Convegno dedicato allo sviluppo dell’intermodalità per rendere più vivibile il Garda. Frau: «Allo studio un accordo tra il Ministero e le tre Regioni»

Piano trasporti per il lago

17/12/2006 in Attualità
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Di Luca Delpozzo

La mobil­ità e le infra­strut­ture del Gar­da, temi cal­di per la pro­gram­mazione dell’area inter­re­gionale, poco inter­es­sano ai verone­si. Al con­veg­no svoltosi ieri mat­ti­na in munici­pio, infat­ti, oltre al sot­toseg­re­tario ai Trasporti, Raf­faele Gen­tile, era­no pre­sen­ti rap­p­re­sen­tan­ti del­la Lom­bar­dia, l’assessore di Riva Pao­lo Mat­teot­ti e nes­sun sin­da­co del­la spon­da veronese, eccezion fat­ta per Davide Bendinel­li che però, poco dopo i salu­ti di rito, ha abban­do­na­to il con­veg­no a causa di un altro impegno.Moltissima comunque la carne al fuo­co anche se non si è capi­to a chi toc­chi con­cretiz­zare i prog­et­ti, tan­to che il sot­toseg­re­tario ha con­clu­so: «Sedi­amo­ci a un tavo­lo Sta­to e Regioni con un doc­u­men­to di inten­ti comu­ni e vedi­amo quali sono gli oneri. Lo Sta­to dà piena disponi­bil­ità ma sono le Regioni che devono dichiarare se sono dis­poste ad accol­lar­si i servizi. Lo Sta­to ver­sa una quo­ta di sol­i­da­ri­età, ma poi ci deve essere un con­cor­so di aziende effi­ci­en­ti che assi­curi la ges­tione di un servizio di trasporto pub­bli­co. Cer­to che i servizi essen­ziali non pos­sono essere las­ciati solo ai pri­vati, lo Sta­to può parte­ci­pare, ma il nodo è la volon­tà polit­i­ca delle tre Regioni, diver­sa­mente non si cambia»La vera novità l’ha annun­ci­a­ta il pres­i­dente del­la , Aventi­no Frau, che ha spie­ga­to: «per il Gar­da si sta stu­dian­do in accor­do con il min­is­tero e le Regioni un piano di trasporti inte­grati tra lago e ter­ra». Quin­di non più solo un prog­et­to di trasporto su acqua, ma un intero sis­tema di mobil­ità del Gar­da. Dichiarazione che sus­ci­ta qualche per­p­lessità, con­sid­er­a­to che se sono vent’anni che si par­la di cos­ti­tuire una met­ro­pol­i­tana dell’acqua un sis­tema inte­gra­to appare anco­ra più dif­fi­cile. Forse le sfide piac­ciono, come ha con­fer­ma­to anche Gen­tile: «Il mec­ca­n­is­mo finanziario mes­so in cam­po dal piano del­la mobil­ità vara­to dal min­istro dice che non si finanziano più le sin­gole opere, ben­sì si crea una specie di paniere con un’unica cab­i­na di regia, dove si inseriscono tut­ti i prog­et­ti che cre­ano svilup­po e con una visione gen­erale si sceglie come spendere i sol­di». Ha anche aggiun­to: «Il lago di Gar­da è uno dei due o tre gan­gli vitali dell’intero sis­tema di comu­ni­cazioni ital­iane. Il ruo­lo di ques­ta area, che con­tiene il lago, sno­do di col­lega­men­to tra ovest ed est e nord sud, deve avere un sis­tema ter­ri­to­ri­ale impor­tante. Ci sono due aere­o­por­ti, due garde­sane, le fer­rovie, il prog­et­to dei due cor­ri­doi dell’alta velocità».«Cosa dice il piano del­la mobil­ità nazionale?», ha pros­e­gui­to il sot­toseg­re­tario: «Tutte le modal­ità di trasporto devono essere messe in sis­tema tra loro, in un’ otti­ca di svilup­po com­pat­i­bile. Ad esem­pio più por­ti si costru­is­cono, più si molti­pli­ca il traf­fi­co: c’è un’inversione, l’offerta non viene con la doman­da. Quin­di bisogna affrontare la ques­tione con una lib­er­al­iz­zazione, con all’interno una pri­va­tiz­zazione lega­ta a una con­cezione di sol­i­daris­mo. Gli stu­den­ti o i pen­dolari non pos­sono usare sis­te­mi di trasporto dai costi insosteni­bili, che allo stes­so tem­po però devono essere efficienti».Interessante anche l’intervento dell’ammiraglio coman­dante gen­erale del Cor­po delle cap­i­taner­ie di por­to, Luciano Das­sat­ti, che ha sot­to­lin­eato il ruo­lo del­la Guardia Costiera, com­pos­ta da 10.800 mari­nai di cui 600 donne: «Avete una mas­sa enorme di tur­isti che si muovono nell’area (20 mil­ioni di pre­sen­ze annue solo quelle reg­is­trate da aggiun­gere ai pen­dolari), esiste uno stu­dio sul­la sicurez­za glob­ale dei trasporti, con i peri­coli legati anche al ter­ror­is­mo? Noi siamo disponi­bili a fornir­lo, come anche un mon­i­tor­ag­gio sull’inquinamento delle acque, che è una delle com­pe­ten­ze che ci sono state date e di cui siamo capaci».Dunque, intrec­cio di gran­di ques­tioni eco­nomiche e sociali, come han­no descrit­to bene anche le relazioni dell’urbanista Mar­co Lucat, del pres­i­dente del­la Cam­era di com­mer­cio di Man­to­va, Ercole Mon­ta­nari e dall’assessore ai trasporti del­la provin­cia di Bres­cia, Vale­rio Pri­gnachi, (mod­er­a­tore del con­veg­no), che ora atten­dono l’intesa di tre Regioni per cos­ti­tuire una soci­età mista di ges­tione per una region­al­iz­zazione del trasporto su acqua, sino ad ora rimas­ta di com­pe­ten­za del­lo Sta­to.

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