L'incuria regna su uno degli ingressi principali al centro

Piazza Italia, squallida periferia

06/02/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
cad.

«Chi abi­ta oltre il Sar­ca, dalle par­ti di Mog­no e Can­eve, è un cit­tadi­no di serie B, anzi di C, con­sid­er­a­to il pes­si­mo trat­ta­men­to del­l’am­min­is­trazione comu­nale rispet­to ai res­i­den­ti del «capolu­o­go?». Gli strali al ful­mi­co­tone sono di Rober­to Bres­ciani, l’e­spo­nente del grup­po con­sil­iare del Pat­to, che stan­co del dis­in­ter­esse del­la giun­ta e del suo uffi­cio tec­ni­co per la popolosa zona, si è fat­to por­tav­oce delle proteste e delle aspet­ta­tive del­la gente. «La situ­azione, che peg­gio­ra con il tem­po, la conosco benis­si­mo, vis­to che ci abito — dice il con­sigliere -. Ma tut­ti pos­sono con­statar­lo: piaz­za Italia, che è tra i prin­ci­pali acces­si alla cit­tà gia­rdi­no, sem­bra una squall­i­da zona di per­ife­ria di certe anon­ime metropoli. L’in­cu­ria è sovrana».Roberto Bres­ciani scende nei det­tagli: «La “pecu­liar­ità” del­la piaz­za sono quelle due brutte aiuole recin­tate con dei cor­doli pre­fab­bri­cati in cemen­to che un col­ore gialli­no rende ancor più anti­esteti­ci. Diver­si, urtati dalle auto, sem­bra­no but­tati lì per caso. Per sis­temare i gia­r­di­ni del cen­tro si sono spe­si qua­si due mil­iar­dari, qui neanche una lira. Nem­meno l’om­bra di un vera aiuo­la o di una pianta orna­men­tale. La scor­sa estate, su richi­es­ta dei res­i­den­ti, sulle aiuole fu pos­to un tra­bic­co­lo in fer­ro con dei vasi di fiori. Un orrore che per for­tu­na è sta­to elim­i­na­to. Qui è l’habi­tat ide­ale per i bisogni­ni dei cani». Il con­sigliere del Pat­to elen­ca quin­di un corol­lario di «scon­cezze». L’as­fal­to è pieno di buche ed aval­la­men­ti con numerosi rabbec­cia­men­ti, per giun­ta di altro col­ore. I cor­doli dei mar­ci­apie­di, sbrec­ciati in più pun­ti, met­tono a nudo dei peri­colosi pezzi di armatu­ra metal­li­ca. Il pas­sag­gio pedonale che por­ta in via San­toni, dov’è l’u­ni­co tabacchi­no del­la zona, ha cedu­to ed è imprat­i­ca­bile per le car­rozzine. Vi è poi un indesider­a­to «mon­u­men­to» che da qualche anno troneg­gia accan­to alle aiuole. E’ una trasan­da­ta pen­sili­na, prob­a­bil­mente dimen­ti­ca­ta, prove­niente da via San­toni. Non serve più per­chè la fer­ma­ta del­l’Atesina è sta­ta sposta­ta. Il col­mo è che poco più avan­ti la gente aspet­ta le cor­riere e gli sco­lari lo scuo­labus sen­za alcun riparo e quan­do piove han­no i pie­di nel pan­tano. «E’ il clas­si­co caso d’in­ef­fi­cien­za del­l’ap­pa­ra­to pub­bli­co — con­clude ama­ra­mente Rober­to Bres­ciani — sper­are che cam­bi è un sogno».