La proposta di un gruppo di cittadini, che si definisce apartitico, è stata presentata a Umberto Chincarini. Oltre duemila persone vogliono sulle porte la copia dei felini di San Marco

Petizione per far tornare i leoni

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Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

Oltre duemi­la firme, esat­ta­mente 2050, 1.398 delle quali di res­i­den­ti e 204 rac­colte con la pos­ta elet­tron­i­ca anche all’estero. A tan­to è arriva­ta la petizione popo­lare pro­mossa da un grup­po di cit­ta­di­ni per il ripristi­no dei leoni di San Mar­co sulle porte del­la fortez­za vene­ta aril­i­cense. I pro­mo­tori dell’iniziativa han­no con­seg­na­to ieri mat­ti­na i due fal­doni con­te­nen­ti le firme aut­en­ti­cate e la let­tera accom­pa­g­na­to­ria al sin­da­co, sen­a­tore , vis­i­bil­mente irri­ta­to. È sta­to Gio­van­ni Zor­dan a dare let­tura al testo del­la petizione, defini­ta «un’iniziativa apartit­i­ca», con la quale si chiede che vengano «riconosciu­ti la gius­ta dig­nità e il dovu­to val­ore stori­co alla cul­tura del­la Repub­bli­ca vene­ta e del­la sua nazione, alla quale Peschiera “cit­tà d’arte” appar­tiene tut­to­ra». Quat­tro i provved­i­men­ti richi­esti: che alcu­ni esem­plari dei leoni veneziani torni­no sulle porte e sulle mura del­la cit­tà nel­la loro col­lo­cazione orig­i­nale; che a par­tire dal prossi­mo anno si cele­bri il 25 aprile in quan­to fes­ta di San Mar­co; che ques­ta fes­tiv­ità ven­ga inseri­ta nel­lo statu­to del Comune; che sia col­lo­ca­to sull’estremità del bas­tione San Mar­co un pen­none fis­so, ded­i­ca­to esclu­si­va­mente al ves­sil­lo veneziano. Nel doc­u­men­to si pun­tu­al­iz­za, inoltre, che l’occasione del­la rac­col­ta firme ha por­ta­to a ver­i­fi­care come mar­ciano sia un sim­bo­lo nel quale si riconoscono uomi­ni e donne dal­la cam­i­cia di ogni col­ore. Poi c’è un richi­amo al legame con le pro­prie radi­ci cul­tur­ali, al leone per­cepi­to «dal­la cit­tad­i­nan­za come emble­ma iden­ti­fica­ti­vo e uni­fi­ca­tore delle gen­ti e del­la ter­ra venete e come sim­bo­lo di val­ori morali e cul­tur­ali cris­tiani». «Immo­bilis­ti­ca e par­ruc­cona ci sem­bra», pros­egue il testo, «la posizione di col­oro che gradis­cono vedere tut­ti i giorni lo “sbrego” su Por­ta Verona in nome del­la “sto­ria fis­sa”, quel­la rac­con­ta­ta dai lib­ri. Questi dimen­ti­cano, però, di dare infor­mazione con un’adeguata didas­calia ai tur­isti che si chiedono il moti­vo di quel buco sul­la mon­u­men­tale por­ta cinque­cen­tesca». «Fa piacere che mol­ta gente si inter­es­si di questi argo­men­ti: i sim­boli han­no un loro sig­ni­fi­ca­to, ma occorre guardare avan­ti», ha rispos­to Chin­car­i­ni. Il sen­a­tore del­la Lega nord e sin­da­co ha sot­to­lin­eato come in questi ulti­mi anni Peschiera sia molto cam­bi­a­ta. «L’immigrazione pro­fon­da ha com­por­ta­to la perdi­ta di iden­tità e del sen­so di comu­nità», ha det­to. «Mi sarebbe piaci­u­to sen­tire nelle vostre parole anche com­men­ti sul­la dif­fi­coltà di con­vi­vere con tan­ti beni del­lo Sta­to: il dover pagare affit­ti per poterne dis­porre, oppure non poter­li avere asseg­nati e assis­tere al loro andare in rov­ina». «Mi spi­ace non vi siano sta­ti rifer­i­men­ti anche a questi prob­le­mi, ma forse non ho ascolta­to bene io», ha con­clu­so, con­gedan­do i suoi per­p­lessi inter­locu­tori. «Vedrò di rileg­gere tut­to con cura nei prossi­mi giorni».

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