Il sindaco Chincarini deluso dal parere della Soprintendenza regionale: «C’è bisogno di quei posti auto interrati». Venezia non dà parere favorevole per la presenza del sito archeologico

Piazza d’Armi, no al parcheggio

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Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

Venezia non da parere favorev­ole alla real­iz­zazione del parcheg­gio sot­ter­ra­neo in piaz­za Fer­di­nan­do di Savoia, per tut­ti piaz­za d’Armi, nel­la parte che ospi­ta i reper­ti di epoca romana e scalig­era. Diver­sa la posizione sul­la restante porzione dell’area, quel­la un tem­po occu­pa­ta dal canale che sep­a­r­a­va l’abitato civile dal­la Roc­ca mil­itare. Qui la Soprint­en­den­za con­figu­ra «la pos­si­bil­ità di un parere favorev­ole in lin­ea di mas­si­ma alla real­iz­zazione« ma pre­cisa la let­tera fir­ma­ta dal diret­tore regionale Pasquale Bruno Man­ara, «non si può tut­tavia negare il forte impat­to che la costruzione avrebbe nei con­fron­ti di una piaz­za stor­i­ca (per­al­tro bisog­nosa di un aus­pi­ca­bile inter­ven­to di recu­pero) e degli edi­fi­ci mon­u­men­tali che in essa insistono. A ciò si aggiun­ga il fat­to che anco­ra non si conoscono, in assen­za di sag­gi oppor­tu­ni, i lim­i­ti effet­tivi tra il vec­chio canale e il cor­po del­la roc­ca e che nul­la è dato sapere cir­ca il rap­por­to più o meno diret­to che si ver­rebbe creare tra quest’ultima e la strut­tura del garage». Il risul­ta­to dell’analisi por­ta Venezia a ritenere «di dover sospendere l’espressione del parere di com­pe­ten­za in relazione alla fat­tibil­ità dell’opera nell’area descrit­ta, in atte­sa che vengano accer­tate con speci­fiche indagi­ni la pro­fon­dità del let­to del canale e la sua effet­ti­va esten­sione ver­so la roc­ca; soltan­to in tal modo sarà pos­si­bile elab­o­rare un prog­et­to che veda esclusa una qual­si­asi for­ma di impat­to neg­a­ti­vo tra la nuo­va opera e il com­p­lesso del­la roc­ca, nonché con gli altri edi­fi­ci mon­u­men­tali del­la piaz­za e che preve­da, comunque, anche pre­lim­i­nari di adegua­ta riqual­i­fi­cazione dell’intera area». «Si invi­ta, infine, codes­ta ammin­is­trazione», con­clude Man­ara, «pro­prio in con­sid­er­azione delle numerose dif­fi­coltà a val­utare sin d’ora l’ipotesi di indi­vid­uare una nuo­va area edi­fi­ca­bile che non pre­sen­ti i numerosi prob­le­mi di tutela arche­o­log­i­ca e mon­u­men­tale che carat­ter­iz­zano la piaz­za stor­i­ca». «Mi sem­bra un bel modo per non decidere nul­la; mi spi­ace che non ci sia il cor­ag­gio di dire né si né no», com­men­ta il sin­da­co , «noi abbi­amo, però, la neces­sità di andare avan­ti, a mag­gior ragione per far sì che la gente pos­sa ammi­rare quan­to c’è nel­la piaz­za. Ma ci muovi­amo in una situ­azione in cui a Verona non è anco­ra sta­to nom­i­na­to il nuo­vo Sovrin­ten­dete e Venezia non esprime chiaro parere favorev­ole o con­trario ma, in com­pen­so, ci invi­ta ad una diver­sa soluzione». Chin­car­i­ni difende l’idea del parcheg­gio inter­ra­to — con­tro il quale è nato un comi­ta­to civi­co, sono state rac­colte firme e gli onorevoli Fogliar­di e Realac­ci han­no pre­sen­ta­to un’interrogazione al min­istro Rutel­li — e la pro­ce­du­ra por­ta­ta avan­ti dal suo Comune. «Abbi­amo fat­to, cre­do, una cosa nuo­va, facen­do pri­ma le indagi­ni per sapere cosa c’era sot­to la piaz­za e come ci si pote­va muo­vere. Se l’atteggiamento delle Soprint­en­den­ze è questo, è dif­fi­cile con­frontar­si. D’altronde non è un caso se sti­amo aspet­tan­do dal 20 dicem­bre una rispos­ta dal­la Soprint­en­den­za di Verona per la demolizione del­la recinzione del­la caser­ma XXX Mag­gio, l’ex carcere mil­itare». Da Venezia sono arrivate, però, anche alcune impor­tan­ti con­ferme. «Innanz­i­tut­to si rib­adisce la cor­ret­tez­za dell’operato del Comune; e poi si par­la del­la neces­sità di riqual­i­fi­care la piaz­za: ma come pos­si­amo far­lo? Sof­fri­amo dell’assenza del­la Sovrin­ten­den­za di Verona e di alcune inter­feren­ze. Sis­temare piaz­za d’Armi non si può fare sen­za iniziare a ragionare sulle pos­si­bili soluzioni». «Noi siamo pron­ti a far­lo», con­clude Umber­to Chin­car­i­ni, «sti­amo solo aspet­tan­do di capire con chi».

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