Le pendenze del territorio comunale non si possono aggirare

Piste ciclabili, si sta per partire ma le salite non sono per tutti

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Di Luca Delpozzo
Valentino Rodolfi

II prog­et­to era in bal­lo da sei anni. Adesso, final­mente, Desen­zano avrà un sis­tema di per unire Riv­oltel­la a Desen­zano, attra­ver­san­do i quartieri res­i­den­ziali più den­sa­mente abi­tati fino alla stazione fer­roviaria. L appal­to, per una spe­sa di 360 mil­ioni, è sta­to appe­na asseg­na­to dal Comune e l’inizio dei lavori è.im-minente: entro due o tré mesi, spostar­si in bici sarà più sicuro gra­zie ai cir­ca tré chilometri e mez­zo di per­cor­si urbani.Certo, ogni medaglia ha il suo rovescio. I nuovi per­cor­si non saran­no una passeg­gia­ta, per­ché Desen­zano ha un ter­ri­to­rio col­linare, e per ped­alare su certe salite ci vor­rà un «fisi­co bes­tiale». Ma ecco, in det­taglio, trac­cia­to e carat­ter­is­tiche delle piste, che dovreb­bero essere pronte per metà autun­no: l’ap­pal­to prevede infat­ti che i lavori siano con­clusi entro 65 giorni da settembre.La nuo­va unirà i con­fi­ni di Riv­oltel­la con la stazione, snodan­dosi da via Dugazze fino a piaz­za­le Ei-nau­di, scor­ren­do a lato del­la car­reg­gia­ta stradale. Per la sicurez­za dei ciclisti, il tragit­to sarà sep­a­ra­to dal­la stra­da gra­zie a siepi e arche­t­ti in fer­ro che lo delim­it­er­an­no. Lun­go il tragit­to fino alla stazione, inoltre, sono pre­viste cinque piaz­zole di sos­ta: una all’an­go­lo tra via Michelan­ge­lo e via De Gasperi, un’al­tra ali altez­za dei gir­di­ni di via Giot­to, una in via Masac­cio, uria alla palestra Cat­ul­lo e un’al­tra anco­ra in via Leonar­do da Vin­ci. Qui ci saran­no pan­chine, fontane, griglie portabi­ci e aiolo.Soste utili vis­to il per­cor­so non pro­prio agev­ole, che richiede allena­men­to per affrontare un con­tin­uo saliscendi.L’avvio è in disce­sa: si parte da via Dugazze per scen­dere in viale Michelan­ge­lo costeggian­do lo sta­dio Tré Stelle. Super­a­to il cen­tro sporti­vo, i ciclisti avran­no due alter­na­tive: la pri­ma sarà di iner­pi­car­si subito per via Cimabue e da qui in via Giot­to; sali­ta molto lun­ga ma non par­ti­co­lar­mente rip­i­da. In alter­na­ti­va si potrà scegliere un per­cor­so più pianeg­giante, pros­eguen­do lun­go via Michelan­ge­lo. Anche in questo caso, però, la sali­ta sarà in agguato.Arrivati in vista del Com­mis­sari­a­to di polizia, i ciclisti dovran­no infat­ti affrontare la pen­den­za di via Leonar­do Da Vin­ci: un «lap­pone dolomiti­co»; una sali­ta II via Leonar­do da Vin­ci una pista deg­na di Pan­taniche con l’au­to­mo­bile si per­corre in sec­on­da, e che in bici richiede un ema­t­ocrito a 55, il val­ore del sangue che costò a Pan­tani la ben nota squalifica.A metà di via Leonar­do un altro biv­io: si potrà com­pletare la sali­ta, e quin­di rag­giun­gere la stazione pas­san­do per la pianeg­giante via Masac­cio, opji­ure deviare su via Vil­la del Sole, risal­en­do poi su viale Cavour fino a piaz­za­le Ein­au­di, per il fotofin­ish e il bacio delle val­let­to al vinci­tore di tap­pa. «Per come è fat­ta Desen­zano — com­men­tano all’U­ni­co tec­ni­co — era impos­si­bile evitare salite anche ripi­de. La stazione è in cima a una collina».

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