Il primo scorcio d’estate sul lago si è chiuso con il segno negativo. Male Limone, Sirmione, Desenzano, si salva la Valtenesi

Pochi tedeschi e non spendono

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Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

Da Limone a Sirmione, la denun­cia degli oper­a­tori tur­is­ti­ci è net­ta: calo di pre­sen­ze negli alberghi e dei con­su­mi. E tra le bandiere straniere, quel­la tedesca è la meno vis­i­bile. La perdi­ta con­sis­tente dei tur­isti ger­mani­ci, tradizion­ali cli­en­ti del­la riv­iera, è quel­la che pre­oc­cu­pa di più oper­a­tori e osser­va­tori. Il mese di luglio ha super­a­to il giro di boa con un bilan­cio in sec­ca perdi­ta. Se anche agos­to dovesse con­fer­mare ques­ta ten­den­za neg­a­ti­va, allo­ra si potrà par­lare di un mez­zo dis­as­tro. A sal­var­si in parte da ques­ta déba­cle sono per ora le strut­ture all’aria aper­ta, campeg­gi, vil­lag­gi tur­is­ti­ci, gra­zie prob­a­bil­mente alle tar­iffe più con­tenute. Anche i com­mer­cianti piangono: i con­su­mi sono calati notevol­mente. Del resto, la situ­azione di perdi­ta del nos­tro mer­ca­to tur­is­ti­co è gen­erale. Il Gar­da non è rius­ci­to a sot­trar­si, nonos­tante i prezzi siano sta­ti sostanzial­mente man­tenu­ti fer­mi ai liv­el­li del­lo scor­so anno. L’ul­ti­ma indagine com­mis­sion­a­ta dal­l’Osser­va­to­rio tur­is­ti­co-alberghiero di Fed­er­al­berghi, che prende in esame i pri­mi sei mesi del 2003, ril­e­va che «sono sta­ti per­si 3 mil­ioni di per­not­ta­men­to e 1 mil­iar­do di euro di giro d’af­fari. Nonos­tante l’af­fol­la­men­to dei fine set­ti­mana che si reg­is­tra sulle spi­agge e sulle autostrade, man­ca il tur­ista che per­not­ta. «Sti­amo per­den­do con­sis­ten­ti quote di cli­en­ti stranieri — osser­va Bern­abò Boc­ca, pres­i­dente del­la Fed­er­al­berghi — ma anche quote di ital­iani i quali stan­no sfrut­tan­do l’ap­prez­za­men­to del­l’eu­ro per andare mag­gior­mente in vacan­za all’es­tero. Occor­rono mis­ure urgen­ti — con­clude Boc­ca — altri­men­ti il 2003 rischia di divenire un annus hor­ri­bilis per il set­tore, che ha fat­tura­to 72 mil­iar­di di euro nel 2002 (il 7% del Pil) e dà lavoro ad oltre 2 mil­ioni di per­sone». L’e­cono­mia del lago, che si basa preva­len­te­mente sul tur­is­mo, rischia quin­di grosso. Solo sul­la spon­da bres­ciana sono aper­ti 374 alberghi con 18.100 posti let­to (sul­l’in­tero baci­no garde­sano sono rispet­ti­va­mente 1030 e 52.917: fonte ). Gli oper­a­tori tur­is­ti­ci sono tut­ti d’ac­cor­do nel denun­cia­re l’assen­za del­la clien­tela straniera, specie quel­la tedesca, e una cam­pagna di preno­tazioni per agos­to che non decol­la. Si par­la di una diminuizione di pre­sen­ze che oscil­la tra il 10 ed il 20% in luglio. Non si scor­ag­gia, però, Pao­lo Rossi, pres­i­dente degli alber­ga­tori bres­ciani, che pun­ta già al futuro per indi­vid­uare nuiove strate­gie e, mag­a­ri, nuovi oriz­zoni di mer­ca­to tur­is­ti­co. «Siamo influen­za­ti pesan­te­mente dal­la grave crisi eco­nom­i­ca del­la Ger­ma­nia e di altri pae­si europei. Se a mag­gio e giug­no abbi­amo tenu­to abbas­tan­za bene gra­zie all’es­tate antic­i­pa­ta, temo che i mag­giori prob­le­mi emerg­er­an­no in segui­to. «Questo, para­dos­salmente, con un’es­tate dalle con­dizioni meteo invidi­a­bili rispet­to a quelle del­la pas­sa­ta sta­gione. Sug­gerisco — con­clude Rossi — di affrontare il resto del­la sta­gione con la con­sapev­olez­za di questo sce­nario e di impeg­nar­ci a dis­cutere per un rilan­cio già alla fine di set­tem­bre». Da Limone abbi­amo rac­colto le impres­sioni del pres­i­dente locale degli alber­ga­tori, Gian­fran­co Mon­tag­no­li. «Il calo c’è, purtrop­po, e una delle cause va ricer­ca­ta nel pos­ticipo delle ferie pro­gram­mate in alcune regioni tedesche al 26 luglio. Ci tro­ver­e­mo per­ciò un agos­to super­af­fol­la­to, con ital­iani e tedeschi tut­ti assieme per la pri­ma vol­ta. E si lavor­erà malis­si­mo. Comunque è un mese di luglio sca­dente». Nel­la Valte­n­e­si, dove c’è la più alta con­cen­trazione di vil­lag­gi tur­is­ti­ci e campeg­gi del­l’in­tera cos­ta bres­ciana, si res­pi­ra per il momen­to un’aria meno pesante. «Una polit­i­ca di man­ten­i­men­to dei prezzi e il tem­po decisa­mente favorev­ole ha spin­to tedeschi e ital­iani a scegliere la nos­tra zona — ril­e­va , impren­di­tore e sin­da­co di Maner­ba -, le preno­tazioni sono abbas­tan­za incor­ag­gianti ma c’è comunque un pes­simis­mo che aleg­gia specie sui con­su­mi: il tur­ista spende di meno e quin­di sono penal­iz­za­ti ris­toran­ti e negozi. In ter­mi­ni di pre­sen­ze, gra­zie a mag­gio e giug­no eccezion­ali, non c’è per ora un calo: vedremo più avan­ti». Van­no male gli affari anche tra i noleg­gia­tori e tra i gestori di sta­bil­i­men­ti bal­n­eari. Rosan­na Baviero del­l’I­tal­no­lo di Sirmione: «Reg­is­tri­amo un calo di almeno il 30–40% di pre­sen­ze, ci salvi­amo solo nei fine set­ti­mana gra­zie ai tur­isti pen­dolari. La con­trazione di cli­en­ti la noti­amo dal­la nos­tra agen­da del­lo scor­so anno: e pen­sare che le con­dizioni meteo sono per il momen­to eccezion­ali?». Alber­to Per­inel­li, pres­i­dente del­l’as­so­ci­azione Noleg­gia­tori del Gar­da: «Mai assis­ti­to a una sta­gione così neg­a­ti­va, a luglio abbi­amo avu­to un calo pau­roso: moto­scafi, ped­alò, restano sul­la spi­agge. E anche le escur­sioni sono calate di molto». Perfi­no le scuole di surf denun­ciano una crisi. Fed­eri­co Mar­ti­ni, alle spalle tren­t’an­ni di istrut­tore a Colom­bare, lamen­ta «una perdi­ta del 30% di cli­en­ti, mai pri­ma d’o­ra avvenu­to». A Desen­zano, «i pri­mi quindi­ci giorni di luglio sono andati male, dopo un mese di giug­no che era sta­to suf­fi­ciente». Lo sostiene Save­rio Zil­iani, pres­i­dente del con­sorzio, che sol­lecita la «real­iz­zazione di infra­strut­ture deg­ne di una cit­tà tur­is­ti­ca come Desen­zano, altri­men­ti si perder­an­no quei pun­ti nec­es­sari per incor­ag­gia­re la clien­tela a scegliere il . Incor­ag­gianti invece le preno­tazioni che giun­gono dagli ital­iani, si spera di recu­per­are pre­sen­ze in agos­to». Infine, Sirmione. Il calo più vis­toso si reg­is­tra negli alberghi più esclu­sivi come il , un cinque stelle di ran­go inter­nazionale. «C’è un forte calo tra i cli­en­ti tedeschi — ammette il diret­tore — pos­si­amo par­lare tra il 30 e il 40% e, rispet­to al 2002 in ter­mi­ni gen­er­ali, si attes­ta sul 20%. E’ nec­es­sario fare un’anal­isi pro­fon­da per recu­per­are i tedeschi o altri seg­men­ti tur­is­ti­ci». «Non sono in gra­do di quan­tifi­care oggi se siamo sul 20% di perdi­ta rispet­to allo scor­so anno ma — osser­va Dino Barel­li, pres­i­dente degli alber­ga­tori di Sirmione — un calo lo sti­amo avver­tendo: man­cano aus­triaci e tedeschi e poi spendono poco. Inoltre, è in calo anche la qual­ità del cliente. Non ci è piaci­u­ta nem­meno la polem­i­ca innesca­ta da un uomo di gov­er­no (il sot­toseg­re­tario Ste­fani, per­al­tro già dimis­sion­ario, ndr.), che non ser­vi­va pro­prio: la suscettibil­ità dei tedeschi può essere sta­ta intaccata».

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