Accordo con la Regione per ampliare i moli e allungare l’attracco dei battelli di fronte a villa Albertini

Più posti barca nei due porti. Pennelli galleggianti per nuovi ormeggi

04/02/2003 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Angelo Peretti

Del tema del­la por­tu­al­ità si par­la costan­te­mente sul lago. I posti bar­ca disponi­bili sono net­ta­mente infe­ri­ori alla doman­da. E il tur­is­mo nau­ti­co è indub­bi­a­mente inter­es­sante. Ora Gar­da si appres­ta ad avere un’area por­tuale nuo­va. O meglio, avrà un sostanzioso aumen­to di pun­ti d’attracco gra­zie alla cresci­ta dei posti bar­ca sia del por­to vec­chio, costru­ito a fine Otto­cen­to e poi amplia­to in epoca fascista, che di quel­lo real­iz­za­to alcu­ni decen­ni orsono nei pres­si del Lido comu­nale. In più ver­rà allun­ga­to l’attracco dei piroscafi di fronte a vil­la degli Alber­ti­ni. «Abbi­amo fat­to un incon­tro con la Regione e abbi­amo trova­to l’accordo» annun­cia il sin­da­co Davide Bendinel­li. Aggiun­gen­do che per il por­to vec­chio il Comune inter­ver­rà attra­ver­so una con­ven­zione con l’ente regionale, men­tre per il por­to nuo­vo lo stru­men­to uti­liz­za­to sarà quel­lo dell’accordo di pro­gram­ma. E l’ampliamento del por­to più a nord, fra vil­la Alber­ti­ni e il lido è sta­to inser­i­to nel piano delle opere pub­bliche pre­viste a Gar­da per il 2003. L’investimento è notev­ole: poco meno di due mil­ioni e mez­zo di euro, più di quat­tro mil­iar­di e otto­cen­to mil­ioni di vec­chie lire. Il por­to vec­chio, di fronte a piaz­za Cat­ul­lo, è immor­ta­la­to in centi­na­ia di foto dei tur­isti. Qui trova­vano riparo soprat­tut­to le barche dei pesca­tori. Il por­to orig­i­nario occu­pa­va l’attuale piaz­za, ai pie­di del palaz­zo dei Cap­i­tani, sot­to il quale si notano anco­ra gli anel­li in fer­ro che ser­vivano a fis­sar­ci le gon­do­le. Il vec­chio por­to fu ristret­to nel 1889 per far pos­to alla pri­ma piazzetta. Poi arrivò il rad­i­cale rifaci­men­to, sec­on­do le linee attual­mente vis­i­bili. La «diga», ossia la banchi­na che si pro­tende ver­so il lago, divenne negli anni Cinquan­ta la sede di roman­tiche ser­ate con chi­tar­ra e can­ti ded­i­cate ai vip in vacan­za nel­la zona. Lunghe aste in met­al­lo sosten­gono oggi le bandiere di numerosi pae­si europei. In tes­ta­ta c’è un faro a seg­men­ti cilin­dri­ci di pietra veronese: venne dis­eg­na­to dall’illustre architet­to Ettore Fag­iuoli e il prog­et­to orig­i­nario in realtà pare lo prevedesse molto più grande. Le pro­porzioni del­la colon­na ven­nero ridotte per­ché i fon­di scarseg­gia­vano. Ora i posti bar­ca dovreb­bero essere ampliati attra­ver­so la posa di pen­nel­li gal­leg­gianti in mez­zo al por­to, a servizio dei tur­isti appas­sion­ati del­la nau­ti­ca. L’attracco dei piroscafi pro­prio di fronte alla vil­la dei con­ti degli Alber­ti­ni, il cosid­det­to molo San Car­lo, dal nome del­la chieset­ta che sorge lun­go il muro di cin­ta del par­co del palaz­zo nobil­iare, sarà allun­ga­to, pare, di una quar­an­ti­na di metri. In ques­ta maniera non dovreb­bero final­mente più esser­ci prob­le­mi di avvic­i­na­men­to per i bat­tel­li del­la in servizio pub­bli­co lun­go la riv­iera. Il Comune, sec­on­do le indi­cazioni del sin­da­co Bendinel­li, dovrebbe aggiun­gere a questo pon­tile un brac­cio per­pen­di­co­lare, che pun­ti di fat­to ver­so il molo del cosid­det­to por­to nuo­vo, quel­lo del Lido. In ques­ta maniera si creerebbe una specie di ter­zo por­tic­ci­o­lo, di fat­to un ampli­a­men­to del por­to nord. Real­iz­zan­do ulte­ri­ori, preziosi posti bar­ca.

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