Andreoli, Cemmi, Calleri e Maltauro si raccontano attraverso i loro versi

Poeti allo specchio: quattro emergenti davanti al pubblico

29/11/2002 in Cultura
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Di Luca Delpozzo
Desenzano del Garda

Questo pomerig­gio alle ore 18 l’asses­sore alla Cul­tura Maria Vit­to­ria Papa pre­sen­terà la pri­ma rasseg­na desen­zanese di let­ture poet­iche «Poeti in », un esper­i­men­to inno­v­a­ti­vo dei tradizion­ali incon­tri con l’au­tore, per far conoscere quat­tro poeti locali emer­gen­ti, le cui opere, pub­bli­cate in antolo­gie o rac­colte per­son­ali, si sono già dis­tinte in con­cor­si locali e nazion­ali. Dopo l’in­tro­duzione del­l’asses­sore e qualche breve indi­cazione biografi­ca, cias­cuno scrit­tore avrà la pos­si­bil­ità di pre­sen­tar­si al pub­bli­co, per rac­con­tare la pro­pria espe­rien­za poet­i­ca, per leg­gere le par­ti più sig­ni­fica­tive del­la pro­pria pro­duzione e per illus­trare sia le fonti di ispi­razione sia le tec­niche di scrit­tura preferite. Oli­va Andreoli, uni­ca don­na del­la rasseg­na, uti­liz­za un dialet­to dai lem­mi par­ti­co­lari, forte­mente lega­to a Poz­zolen­go, sua ter­ra di orig­ine. Il paese, al con­fine fra tre province, ha favorito, nelle com­po­sizioni del­la poet­es­sa, l’innesto di ter­mi­ni del­la lin­gua vene­ta. Nel­la pro­pria ricer­ca lin­guis­ti­ca, la Andreoli tut­tavia non rin­un­cia a scelte for­bite, che l’han­no por­ta­ta, per la sua pro­duzione in lin­gua, nel­la rosa dei final­isti del con­cor­so «Diego Valeri». Anche Gio­van­ni Cem­mi esprime le pro­prie sen­sazioni attra­ver­so il dialet­to. Desen­zanese di orig­ine, pro­fes­sore, le sue opere si sono recen­te­mente dis­tinte in un con­cor­so orga­niz­za­to a Riva. Cor­ra­do Cal­leri e Mir­co Mal­tau­ro preferiscono invece uti­liz­zare l’italiano per le pro­prie liriche. Cal­leri, orig­i­nario del­la Val­ca­mon­i­ca, vive a Desen­zano ormai da molti anni, e solo in tem­pi recen­ti ha scop­er­to di saper dipin­gere il pro­prio mon­do inte­ri­ore con immag­i­ni effi­caci ed emozio­nan­ti. La sua propen­sione alla scrit­tura poet­i­ca è rimas­ta infat­ti per anni cela­ta ai suoi stes­si occhi finché è sca­tu­ri­ta improvvisa nel giug­no del ’99, riscuo­ten­do, da subito, grat­i­f­i­can­ti apprez­za­men­ti. La scelta di spaziare tra le più diverse forme met­riche gli ha poi con­sen­ti­to di com­porre sia Haiku in ital­iano — con i quali ha vin­to il 2° con­cor­so «Dipende e il » — sia di rice­vere la men­zione d’onore al con­cor­so nazionale «Neru­da» per la «Mat­ti­na Por­togh­ese». Sti­mo­lo e grat­i­fi­cazione per il pro­prio lavoro è per Cal­leri la pos­si­bil­ità di con­di­videre con gli altri le par­ti più preg­nan­ti del pro­prio vis­su­to: fogli del­la pro­pria vita las­ciati a dis­po­sizione di chi abbia voglia di leg­ger­li. La vocazione poet­i­ca di Mir­co Mal­tau­ro, nato a Desen­zano 52 anni fa, si era invece già man­i­fes­ta­ta pien­amente in età ado­lescen­ziale; di quel­l’e­poca, con­fes­sa l’au­tore, «tut­to è sta­to bru­ci­a­to eccet­to un quader­net­to». La vita, che l’ha por­ta­to a com­piere stu­di tec­ni­ci e a lavo­rare per le Fer­rovie, gli ha fat­to rein­con­trare la sua ani­ma di poeta nel 2000 a tren­t’an­ni di dis­tan­za dalle ultime com­po­sizioni. L’indagine del­la natu­ra, con­dot­ta attra­ver­so la pas­sione e lo stu­dio del­la cos­molo­gia e del­la filosofia del­la scien­za, gli per­me­t­tono di costru­ire la pro­pria con­cezione del mon­do sui dati sci­en­tifi­ci, nel ten­ta­ti­vo di sfug­gire all’in­gan­no dei sen­si e all’ig­no­ran­za. «Per me scri­vere poe­sia non è un gio­co, ma un modo per pen­e­trare più a fon­do i seg­reti del­la natu­ra», uno degli obi­et­tivi dichiarati del suo scri­vere liriche è «cer­care di andare oltre, provo­care sen­sazioni?». L’inizia­ti­va, i cui orga­niz­za­tori si augu­ra­no pos­sa riscuotere il suc­ces­so nec­es­sario a trasfor­mar­la in un appun­ta­men­to annuale di val­oriz­zazione degli artisti locali, tro­verà la sua nat­u­rale pros­e­cuzione nel cor­so di let­tura cre­ati­va «Den­tro la poe­sia», tenu­to dal­la docente Ani­ta Prati. Asses­so­ra­to e bib­liote­ca desider­a­no infat­ti offrire ai pro­pri uten­ti gli stru­men­ti nec­es­sari per avvic­i­nar­si a una for­ma let­ter­aria spes­so vis­su­ta come trop­po impeg­na­ti­va e di dif­fi­cile comprensione.

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