«Ora si tratta solo di concertare un nuovo strumento urbanistico con la Regione»

«Piano regolatore da buttare? No, è valido»

21/12/2000 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Roberto Darra

«Piano rego­la­tore da buttare? Mac­ché, si trat­ta solo di con­certare un nuo­vo stru­men­to urban­is­ti­co con la Regione». Per Forza Italia la recente sen­ten­za del­la Corte Cos­ti­tuzionale che ha esam­i­na­to diver­si casi di giudizio sul­la ille­git­tim­ità di alcu­ni arti­coli del­la legge 499 (più sem­plice­mente la Finanziaria), «non can­cel­la auto­mati­ca­mente» il Piano rego­la­tore di Lona­to in quan­to «gli atti ammin­is­tra­tivi sor­ti sul­la base di un decre­to legge non con­ver­ti­to sono annul­la­bili o impugnabili per vizio di legit­tim­ità e con­ser­vano la loro effi­ca­cia se non impug­nati». Quin­di per Forza Italia il Prg non è affat­to car­ta strac­cia e chiede quin­di all’Amministrazione comu­nale di aprire imme­di­ata­mente un tavo­lo di trat­ta­ti­va con la Regione. Questo per­ché ad impugnare il Prg lonatese potrebbe essere pro­prio il Pirellone. E allo­ra cosa viene sug­ger­i­to? «Invi­ti­amo l’Amministrazione comu­nale attuale — spie­ga Vale­rio Sil­vestri, coor­di­na­tore degli azzur­ri lonate­si — che del resto ha aval­la­to e sta paci­fi­ca­mente appli­can­do ormai da otto mesi il denega­to e da sem­pre osteggia­to Prg, a pros­eguire nel­lo stu­dio di un aggior­na­to stru­men­to urban­is­ti­co che, sull’impronta di quel­lo sin qui appli­ca­to, tro­vi l’approvazione del­la Regione». «Nel frat­tem­po — con­tin­ua Sil­vestri — rib­a­di­amo forte­mente la neces­sità di pros­eguire sul­la vec­chia stra­da, non volen­do ipo­tiz­zare nep­pure per un atti­mo lo sce­nario che si ver­rebbe a con­fig­u­rare per i cit­ta­di­ni, ma soprat­tut­to per la pub­bli­ca ammin­is­trazione, nel caso in cui taluno o la stes­sa attuale mag­gio­ran­za, per pura rival­sa polit­i­ca o per ego­is­ti­ca auto­tutela, aval­lasse la nul­lità del Piano rego­la­tore. «Tutte le com­praven­dite di aree edi­fi­ca­bili negli ulti­mi anni sfo­cereb­bero inevitabil­mente in cause giudiziarie per ris­arci­men­to di dan­ni con chia­mate in causa anche del Comune che ha sem­pre (anche negli ulti­mi otto mesi) cer­ti­fi­ca­to l’edificabilità delle aree». Forza Italia, che in Con­siglio comu­nale siede insieme ad An all’opposizione, con­tes­ta inoltre la deci­sione pre­sa dal­la mag­gio­ran­za di non con­vo­care sull’argomento i capi­grup­po del­la mino­ran­za «che rap­p­re­sen­tano sem­pre il 70% del­la popo­lazione». Sull’argomento si attende intan­to la con­vo­cazione del Con­siglio comu­nale (prob­a­bil­mente il 28 dicem­bre) che porterà le comu­ni­cazioni uffi­ciali e le inizia­tive adot­tate dal­la Giun­ta su questo verdet­to dei giu­di­ci, che ha col­orato di gial­lo il mat­tone lonatese. La cosa che comunque crea ansia e tim­o­ri — dal sem­plice cit­tadi­no fino alle imp­rese edili — è lo stal­lo in cui rischia di pre­cip­itare nuo­va­mente il paese. Rober­to Darra