Laghi di Garda, Iseo e Idro sono in difficoltà ad assicurare il prelievo destinato ai consorzi irrigui che temono per le sorti delle colture. Domani in Regione il vertice per decidere le misure da adottare per aiutare l’irrigazione dei campi

Poca pioggia e tanto sole: livelli sempre più giù

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Di Luca Delpozzo
Pietro Gorlani

Il tem­po­rale dell’altra notte? È servi­to a «bagnare la pol­vere, non cer­to a cal­mare la grande sete delle nos­tre cam­pagne» spie­gano i diret­tori dei prin­ci­pali con­sorzi irrigui bres­ciani. Nel bas­so Gar­da non ha piovu­to, nem­meno nell’entroterra. I pochi mil­limetri d’acqua sce­si sulle val­li non han­no por­ta­to che ben­efi­ci ris­i­bili sui liv­el­li dei tre laghi bresciani.Che con­tin­u­ano a scen­dere. E le pre­vi­sioni metero­logiche non las­ciano sper­are nul­la di buono: sole e cal­do per oltre una set­ti­mana. L’alta pres­sione instau­ratasi con l’anticiclone delle Azzorre las­cia come uni­ca ànco­ra di salvez­za — per scon­giu­rare lo Sta­to di calamità nat­u­rale — le mis­ure urgen­ti che adot­terà la Giun­ta regionale domani pomerig­gio. Sem­bra scon­ta­ta la dichiarazione del­lo Sta­to d’emergenza, con il quale il Pirellone potrà dare spazio alle richi­este degli agri­coltori bres­ciani e lom­bar­di che stan­no irri­g­an­do con il 40% di acqua in meno del nec­es­sario: svasare più acqua dai laghi sub­alpi­ni scen­den­do al di sot­to dei liv­el­li di rego­lazione sta­bil­i­ti; imporre il rilas­cio d’acqua dai baci­ni idroelet­tri­ci Enel a monte dei laghi Iseo, Gar­da, Como. Gli agri­coltori han­no dal­la loro parte la Legge Gal­li (la n°5 del 1994): «Nei peri­o­di di sic­c­ità e comunque nei casi di scar­sità di risorse idriche, durante i quali si pro­cede alla rego­lazione delle derivazioni in atto, deve essere assi­cu­ra­ta, dopo il con­sumo umano, la pri­or­ità dell’uso agri­co­lo». Sono tre le zone a ris­chio sic­c­ità del­la nos­tra provin­cia: la Bas­sa Occi­den­tale — da Palaz­zo­lo a Orz­in­uovi- che attinge acqua dall’Oglio, fiume che attual­mente ha por­tate al si sot­to dei min­i­mi stori­ci (40metri cub/secondo); la Bas­sa cen­tro-ori­en­tale che attinge acqua dal Chiese e dalle sue derivazioni, e il Bas­so Gar­da. Dram­mat­i­ca la situ­azione del Chiese, emis­sario del lago d’Idro: oggi il liv­el­lo del lago misura 365,37 metri e a fine mese si toc­cherà il liv­el­lo min­i­mo con­sen­ti­to di 364,72m. «I pochi mil­limetri di acqua sce­sa domeni­ca notte non sono servi­ti a nul­la — com­men­ta Giuseppe Negrinel­li, diret­tore del Con­sorzio di Bonifi­ca del Medio Chiese -. Sti­amo già pen­san­do a come sal­vare il salv­abile. Spero che la Regione valu­ti in tem­pi bre­vi lo sver­sa­men­to dai baci­ni Enel a monte dell’Idro». «Devono per­me­t­ter­ci di svasare più acqua dal Gar­da — incalza Mas­si­mo Gal­li, diret­tore del Con­sorzio del Min­cio -. Se oggi il liv­el­lo del lago è di 48 cen­timetri sopra lo zero idro­met­ri­co, chiedi­amo di pot­er svasare fino a 15 cen­timetri. Solo così sarà pos­si­bile assi­cu­rare la soprav­viven­za delle col­ture fino al 15 luglio. Poi si vedrà». Oggi dal Gar­da escono 60 metri cubi di acqua al sec­on­do con­tro una media di 80mc/sec, ma a far «tremare» gli agri­coltori è l’afflusso di acqua nel lago. Non stan­no di cer­to meglio gli agri­coltori che devono irri­gare 25mila ettari con l’Oglio, ma con il 45 per cen­to di acqua in meno. Le risorse del lago d’Iseo si stan­no esauren­do: domeni­ca notte il plu­viometro di Bessi­mo ha fat­to reg­is­trare 25 mil­limetri di piog­gia ma è rimas­to a sec­co quel­lo di Cede­go­lo e di Edo­lo. Così il liv­el­lo del lago d’Iseo ieri ha ripreso a scen­dere: di questo pas­so si rag­giungerà lo zero idro­met­ri­co i pri­mi di luglio. Ricor­diamo che l’attuale lim­ite min­i­mo di con­ces­sione è fis­sato a ‑30cm, dopodichè l’afflusso all’Oglio sarà prati­ca­mente nul­lo. Uni­ca soluzione: chiedere il rilas­cio dei 10milioni di mc d’acqua dalle dieci dighe Enel di Valle Camon­i­ca. Dighe che com­p­lessi­va­mente con­tengono 30 mil­ioni di mc. La metà esat­ta rispet­to al 2003. «Questo fa capire la dram­matic­ità del­la crisi idri­ca che sti­amo viven­do» chi­ude Mas­si­mo Buiz­za, diret­tore del Con­sorzio dell’Oglio.

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