Dall’abbazia di Maguzzano alla cascina Clarabella d’Iseo, il filo verde di un’antica vocazione. Nel nostro territorio raggiungeranno i 300 chilometri entro l’autunno

Piste ciclabili, motivo di sviluppo

11/06/2006 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Giuseppe Zani

C’è un filo verde che col­le­ga l’ sul Gar­da alla casci­na Clara­bel­la sul lago d’Iseo: è il trac­cia­to di uno dei per­cosi cicla­bili volu­ti dal­la Provin­cia di Bres­cia ma è anche l’e­co dell’«Ora et lab­o­ra» benedet­ti­no che col­lo­ca nel­la stes­sa tradizione il recu­pero di ter­ri­to­rio e uomi­ni com­pi­u­to in tem­pi e luoghi diver­si. La metafo­ra è sta­ta usa­ta ieri dal­l’asses­sore provin­ciale ai Lavori pub­bli­ci nel trarre le con­clu­sioni del con­veg­no tenu­tosi in due gior­nate a Maguz­zano e a Iseo sul tema delle «green­ways» real­iz­zate sia nel Nord Europa sia in Italia. Vie cicla­bili che anche da noi, come ha ricorda­to Natalia Fuma­gal­li, coor­di­na­trice del­l’As­so­ci­azione ital­iana Green­ways, stan­no pro­ducen­do l’ef­fet­to di far sorg­ere nuove attiv­ità eco­nomiche. Nel Cre­monese, a sen­tire l’asses­sore provin­ciale Ful­vio Guarneri, si deve al ciclo­tur­is­mo domeni­cale l’avvio del recu­pero di casci­nali abban­do­nati. In provin­cia di Fer­rara, sec­on­do l’asses­sore provin­ciale Romano Po, le green­ways sono state intese come «ele­men­to di rac­con­to lento del ter­ri­to­rio e di sup­por­to a un’e­cono­mia frag­ile». Nel Bres­ciano, a det­ta di Paroli­ni, i chilometri fruibili in bici­clet­ta saran­no 300 entro l’au­tun­no, e altret­tan­ti se ne real­iz­zaran­no nei prossi­mi 5 anni. Per­cor­si che con­net­tono trat­ti di stra­da o di ster­rate o di piste di nuo­va costruzione, met­ten­doli però tut­ti in sicurez­za. «La sfi­da vera, adesso — rilan­cia Ric­car­do Gem­i­nati, pres­i­dente del­la Fon­dazione Pia­nu­ra Bres­ciana di Cigole — è che i Comu­ni, le asso­ci­azioni «no prof­it» e i pri­vati inte­gri­no gli inves­ti­men­ti fat­ti dal­la Provin­cia con altri inves­ti­men­ti, mag­a­ri pic­coli, cre­an­do lun­go le vie cicla­bili agri­t­ur­is­mi, bed & break­fast, pun­ti di sos­ta e accoglien­za per ciclo­tur­isti». Sec­on­do il sin­da­co di Iseo, Mar­co Ghit­ti, le green­ways han­no pure la fun­zione di aiutar­ci a ritrovare memo­ria e val­ori per­du­ti. Per Davide For­ti­ni, coor­di­na­tore del­l’A­gen­da 21 locale, lo svilup­po innesca­to dalle green­ways deve armo­niz­zare le esi­gen­ze del­l’e­cono­mia, il rispet­to del­l’am­bi­ente e l’at­ten­zione al sociale. Cosa che si sta facen­do alla casci­na Clara­bel­la, dove alcu­ni edi­fi­ci rurali, sit­uati in un’area degra­da­ta dal­l’escav­azione del­l’argilla, sono sta­ti ristrut­turati e ora sono sede di tre coop­er­a­tive sociali che oper­a­no per il rein­ser­i­men­to lavo­ra­ti­vo di malati psichi­ci. Vi sono state inau­gu­rate, pri­ma del dibat­ti­to, la strut­tura agri­t­ur­is­ti­ca rica­va­ta nel­l’ex stal­la e l’an­tis­tante stazione di sos­ta per cicloturisti.

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