Il progetto costa centomila euro, è finanziato dalla Regione e punta a migliorare la sicurezza durante i mesi estivi. Verranno collocate in 28 punti del paese con rigide regole salva privacy

Pochi vigili, ecco le telecamere

03/02/2005 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Angelo Peretti

Ven­tot­to tele­camere per veg­liare sul­la sicurez­za dei garde­sani e dei tur­isti. È sta­to pre­sen­ta­to in munici­pio il prog­et­to Gar­da sicu­ra, incen­tra­to su un sis­tema di videosorveg­lian­za del cen­tro stori­co. «Il nos­tro ter­ri­to­rio, pur di esten­sione abbas­tan­za ridot­ta», spie­ga il sin­da­co Davide Bendinel­li, «ha una forte econo­mia tur­is­ti­ca, che nei mesi estivi gen­era un aumen­to espo­nen­ziale del­la popo­lazione, cui dob­bi­amo ovvi­a­mente garan­tire la mas­si­ma sicurez­za. Il coman­do di , tut­tavia, ha un organ­i­co com­misura­to alla popo­lazione res­i­dente annual­mente. D’estate lo pos­si­amo raf­forzare solo di alcune unità. Appari­va dunque nec­es­sario uti­liz­zare anche la tec­nolo­gia per rag­giun­gere l’obiettivo di un con­trol­lo cap­il­lare. L’utilizzo delle tele­camere è un servizio di pre­ven­zione del­la micro­crim­i­nal­ità, che per­me­tte di ind­i­riz­zare al meglio gli inter­ven­ti del per­son­ale di polizia». L’opportunità di dotar­si di una rete di tele­camere instal­late nei pun­ti strate­gi­ci del paese è venu­ta da una legge regionale del mag­gio del 2002 ded­i­ca­ta alla «pro­mozione del­la legal­ità e del­la sicurez­za». Prevede­va sig­ni­fica­tivi con­tribu­ti su prog­et­ti final­iz­za­ti a miglio­rare i con­trol­li. «Il Comune di Gar­da, pri­mo nel­la provin­cia di Verona», dice Bendinel­li, «ha pro­pos­to alla Regione nell’ottobre del 2003 la real­iz­zazione di un sis­tema di videosorveg­lian­za sul ter­ri­to­rio, del cos­to com­p­lessi­vo di cen­tomi­la euro. Abbi­amo ottenu­to un finanzi­a­men­to regionale pari al 70 per cen­to del­la spe­sa». Il prog­et­to è nato pro­prio a Gar­da, al coman­do dei vig­ili: lo ha coor­di­na­to l’agente Rober­to Maz­zuc­chi. Prevede l’utilizzo di 28 tele­camere sparse nel paese, nei pres­si di quelle che ven­gono def­i­nite zone sen­si­bili: scuole, banche, parchi, strade. «Le immag­i­ni ril­e­vate», si legge nel­la relazione tec­ni­ca scrit­ta da Maz­zuc­chi, «ver­ran­no reg­is­trate in modo con­tin­uo su unità di vide­o­reg­is­trazione dig­i­tale per­iferiche, che a loro vol­ta potran­no essere messe in col­lega­men­to con la cen­trale oper­a­ti­va ubi­ca­ta nel­la sede munic­i­pale per visu­al­iz­zare dal vivo qual­si­asi even­to dovesse ver­i­fi­car­si sul ter­ri­to­rio». «È sta­ta inoltre pre­vista una stazione di con­trol­lo remo­ta», pros­egue la relazione, «pres­so la stazione dei di (com­pe­tente per ter­ri­to­rio) al fine di rag­giun­gere la mas­si­ma sin­er­gia tra le varie forze di polizia». Come sem­pre quan­do si instal­lano tele­camere c’è un prob­le­ma di ris­er­vatez­za: la pri­va­cy è un dirit­to. Per questo il soft­ware uti­liz­za­to prevede il maschera­men­to di una o più aree dell’immagine video reg­is­tra­ta. Per esem­pio, sulle reg­is­trazioni saran­no mascher­ate le finestre delle abitazioni. Insom­ma: nes­suno potrà con­trol­lare la vita pri­va­ta dei garde­sani che vivono nelle zone soggette a con­trol­lo tele­vi­si­vo. In più, le immag­i­ni sono elab­o­rate con delle oppor­tune tec­niche crip­togra­fiche, per pro­tegger­le da even­tu­ali acces­si non autor­iz­za­ti: se il dis­co fis­so del com­put­er che le mem­o­riz­za venisse sot­trat­to, tut­ta la reg­is­trazione risul­terebbe inuti­liz­z­abile. Restano da elen­care i pun­ti posti sot­to sorveg­lian­za. Eccoli: il munici­pio, il palaz­zo dei con­gres­si e il par­co che gli sta davan­ti, piaz­za Cat­ul­lo e il por­to vec­chio, il teatro are­na all’aperto, le scuole ele­men­tari, le medie e le mater­ne, il par­co di via Galilei e via Gal­vani, l’ufficio postale, il parcheg­gio di via Leop­ar­di, l’ingresso sud ver­so Bar­dolino sul­la stra­da Garde­sana, la stazione degli auto­bus, il parcheg­gio di piaz­za­le Caboto, la rota­to­ria vici­no all’ex asi­lo e quel­la che dà su via Colom­bo, piaz­za­le Roma e la chiesa par­roc­chiale, l’ingresso nord ver­so Tor­ri del Bena­co, viale San Car­lo, le due banche che dan­no su cor­so Italia, i gia­r­dinet­ti pub­bli­ci sul lun­go­la­go nord.

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