Il futuro di Montecroce al centro del Consiglio comunale - E Forza Italia si è divisa L’ospedale potrebbe affidare dialisi e risonanza ai privati

Pneumologia? Non chiude

Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

San­ità, tas­to dolente. Sul Gar­da quan­do si com­in­cia a par­lare di ospedali nuovi o vec­chi, le forze di cen­trode­stra da qualche mese entra­no in fib­ril­lazione. Dopo la polem­i­ca sul­l’ospedale di Roè Vol­ciano o, se volete sul­l’am­pli­a­men­to di quel­lo di Gavar­do, che sta div­i­den­do il Polo, l’al­tra sera in Con­siglio comu­nale Emanuele Gius­tac­chi­ni, capogrup­po di Forza Italia, pri­ma di leg­gere un’in­ter­rogazione sul­la situ­azione del­l’ospedale di Desen­zano, è sta­to inter­rot­to dal­la col­le­ga di par­ti­to Maria Stel­la Gelmi­ni. L’assessore provin­ciale al Ter­ri­to­rio ha sot­to­lin­eato di «non con­di­videre asso­lu­ta­mente l’in­ter­pel­lan­za» e ha poi pre­cisato che «quel­la di Gius­tac­chi­ni deve essere con­sid­er­a­ta una posizione del tut­to per­son­ale e non, quin­di, in veste di capogrup­po di Forza Italia». La pre­sa di dis­tan­za tra i due espo­nen­ti «azzur­ri» potrebbe ora avere qualche strasci­co. Per la mag­gio­ran­za di cen­trosin­is­tra, ovvi­a­mente, si è trat­ta­to di un inaspet­ta­to rega­lo, subito rac­colto. Se n’è avu­ta pro­va quan­do l’asses­sore Sil­via Colas­an­ti, dei Ds, ha dato rispos­ta all’in­ter­rogazione, for­nen­do dati rac­colti diret­ta­mente dal diret­tore gen­erale del­l’Azien­da ospedaliera di Desen­zano, Mau­ro Borel­li. Ma la Colas­an­ti non ha man­ca­to di sfer­rare attac­chi alle scelte di polit­i­ca san­i­taria del­la Regione e «dei prece­den­ti diret­tori cam­biati in numero esager­a­to in un faz­zo­let­to di tem­po (da Teggia a Fos­chi­ni, a Borel­li)». Vedi­amo le «assi­cu­razioni» for­nite da Borel­li. Pneu­molo­gia: «Non chi­ud­erà, anzi saran­no val­oriz­zate le attuali pro­fes­sion­al­ità». Taglio dei posti let­to di Med­i­c­i­na: «Da poco tem­po il repar­to è tor­na­to ad avere i suoi 40 let­ti, la Chirur­gia è ridot­ta da un anno ma, in com­pen­so — ha rifer­i­to Borel­li all’asses­sore — da alcu­ni mesi è arriva­ta un’équipe di chirur­gia min­in­va­si­va e uno spe­cial­ista in chirur­gia seno­log­i­ca; inoltre in molti repar­ti è arriva­to nuo­vo per­son­ale anche tramite appalti e così sono sta­ti razion­al­iz­za­ti il per­son­ale e i servizi». E anco­ra, l’azien­da di Desen­zano, stan­do sem­pre alle assi­cu­razioni del diret­tore, «è al pri­mo pos­to come risul­ta­to eco­nom­i­co di pre­vi­sione; lo scor­so anno invece l’azien­da chiuse con una perdi­ta di 17 mil­ioni di euro e la Regione ha rip­i­ana­to parte del deficit con gli 8 mil­ioni e mez­zo derivati dal­la ces­sione del­l’area di Madergna­go». Riso­nan­za mag­net­i­ca ed emod­i­nam­i­ca: «L’azien­da sta stu­dian­do la pos­si­bil­ità di ester­nal­iz­zare la dial­isi e l’ac­quis­to del­la riso­nan­za in con­to prestazione (cioè si paga il numero delle prestazioni ese­gui­te)». Recla­mi dei cit­ta­di­ni: «Il loro numero nel 2002 è sta­to infe­ri­ore a quel­lo del­l’an­no prece­dente ma — ha osser­va­to Sil­via Colas­an­ti — è un dato forse sot­tosti­ma­to con­sid­er­a­to che non sem­pre gli uten­ti pren­dono car­ta e pen­na per protestare». Gius­tac­chi­ni, nel­la sua bre­vis­si­ma repli­ca, ha det­to di non sen­tir­si per niente «sod­dis­fat­to del­la rispos­ta avu­ta». Intan­to sul Sert, il servizio per tossi­codipen­den­ti gesti­to dal­l’Asl, non c’è più sper­an­za di ten­er­lo aper­to a Desen­zano. I pazi­en­ti in cura con­tin­uer­an­no a riv­ol­ger­si alla strut­tura di via Gram­sci, ma fino ad esauri­men­to. I nuovi uten­ti ver­ran­no dirot­tati a Salò o Montichiari.