Poeti e musici Bresà…ecco il nuovo ““…. Goi de cöntàla ? ” vol.15

20/11/2016 in Attualità, Musica
Di Redazione

Com’è ormai tradizione, fra il tra­mon­to delle Pleia­di in cielo e il gioioso approssi­mar­si del­la ricor­ren­za dei doni di S. Lucia, giunge nelle edi­cole di cit­tà e tut­ta la provin­cia a par­tire dal 7 dicem­bre in abbina­men­to col Gior­nale di Bres­cia, pun­tuale e ine­ludi­bile come questi inesora­bili avven­i­men­ti  …Gόi de cön­tàla? la rac­col­ta delle nuove can­zoni bres­ciane di Pal­co Gio­vani patro­ci­na­to e sostenu­to dal Comune di Bres­cia, Regione  Lom­bar­dia, Fon­dazione Asm, e il Librac­cio di Cor­so magen­ta. Bres­ciani sono gli inter­preti e la loro musi­ca che, in occa­sione del­la quindices­i­ma edi­zione, un bel tra­guar­do, non c’è che dire, han­no rivesti­to del­la loro fulgi­da arte, le liriche com­po­sizioni di poeti che oper­a­no, lievi ed ispi­rati, all’ombra del Cid­neo, o poco oltre, sem­pre, in ogni caso entro i con­fi­ni nat­u­rali del­la nos­tra bel­la e var­ie­ga­ta provin­cia.

Dell’ampio e splen­di­do panora­ma del suo ter­ri­to­rio, infat­ti, si bea, da le Cavrèle, ό ‘n pό pö sö , Ade­lio Fin­ul­li e, quin­di, entran­do un po’ più nel mer­i­to del­la col­lana musi­cale, tale e quale ce lo rende in, “èn dé de pri­maéra”, trasfor­ma­ta dagli Ital­ian Farmer in un rap incalzante alla loro maniera. Che dire poi dell’alacre “aqua del Cés”, descrit­ta dal valsab­bi­no Fab­rizio Gal­vagni, chiara, fres­ca e gor­gogliante, così come l’ha inter­pre­ta­ta la Can­ti­na di Ermete. Nelle “stag­iù” di Resy Pesca­tori, alla quale va un ricor­do gra­to e dis­cre­to per­ché, da qualche mese, ha las­ci­a­to le fatiche e gli affan­ni di ques­ta ter­ra, lo sguar­do poet­i­co si allarga e, allo­ra, toc­ca ai Mal­gh­e­set­ti delin­eare la flo­ra e la fau­na, gli ani­mali sel­vati­ci, i fiori e gli arbusti delle val­li bres­ciane.

Sem­pre descrit­ti­vo il pluripremi­a­to Dario Tor­na­go che, men­tre incede (el fùla) “dré al pόrtech”, las­cia lib­era la sua mente di vagare e di immag­inare situ­azioni che Daniele Gozzetti sup­por­ta con maes­tria, dan­do dig­nità musi­cale al rit­ma­to suono gen­er­a­to dal calpes­tio del poeta. Men­tre accen­na a vaghi scor­ci nat­u­ral­is­ti­ci del­la sua qui­eta valle, la camu­na Anna Maria Marsegaglia si riv­olge al ragaz­zo che la fa pal­pitare e, tramite la musi­ca e la voce di Mar­co Bres­sanel­li dei Pà & Ansia, con ani­mo schi­et­to e fran­co, così lo esor­ta: “par­lόm d’amùr”.

 

foto-riccardo-maffoniMa se questi qua­si spasi­man­ti sono anco­ra ai pri­mi approc­ci, altri rap­por­ti appaiono più com­piu­ti e un po’ con­sun­ti  ed è Alber­to Zac­chi che, tramite la voce tor­men­ta­ta di Ser­gio Minel­li, accarez­za­ta dal­la sua musi­ca, implo­ra la sua don­na che almeno, qualche vol­ta, pro­nun­ci “el mé nòm”. Non molto diver­sa­mente dal clarense Lino Mar­coni del quale Ricky Maf­foni inter­pre­ta la dis­per­azione di chi deve gio­co­forza lim­i­tar­si a “ön pìt de nό”. Un altro camuno, Gian­car­lo Sem­binel­li, alter­nan­do ital­iano e bres­ciano, mostra la tenerez­za dell’uomo innamora­to, otti­ma­mente espres­sa da Alessan­dro Ducoli, nel vol­er soltan­to immag­inare o, forse, accarez­zare, “le tue mà”. Altro innamora­to è Clau­dio Ascolti che “pagherès” non si sa cosa, in ver­ità qualche esem­pio egli lo por­ta, per l’amor del­la sua bel­la; a ren­dere anco­ra più accat­ti­vante la sua lir­i­ca è il piacev­ole rit­mo impos­tole dai Sel­vag­gi Band. Pes­can­do fra i più cari ricor­di del­la sua fan­ci­ullez­za, Ele­na Alber­ti Nul­li ram­men­ta inno­cen­ti e ingenui episo­di, legati alla forte e affet­tu­osa  pre­sen­za del suo gen­i­tore e, quin­di, la ded­i­ca va “al me papà”.

L’amore fil­iale è fra i più teneri e Nino Paolone è all’altezza del suo com­pi­to e di tan­ta autrice. L’amore, il sen­ti­men­to e gli affet­ti più cari rap­p­re­sen­tano, da sem­pre, i temi prefer­i­ti dai poeti di ogni tem­po e lat­i­tu­dine ma, nel­la vita, esistono anche altri aspet­ti che con­tin­u­ano ad ispi­rare col­oro che ne can­tano. L’insofferenza e lo scon­tento per alcu­ni aspet­ti del­la con­tem­po­raneità emer­gono pre­po­ten­te­mente dal testo di Gior­gio Scrof­fi, “copaca­bana” che Isa­ia Mori, pur orfano del­la sua Orches­tra, condisce da par suo. Tor­men­ta­to appare anche il lonatese Rena­to Laf­fran­chi­ni men­tre riem­pie le sue “dò valìs de vènt” su un’aria musi­cale e inter­pre­ta­ti­va dell’eccellente Rober­to Guarneri.

Da questi ulti­mi non si dis­cos­ta più di tan­to la garde­sana Velise Bon­fante, autrice apprez­za­ta di comme­die e romanzi, che for­nisce a Caio de Ro il mez­zo adat­to per una rimarchev­ole inter­pre­tazione del­la sua “la strà­da de la mènt”. Orig­i­nale com­pare una bal­la­ta apparte­nente al folk­lore del­la ter­ra d’Otranto, la Pizzi­ca, per­al­tro ben inter­pre­ta­ta da I Màcc de le Úre, e  scrit­ta, da Giu­liana Bernasconi: “spisì­ga la Pìsi­ca ‘n Bresà”.

Infine, dul­cis in fun­do, ecco tornare i bei tem­pi andati che, sul filo del­la memo­ria, riemer­gono, di tan­to in tan­to, nel­la mente di col­oro che ebbero i natali in tem­pi pre tele­vi­sivi. A dis­pet­to del gran par­lare di oggi­giorno, anche a spropos­i­to, di bullis­mo, Arman­do Azz­i­ni sente, invece, la nos­tal­gia di “el bülo”. Ma di quel bülo nos­tra­no, d’antan, tan­to appariscente quan­to inof­fen­si­vo che il cantarche­ol­o­go , con la sua carat­ter­is­ti­caerre” che sem­bra levi­ga­ta dal molè­ta, ripro­duce nelle sue fat­tezze e nel­la posa ardi­ta, facen­do­ce­lo sen­tire qua­si anco­ra pre­sente.

Non si pote­va chi­ud­ere se non con i due autori più noti: in cam­po gior­nal­is­ti­co ed altre affinità, ecco Egidio Bono­mi e, fra i musi­can­ti di più chiara fama, che, in un mer­av­iglioso con­nu­bio can­tano “el vì”. Il ricor­do corre allo­ra alle alle­gre riu­nioni con­vivi­ali pro­prie di questo peri­o­do dell’anno, dove troneg­gia­va la cac­cia­gione ma non man­ca­vano i gus­tosi prodot­ti regalati dal por­cel­lo, re di tutte le tav­ole.

Fra can­tate in coro spriz­zan­ti ener­gia e sane risate, si span­de­va all’intorno una con­ta­giosa alle­gria che acco­mu­na­va in un sol agire gli ilari com­men­sali. Ed anche ver­so la fine del lau­to banchet­to, dopo aver fat­to il pieno di gras­si e pro­teine, fra le castagne lesse o bris­tulìde, pezzi di patù­na e fette di bisolà era anco­ra il gen­eroso nettare degli dei a far­la da padrone: sua maestà “el vì”.

Il cd che sarà in abbina­men­to al gior­nale di Bres­cia al cos­to di € 10,00 com­pre­so di libret­to di 44 pagine con testi e sto­rie degli autori,  ver­rà pre­sen­ta­to dal vivo con gli autori Domeni­ca 11 dicem­bre  h 16.00 pres­so il teatro del­la par­roc­chia di San Gio­van­ni Evan­ge­lista ‑con­tra­da san Gio­van­ni , 12 in cen­tro stori­co . Ingres­so € 6,00 pos­to uni­co . Per info 335 7797944