L’iniziativa promossa nelle classi 5A e 5C della «Tito Speri». La maestra: «Così educhiamo alla pace». I bambini leggono i giornali e poi esprimono le loro sensazioni in versi

Piccoli poeti sui banchi di scuola

14/02/2007 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

È dall’inizio dell’anno sco­las­ti­co che i ragazzi del­la 5A e 5C delle ele­men­tari «Tito Speri» di Toscolano Mader­no si esp­ri­mono in… ver­si. Ogni giorno la maes­tra arri­va con alcu­ni quo­tid­i­ani sot­to­brac­cio, e ris­er­va uno spazio alla dis­cus­sione degli argo­men­ti più impor­tan­ti. Si dis­cute, con­frontan­do le varie opin­ioni. Alla fine ne esce una , che sin­te­tiz­za il pen­siero gen­erale, ed esprime la stra­da da per­cor­rere, las­tri­ca­ta di valori.L’ultima è sta­ta scrit­ta dopo i fat­ti di Cata­nia, l’assalto all’esterno del­lo sta­dio «Cibali» in occa­sione del der­by col Paler­mo, e l’uccisione di Fil­ip­po Rac­i­ti, il fer­i­men­to di numerosi agen­ti e tifosi. Quell’episodio ha impres­sion­a­to i bam­bi­ni che han­no volu­to esprimere nero su bian­co la loro con­tra­ri­età ad ogni for­ma di vio­len­za. La poe­sia potete leg­ger­la nel riquadro accanto.«Siamo giun­ti a capire che dob­bi­amo edu­car­ci tut­ti alla non­vi­o­len­za, com­in­cian­do dal­la vita quo­tid­i­ana – spie­gano i bam­bi­ni — La pace non si improvvisa. Ognuno fac­cia la sua parte. Noi ci sforzi­amo di ricor­darce­lo, ogni giorno, in aula, nei pic­coli con­flit­ti, nelle diverse espe­rien­ze di vita sociale, benchè non sia sem­pre facile. Vogliamo con­tin­uare a sper­are e a…giocare, anche al calcio».Un altro fat­to che ave­va las­ci­a­to alli­biti e coster­nati era sta­to il delit­to di Erba. «Dedichi­amo un pen­siero d’amore a Youssef – scrissero -, e a tut­ti i bam­bi­ni uccisi, mal­trat­tati, sof­fer­en­ti, nel pas­sato e nel pre­sente. La vita è bel­la, e tut­ta da gustare, nonos­tante il male che ci spaven­ta e atter­risce». All’episodio i bam­bi­ni han­no ded­i­ca­to due poe­sia, una la potere leg­gere accan­to, l’altra qui di segui­to: «Ciao Youssef, quan­do sei par­ti­to un pos­to gioioso fra noi è svan­i­to. Una nuvola stupi­ta di gri­gio sgo­men­to è cala­ta sul mio cuore, e tut­to il mon­do si è avvolto in un silen­zio di dolore. Pic­co­lo Youssef, adesso che non ci sei più, appare la del ricor­do. Il tuo orsac­chiot­to ti sta cer­can­do con gli occhi, giran­do e aspet­tan­do nel­la cameretta muta, sen­za parole. Non è col­pa tua se ora svolazzi nel cielo, devi saper­lo, in questo mon­do il male è aspro come il sale. Nel nuo­vo paesino c’è un mor­bido let­ti­no? Spe­ri­amo che ci sia del ten­ero come un pez­zo di bur­ro, non come sul­la ter­ra dove si pen­sa alla guer­ra. Dal­l’al­to dei cieli guar­da, Youssef, quag­giù, da quel bel par­adiso che è tut­to dip­in­to di blu».«La pau­ra c’è ma tu resterai sem­pre con me, bim­bo celes­tiale, nel­la pace che vale. Dopo questo brut­to ter­re­mo­to i nos­tri cuori si rimet­ter­an­no in moto. Un nome nuo­vo è scrit­to fra gli angeli. La gente ha pre­ga­to e un baci­no ti ha mandato».«Nel nome di Youssef abbi­amo volu­to ricor­dare tut­ti i bam­bi­ni mor­ti ingius­ta­mente – ram­men­ta la maes­tra Anna­maria Chi­mi­ni — nei campi di con­cen­tra­men­to, nelle tante guerre dimen­ti­cate, vit­time del­la vio­len­za. Il nos­tro lavoro rien­tra nel dis­cor­so dell’educazione all’affettività».«Bisogna com­in­cia­re a osser­vare le regole — con­clude l’insegnante — fin da pic­coli, in aula, tra i com­pag­ni, assumen­do atteggia­men­ti cor­ret­ti. I quo­tid­i­ani, tra cui Bres­ciaog­gi, rap­p­re­sen­tano una fines­tra sull’attualità, e offrono spun­ti di dibat­ti­to, poi tradot­ti in strofa».Ditelo con un fiore, rac­co­man­da­va una can­zone. I ragazzi del­la 5^ A e C delle ele­men­tari di Toscolano Mader­no lo dicono con la poesia.

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