La denuncia parte dal sindaco di Riva ma anche la Comunità del Garda è preoccupata e chiede nuovi poteri. Solo 75 centimetri sopra lo zero idrometrico: in arrivo un’estate difficile

Poca acqua, il Garda è a rischio

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Di Luca Delpozzo
Stefano Joppi

Pre­oc­cu­pano i liv­el­li delle acque del lago di Gar­da: trop­po bas­so rispet­to agli anni prece­den­ti. A lan­cia­re il gri­do d’allarme è il pri­mo cit­tadi­no di Riva, Clau­dio Moli­nari, che nell’ultima riu­nione dei sin­daci riv­ieraschi, svoltasi il 6 mar­zo a Bar­dolino, non ha man­ca­to d’esternare ai col­leghi lacus­tri l’apprensione per una situ­azione che potrebbe avere riper­cus­sioni durante la sta­gione tur­is­ti­ca. E in effet­ti ieri mat­ti­na la colon­ni­na di Peschiera reg­is­tra­va solo 75 cen­timetri sopra lo zero idro­met­ri­co, un’altezza decisa­mente più bas­sa rispet­to allo stes­so peri­o­do del­lo scor­so anno (+90). Se andi­amo poi a ritroso nel tem­po, si sco­pre che nel mar­zo del 2004 la quo­ta era di cir­ca 100 cen­timetri sopra lo zero idro­met­ri­co e nel 2003, anno nero per il Bena­co con il lago che a set­tem­bre si attestò al min­i­mo stori­co (+8), addirit­tura a quo­ta 120 cen­timetri. «La situ­azione non va sot­to­va­l­u­ta­ta, anche per­ché in questo peri­o­do i pre­lievi sono ridot­ti al min­i­mo, cir­ca 15 metri cubi al sec­on­do con­tro i 69 del­la pri­mav­era-estate», affer­ma in un comu­ni­ca­to il sin­da­co di Riva, Clau­dio Moli­nari. In effet­ti dal­la diga di Salionze, sbar­ra­men­to arti­fi­ciale costru­ito nel 1950 al fine di garan­tire le esi­gen­ze irrigue del man­to­vano e quelle tur­is­ti­co ambi­en­tali del­la comu­nità garde­sana, esce solo la quan­tità min­i­ma d’acqua per ossi­genare il Min­cio. «Nonos­tante i pre­lievi ridot­ti, il liv­el­lo delle acque del Gar­da si sta alzan­do molto lenta­mente», con­tin­ua il pri­mo cit­tadi­no trenti­no, «a dimostrazione delle riper­cus­sioni dovute alla situ­azione di emer­gen­za dell’estate scor­sa, quan­do il liv­el­lo del Gar­da ave­va toc­ca­to, in agos­to, i 10 cm sopra lo zero idro­met­ri­co di Peschiera. Sen­za dimen­ti­care che fra poco più di un mese ai pri­mi di mag­gio ripar­ti­ran­no le irrigazioni alle cam­pagne del man­to­vano». «È vero, gli stan­dard attuali dovreb­bero essere attorno ai 100 cen­timetri sopra lo zero idro­met­ri­co», rib­at­te Pier Lucio Cere­sa, seg­re­tario gen­erale del­la Comu­nità del Gar­da, «ma non è auto­mati­co che la sta­gione alle porte pos­sa diventare crit­i­ca per il lago di Gar­da. In mon­tagna c’è neve in abbon­dan­za, molto di più rispet­to agli anni scor­si». «Il prob­le­ma comunque è a monte: bisogna inve­stire nel set­tore agri­co­lo razion­al­iz­zan­do il sis­tema d’irrigazione e rivedere le col­ture con la sem­i­na di prodot­ti agri­coli che richiedano meno acqua», sostiene Cere­sa, che ormai da decen­ni si sente riv­ol­gere dai gior­nal­isti le stesse domande. Non lo dice aper­ta­mente ma la ver­ità e che alla fine in questi lus­tri poco o nul­la si è fat­to per risol­vere alla base il prob­le­ma dei liv­el­li dell’acqua del lago, con­tin­uan­do la perenne dis­pu­ta se sia meglio priv­i­le­gia­re l’economia tur­is­ti­ca garde­sana o l’agricoltura vir­giliana. «Una soluzione comunque ci potrebbe essere», con­tin­ua Cere­sa, «la creazione di baci­ni arti­fi­ciali da real­iz­zare nell’area che va da Peschiera, Desen­zano e il man­to­vano, per immagazz­inare grande volu­mi d’acqua da uti­liz­zare in caso di neces­sità». E chi paga i lavori? «Non lo so, ma pen­so dovreb­bero essere a cari­co del­lo Sta­to o delle Regioni». In atte­sa di novità con­crete, la si è atti­va­ta per favorire un incon­tro con l’ingegnere Lui­gi Mille, diret­tore gen­erale dell’agenzia inter­re­gionale del Po, e fare il pun­to del­la situ­azione. L’ente di Gar­done Riv­iera in un doc­u­men­to a fir­ma del pres­i­dente Aventi­no Frau ha recen­te­mente rib­a­di­to ai sin­daci lacus­tri: «Il Gar­da deve pot­er gov­ernare, sen­za ego­is­mi ma anche sen­za subire soprusi, la ges­tione dei pro­pri liv­el­li: delle acqui­sizioni dall’Adige e delle ces­sioni al man­to­vano». «Bisogna riflet­tere su di un’Autorità di baci­no che tol­ga il lago dal­la sco­mo­da e ingius­ta posizione di essere un con­traente debole e spes­so dan­neg­gia­to dagli sprechi altrui. Bisogna riesam­inare il rap­por­to», con­clude Frau, «tra le acque del lago ed i sis­te­mi flu­vi­ali con­nes­si e riequi­li­brare il sis­tema con mag­giore van­tag­gio per il lago di Garda».

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