Domenica prossima l’inaugurazione ufficiale del rifugio rimasto chiuso per anni. E l’acqua di sorgente arriva in quota dal Fontanello di Naole

Porte aperte al Chierego

25/09/2005 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Eugenio Cipriani

Benché ormai aper­to e in piena attiv­ità da oltre un mese, al rifu­gio Chierego alla Costa­bel­la, sul Monte , man­ca­va anco­ra una solenne inau­gu­razione. Un po’ per aspettare che alcu­ni pic­coli lavori venis­sero sis­temati e un po’ per evitare la con­comi­tan­za con altri even­ti legati al mon­do del­la mon­tagna vene­ta, la cer­i­mo­nia è slit­ta­ta di qualche giorno e si farà, con la sper­an­za di godere del­la clemen­za del tem­po, domeni­ca prossi­ma, 2 otto­bre. Rin­no­va­to nel­la strut­tura e nel­la ges­tione, dopo sei anni di chiusura, alcu­ni dei quali a lavori fer­mi per prob­le­mi buro­crati­ci, uno degli edi­fi­ci sim­bo­lo del Monte Bal­do è tor­na­to quin­di final­mente in fun­zione e pre­sen­ta oggi forme più «mod­erne», pur nel rispet­to dell’ambiente, con un lun­go ter­raz­zo, una cuci­na ampia e fun­zionale, servizi igien­i­ci di prim’ordine, camere più ospi­tali e una sala-pran­zo lumi­nosa ed accogliente. «L’unica cosa che man­ca», dice un po’ dispiaci­u­to il pres­i­dente del­la sezione di Verona del Cai, Gian­fran­co Luc­ch­ese «è il col­lega­men­to tele­fon­i­co diret­to, ma risolver­e­mo anche questo prob­le­ma ora che abbi­amo ulti­ma­to tut­ti i lavori, com­pre­sa pure la piaz­zo­la di atter­rag­gio dell’elicottero real­iz­za­ta a nor­ma di legge». Nel­la stes­sa occa­sione ver­rà inau­gu­ra­to uffi­cial­mente pure l’acquedotto che, dal Fontanel­lo di Naole, por­ta acqua fres­ca di sor­gente sia al Chierego che al rifu­gio Fiori del Bal­do, altro prezioso pun­to d’accoglienza che, ricor­diamo­lo, rap­p­re­sen­ta sem­pre un rifer­i­men­to fon­da­men­tale per gli escur­sion­isti del­la zona e per gli aman­ti del Bal­do in genere. L’acquedotto, prog­et­ta­to da Giuseppe Ada­mi e real­iz­za­to dal dis­tac­ca­men­to veronese del Servizio fore­stale del­lo Sta­to sot­to la super­vi­sione di Dami­ano Tan­con e Anna­pao­la Per­az­zo­lo e gra­zie al con­trib­u­to del­la , è una delle infra­strut­ture essen­ziali che da tem­po si atten­de­vano in Costa­bel­la per miglio­rare e soprat­tut­to adeguare ai tem­pi la ricettiv­ità del­la zona. La cer­i­mo­nia di inau­gu­razione di domeni­ca prossi­ma avrà inizio all’incirca ver­so le 9.30 con un’esibizione del Coro scaligero dell’Alpe del­la sezione scalig­era del Club alpino cui farà segui­to la mes­sa offi­ci­a­ta da don Ger­mano Pajo­la nel­la cap­pel­let­ta attigua al rifu­gio. Al ter­mine del­la cel­e­brazione litur­gi­ca e dopo il momen­to for­male dell’inaugurazione, i gestori Mas­si­mo Bertol­di e Nico­let­ta Mod­esti offriran­no agli ospi­ti un piat­to di mine­strone e assag­gi di prodot­ti locali. All’inaugurazine parteciper­an­no diverse per­son­al­ità sia del Club alpino ital­iano che del mon­do politi­co provin­ciale e regionale. «Ci auguri­amo», dice sem­pre Luc­ch­ese «che l’inaugurazione pre­lu­da a un peri­o­do autun­nale pos­i­ti­vo, con belle gior­nate e ric­co di pre­sen­ze. Sino ad oggi siamo rimasti molto con­tenti del­la ges­tione con­dot­ta da Nico­let­ta e Mas­si­mo che, ten­go par­ti­co­lar­mente a ricor­dare, sono soci del­la nos­tra sezione». Il rifu­gio, infat­ti, non chi­ud­erà i bat­ten­ti ma resterà aper­to anche nel­la sta­gione autun­nale e inver­nale, sep­pur lim­i­tata­mente ai fine set­ti­mana. «Devo riconoscere», pros­egue Luc­ch­ese «che quan­do il tem­po mette i bas­toni fra le ruote come ha fat­to ques­ta estate rov­inan­do la sta­gione a gestori ed escur­sion­isti, con­tin­uare a tenere aper­to un rifu­gio alpino è un’impresa eco­nomi­ca­mente onerosa e, soprat­tut­to, demo­ti­vante. Per questo non mi mer­av­iglio, anzi tut­to som­ma­to con­di­vi­do, se alcu­ni nos­tri rifu­gi han­no chiu­so in anticipo. E pazien­za se qualche vis­i­ta­tore si sarà sen­ti­to “tra­di­to”, ma cre­do che l’inclemenza mete­o­ro­log­i­ca abbia alla fine esauri­to la pazien­za di tut­ti. Tut­tavia mi tol­go tan­to di cap­pel­lo davan­ti a chi, come Mas­si­mo e Nico­let­ta, non ha mol­la­to ma anzi ha con­tin­u­a­to a tenere aper­to anche dopo giorni e giorni durante i quali le pre­sen­ze si con­ta­vano, quan­do anda­va bene, sulle dita di una mano». Ora che le strut­ture ricettive in quo­ta ci sono e che saran­no pure coa­d­i­u­vate dal fun­zion­a­men­to, nei fine set­ti­mana di bel tem­po, degli impianti di risali­ta Pra­da-Costa­bel­la, non res­ta che con­fi­dare nel sole e nel­la volon­tà degli escur­sion­isti verone­si di fre­quentare ques­ta porzione del Monte Bal­do che, anche in autun­no, può regalare panora­mi mer­av­igliosi Basti pen­sare ai lim­pi­di tra­mon­ti autun­nali sul lago o agli splen­di­di col­ori del­la fagge­ta di Naole che in ques­ta sta­gione è uno dei luoghi più spet­ta­co­lari di tut­to il Veronese.

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