Da Manerba a Sirmione, da Desenzano a Polpenazze c’è una carenza che pesa sulle famiglie. Nel basso Garda e in Valle Sabbia le sofferenze maggiori

Pochi pediatri, tanti bambini

20/02/2003 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

Cer­can­si pedi­atri, dis­per­ata­mente. Fino ad alcu­ni anni fa era­no i pedi­atri che cer­ca­vano di acca­parrar­si i pic­coli pazi­en­ti, oggi si sta ver­i­f­i­can­do l’esatto con­trario, sono le gio­vani famiglie che devono tri­bo­lare non poco alla ricer­ca del­lo spe­cial­ista a cui affi­dare i pro­pri figli. La caren­za di ques­ta figu­ra pro­fes­sion­ale sta assumen­do dimen­sioni pre­oc­cu­pan­ti sul lago di Gar­da, in Valle Camon­i­ca e in Valle Sab­bia. In par­ti­co­lare sul Gar­da, Da Maner­ba a Sirmione, da Desen­zano a Polpe­nazze, c’è caren­za di pedi­atri e le liste d’at­te­sa per pot­er aspi­rare ad un pos­to che si lib­era sono estrema­mente lunghe. E, nel frat­tem­po, a chi può riv­ol­ger­si un gen­i­tore? Inter­rog­a­tivi ai quali ten­ti­amo di fornire una rispos­ta gra­zie alla col­lab­o­razione del Dis­tret­to Asl di Salò, risposte che, comunque, dif­fi­cil­mente sod­dis­fer­an­no i molti gen­i­tori alle prese con questo prob­le­ma di non facile soluzione. Pren­den­do in esame la zona del bas­so Gar­da e Valte­n­e­si, che con­ta dod­i­ci Comu­ni, al momen­to prestano servizio otto pedi­atri. E i bam­bi­ni assis­ti­ti, fino a 14 anni, sono in tut­to qua­si 7 mila, per la pre­ci­sione 6.960 tra res­i­den­ti e domi­cil­iati. Una media di 870 pic­coli pazi­en­ti a tes­ta. Che non sono pochi, tenen­do pre­sente che fare una diag­nosi ad un bim­bo è cosa ben diver­sa rispet­to ad un adul­to. Come spie­ga il dot­tor Ange­lo Benedet­ti, diret­tore del Dis­tret­to san­i­tario del Gar­da, i gen­i­tori han­no poi la pos­si­bil­ità di affi­dare il bam­bi­no di età supe­ri­ore a 6 anni al medico di med­i­c­i­na gen­erale, insom­ma al medico di famiglia. Una dero­ga resa pos­si­bile da tem­po e che per­me­tte ad un paziente più pic­co­lo di trovare il tan­to sospi­ra­to pos­to dal pedi­atra. Inutile sot­to­lin­eare quan­to un gen­i­tore preferisca però affi­dare il figli­o­let­to al pedi­atra. Ma la situ­azione è quel­la che è. E c’è chi, purtrop­po, sta peg­gio di noi, come nelle val­li e nelle zone per­iferiche del­la provin­cia, come spie­ga la dot­tores­sa Anna Maria Indel­i­ca­to, diret­tore dell’Asl, nell’articolo pub­bli­ca­to sot­to. Com­p­lessi­va­mente nei dod­i­ci Comu­ni di cui si parla­va sul lago di Gar­da, riferisce Benedet­ti, ci sono 9.670 bam­bi­ni res­i­den­ti fino ai 14 anni, duemi­la dei quali si riv­ol­go­no ai medici di famiglia, men­tre 200, in età fino a 6 anni, dunque in età presco­lare, risul­tano in cari­co ai medici di famiglia. Quest’ul­ti­mo dato è quel­lo che deve far riflet­tere più di ogni altro. È, infat­ti, il numero di quei pic­coli i cui gen­i­tori si sono visti costret­ti, in per­du­rante assen­za di posti liberi dagli otto pedi­atri, ad affi­darne le cure ai medici di base. Come dire: meglio di niente… Cer­to a queste famiglie non ven­gono a man­care le garanzie per i figli. Det­to che un mese fa gli otto medici pedi­atri del bas­so Gar­da han­no rag­giun­to i lim­i­ti di assis­ten­za aven­do riem­pi­to tutte le loro caselle vuote, il dis­tret­to Asl non è sta­to a guardare. Anzi. «Abbi­amo avvi­a­to la pro­ce­du­ra per l’al­larga­men­to del­la grad­u­a­to­ria dei pedi­atri — assi­cu­ra Benedet­ti — e per­tan­to una nuo­va figu­ra pro­fes­sion­ale si aggiungerà a quelle in servizio. Ma, abbi­amo volu­to anche met­ter­ci al cop­er­to da pos­si­bili defail­lance. Mi spiego: se il pedi­atra Tizio non dovesse poi accettare la des­ti­nazione o l’in­car­i­co, ci tro­verem­mo davvero male. E allo­ra, pro­prio in questi giorni — con­tin­ua il diret­tore dis­tret­tuale — abbi­amo pen­sato di aprire un ambu­la­to­rio pedi­atri­co nel dis­tret­to di Desen­zano al quale potran­no riv­ol­ger­si i gen­i­tori che desideri­no far vis­itare più appro­fon­di­ta­mente il loro bam­bi­no. Ovvi­a­mente, sti­amo par­lan­do di quel­li che, per ora, non han­no avu­to la pos­si­bil­ità di far­si seguire dal pedi­atra di famiglia». In con­clu­sione, nes­suno res­ta appieda­to, d’ac­cor­do. Ma come si mod­i­ficherà la situ­azione, quan­do ad esem­pio per effet­to del­la forte immi­grazione di cop­pie extra­co­mu­ni­tarie, crescerà il numero dei bam­bi­ni? Sen­za dimen­ti­care che gli ambu­la­tori divi­sion­ali pedi­atri­ci negli ospedali scop­pi­ano.

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