Assemblea sullo stop ai lavori della circonvallazione. C’è chi propone di «rubare» i sassi del Serraglio

Polemiche sulla tangenziale

Di Luca Delpozzo
Alessandro Foroni

«Per­ché non sono sta­ti fat­ti dei con­trol­li seri su quel­lo che si sape­va dover essere il pun­to dove il trac­cia­to del­la cir­con­va­l­lazione avrebbe qua­si sicu­ra­mente incon­tra­to le antiche mura del Ser­raglio?» È la doman­da sen­ti­ta più fre­quente­mente durante l’assemblea pub­bli­ca richi­es­ta dal con­sigliere di mino­ran­za, l’ex-sindaco Luciano Ter­leth, ma orga­niz­za­ta dall’amministrazione comu­nale, per fare il pun­to sul­la situ­azione del­la cir­con­va­l­lazione. “È un caso che si sia pen­sato a scav­are quan­ta più ghi­a­ia era pos­si­bile lun­go i 4630 metri di stra­da inter­ra­ta», ha chiesto Giuseppe Guidara, un architet­to che si è ritrova­to gli svin­coli del­la tan­gen­ziale vicinis­si­mi a casa, “e solo dopo s’è arrivati al pun­to criti­co, quan­do bas­ta­vano due giorni di lavoro per met­tere in luce il Ser­raglio? Il Comune dovrebbe chiedere i dan­ni allo stu­dio di prog­et­tazione che, fuorvi­a­to dal sondag­gio dell’archeologo inglese Hud­son che non fa nes­sun rifer­i­men­to a quote pre­cise, non ha saputo accertare se vi era­no osta­coli di natu­ra arche­o­log­i­ca”. Ma pote­va cam­biare qual­cosa se il Ser­raglio fos­se sta­to scop­er­to subito? “Si sarebbe potu­to cam­biare il trac­cia­to”, ha affer­ma­to Gior­gio Van­del­li dell’Archeoclub, rib­aden­do l’unicità di ques­ta for­ti­fi­cazione, “o, prob­a­bil­mente, real­iz­zare la cir­con­va­l­lazione in piano, sen­za creare ques­ta feri­ta nel ter­ri­to­rio”. Di diver­so avvi­so il sin­da­co Faus­to Sachet­to: “La ghi­a­ia ha per­me­s­so un abbas­sa­men­to del cos­to dell’opera e comunque i prog­et­tisti sono sce­si fino a nove metri per rispettare le indi­cazioni del­la Sovrin­ten­den­za”. Tra il pub­bli­co è emer­sa la pau­ra che il ritrova­men­to di ques­ta for­ti­fi­cazione, risalente al XIV sec­o­lo, ed il con­seguente cam­bi­a­men­to prog­et­tuale (con la costruzione di un cav­al­cavia sul­la stra­da per Vil­lafran­ca) pro­d­u­ca un ritar­do nel­la real­iz­zazione del­la tan­gen­ziale. Sono state anche invo­cate man­i­fes­tazioni di protes­ta estreme: “Se cias­cuno por­tasse via qualche sas­so da quel muro”, ha urla­to un sig­nore dal pub­bli­co, non ren­den­dosi forse con­to di pro­porre qual­cosa di ille­gale, “in poche ore il prob­le­ma non esisterebbe più”. Un’azione, ques­ta del por­tar via «sas­si», non nuo­va a Valeg­gio: quan­do crol­lò la torre scalig­era molte pietre antiche sparirono e finirono in parec­chie tav­erne di Valeg­gio. E anche il ponte vis­con­teo sof­fre del­lo stes­so prob­le­ma: molti stac­cano sas­si-sou­venir. Tan­to sono solo sas­si. Sot­to gli attac­chi del­la ottan­ti­na di per­sone pre­sen­ti sono fini­ti la Soprint­en­den­za, colpev­ole di dare trop­po peso a “quat­tro sas­si”, ma anche la stes­sa Ammin­is­trazione comu­nale, respon­s­abile di non esser­si con­trap­pos­ta con forza a ques­ta azione di sal­va­guardia. “Tut­ti voi sapete”, ha dichiara­to il sin­da­co Faus­to Sachet­to, anche in rispos­ta a Ter­leth che lo ha accusato di non aver fat­to tut­to il pos­si­bile, “che io per pri­mo ho pro­pos­to di sfon­dare questo muro met­ten­do in luce un’ottantina di metri del Ser­raglio a fian­co e real­iz­zan­do illu­mi­nazione e piaz­zole di sos­ta. Tut­tavia non vole­vo assumer­mi la respon­s­abil­ità di bloc­care un’opera per anni col ris­chio di las­cia­r­la incom­pi­u­ta. Ho quin­di accetta­to a mal­in­cuore, come ha fat­to l’Anas, la pro­pos­ta del­la Soprint­en­den­za di rico­prire i resti e di real­iz­zare un cav­al­cavia che cercher­an­no di con­tenere in un’altezza di tre metri e mez­zo. A giug­no dovrebbe essere pron­to il pri­mo trat­to di stra­da”. Pochi i con­sen­si alla pro­pos­ta di Ter­leth di inoltrare una petizione di protes­ta alle autorità com­pe­ten­ti. Rimane un dub­bio: si sarebbe sca­v­a­to se invece del­la ghi­a­ia ci fos­se sta­ta l’argilla?