Su tunnel lungo o tunnel corto l'ultima parola spetta alla giunta provinciale

Politica alla porta: solo la tecnica è ammessa

05/04/2002 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Riva del Garda

Sono bas­ta­ti i pri­mi cinque minu­ti per spennare i falchi calati sul­la sala delle assem­blee com­pren­so­ri­ali decisi a far sen­tire ai rap­p­re­sen­tan­ti provin­ciali ‑quat­tro- le ragioni del­la Busa: ossia che il tun­nel lun­go è incom­pa­ra­bil­mente migliore rispet­to alla soluzione Maza caldeg­gia­ta da Tren­to. In questi cinque minu­ti è sta­ta chiari­ta la por­ta­ta esclu­si­va­mente tec­ni­ca del­la riu­nione, des­ti­na­ta a fornire a con­siglieri comu­nali, sin­daci e res­i­den­ti tutte le notizie sul tipo di lavoro effet­tua­to nel­la val­u­tazione di impat­to ambi­en­tale, ma chiaren­do che la scelta fra tun­nel lun­go e tun­nel cor­to era di natu­ra polit­i­ca: e quin­di loro, i tec­ni­ci, non era­no abil­i­tati nem­meno a star a sen­tire con­sid­er­azioni che esu­lassero dalle rispet­tive competenze.Ha esor­di­to l’ingeg­n­er Sighel del­la Pro­tezione ambi­ente: per fare lo stu­dio di impat­to ambi­en­tale ser­vi­va ovvi­a­mente un prog­et­to da val­utare. Quin­di è sta­ta redat­ta l’ipote­si A (tun­nel cor­to): si trat­ta di un elab­o­ra­to di mas­si­ma, larga mas­si­ma (tan­to da spin­gere De Lau­ren­tis ad eccepire: di politi­co non si può dire nul­la, di tec­ni­co nem­meno per­chè si dis­cute d’u­na pura ipote­si, aggiusta­bile e migliora­bile e mod­i­fi­ca­bile cen­to volte in sede di redazione defin­i­ti­va: e allo­ra che cosa sti­amo qui a fare?). In sede di con­sul­tazione dei comu­ni inter­es­sati sono emerse pos­si­bil­ità dif­fer­en­ti: da cui sono sca­tu­rite le altre tre soluzioni anal­iz­zate: tun­nel lun­go, Bolog­nano gal­le­ria e Bolog­nano cir­con­va­l­lazione, tutte ric­ca­mente illus­trate nei det­tagli. Sighel ha aggiun­to un det­taglio sig­ni­fica­ti­vo, rel­a­ti­vo alla tem­p­is­ti­ca pre­vista dal­la legge. La pub­bli­cazione delle con­clu­sioni del­la val­u­tazione ambi­en­tale è avvenu­ta il 1 mar­zo sul Bol­let­ti­no uffi­ciale del­la Regione. Da quel giorno com­in­ciano a cor­rere i 40 giorni entro cui i comu­ni pos­sono trasmet­tere pareri. La sca­den­za è intorno al 20 aprile. I con­sigli comu­nali «pos­sono» esprimere una posizione polit­i­ca e trasmet­ter­la alla provin­cia. Però non è un pas­sag­gio obbli­ga­to: se lo fan­no bene, e la giun­ta provin­ciale, cui alla fine spet­ta sem­pre di decidere, potrà ten­erne con­to o meno; se non lo fan­no, la giun­ta sceglie lo stes­so con gli ele­men­ti che ha a dis­po­sizione. Il sin­da­co di Riva, inter­pel­la­to, ha det­to che l’even­tu­al­ità di con­vo­care una sedu­ta di con­siglio sul­l’ar­go­men­to, sarà ogget­to di val­u­tazione. Tor­nan­do alla tem­p­is­ti­ca, la con­clu­sione defin­i­ti­va del­l’istrut­to­ria e quin­di la trasmis­sione del mal­lop­po dei dati alla giun­ta provin­ciale per la scelta, dovrà avvenire entro il 31 mag­gio. Dopo queste pre­messe si sono svilup­pati gli altri inter­ven­ti: l’in­gener Tiso ha spie­ga­to che la scelta iniziale del tun­nel cor­to è sta­ta deter­mi­na­ta anche alla volon­tà di esclud­ere tas­sati­va­mente ogni tipo di col­lega­men­to super­stradale con l’as­ta del­l’Adi­ge (il vec­chio fan­tas­ma del­l’al­ter­na­ti­va all’au­tostra­da fra Bres­cia e Tren­to); l’ingeg­n­er Benoni ha illus­tra­to il prog­et­to di tun­nel cor­to assi­cu­ran­do che per­me­t­terà anche la pedonal­iz­zazione del­la litoranea fra Riva e Tor­bole, ed infine l’ingeg­n­er Gar­zon ha ripas­sato tutte le voci entrate nel­lo stu­dio di via. A sfa­vore del tun­nel lun­go ha introdot­to la con­sid­er­azione d’un mag­giore impat­to sul­l’am­bi­ente del viadot­to a fian­co del­la discarica.