na­to il rifaci­men­to dell’acquedotto a Bergo­la. È sta­to sos­ti­tu­ito il vec­chio tubo in eter­nit a canalet­ta con tubi in pvc a pres­sione, che garan­tis­cono mag­giore sicurez­za per gli uten­ti in quan­to non con­sentono infil­trazioni», dice Mari­no Mali­ni, respon­s­abile dell’ufficio tec­ni­co, set­tore Lavori Pub­bli­ci. «Ricor­do che spes­so nei pri­mi anni del­la mia ammin­is­trazione, qua­si ogni mese, fir­ma­vo ordi­nanze di divi­eto dell’uso dell’acqua resa non pota­bile da infil­trazioni di per­co­la­to derivan­ti dalle conci­maie pre­sen­ti in quel­la zona mon­tana. Ora non devo prati­ca­mente più far­lo». La certez­za non arriverebbe solo dai dati dell’Ulss: «Anche il Comune fa anal­isi fre­quen­ti alle acque e non tro­vi­amo para­metri micro­bi­o­logi­ci alterati». Per quan­to riguar­da i lavori a Pesina, Girar­di con­tin­ua: «Le ordi­nanze che dove­vo invece fir­mare per ques­ta zona riguar­da­vano il divi­eto di innaf­fi­are fiori e gia­r­di­ni, in quan­to era perenne il ris­chio che l’acqua non fos­se suf­fi­ciente per uso domes­ti­co». E Mali­ni spie­ga: «Per far arrivare l’acqua dal capolu­o­go a queste zone ter­mi­nali dell’acquedotto è sta­to con­clu­so ed è in fun­zione il nuo­vo ramo». Anco­ra il sin­da­co: «Per Pesina sono sta­ti spe­si 85mila euro e altri 20mila l’anno scor­so. Ora dob­bi­amo solo asfaltare». In questo momen­to sono invece in cor­so i lavori per il ser­ba­toio comu­nale accan­to all’esistente. «È nel capolu­o­go, ma ha sem­pre lo scopo di porre rime­dio alla caren­za idri­ca esti­va», dice Girar­di. E il tec­ni­co pre­cisa: «Abbi­amo spe­so 284mila euro e sarà pron­to per l’estate». Ora il prob­le­ma dell’acqua dovrebbe essere risolto: «Res­ta anco­ra qual­cosa da fare, come a Cere­del­lo», dice Giuseppe Cam­pag­nari, asses­sore ai lavori pub­bli­ci, «ma per quan­to riguar­da la pota­bil­ità dell’acqua siamo tran­quil­li». Girar­di ricor­da altri inter­ven­ti: «Abbi­amo col­lab­o­ra­to con Fer­rara di Monte e la Comu­nità del Bal­do, abbi­amo fat­to triv­el­lazioni nel ten­ta­ti­vo di trovare altre sor­gen­ti d’acqua nel­la Val di Coali, abbi­amo anche assun­to un nuo­vo idrauli­co per seguire più da vici­no questo set­tore bisog­noso».

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