Affidato l’incarico per la progettazione all’architetto veneziano Cesare Feiffer. E’ l’ipotesi per il recupero dello stabile storico di San Felice

Portesina per meeting e convegni

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Di Luca Delpozzo

Anche in Valte­n­e­si esistono numerosi edi­fi­ci uti­liz­za­ti dal­la Repub­bli­ca sociale ital­iana (Rsi), nel peri­o­do 1943–45. Vil­la Portesina, in ter­ri­to­rio di San Felice del Bena­co, fu l’abitazione da Ser­afi­no Maz­zoli­ni, sot­toseg­re­tario agli Esteri (il min­istro ero Ben­i­to Mus­soli­ni). Esistono anco­ra le foto delle vis­ite effet­tuate del­l’am­bas­ci­a­tore giap­ponese Sci­u­rukuro Hida­ka. A Palaz­zo Rotin­go, oggi sede del munici­pio, si trova­va la seg­rete­ria dei fas­ci all’es­tero. All’, ex pro­pri­età dei prin­cipi Borgh­ese e, ora, del­la famiglia Cavaz­za, c’era il nipote del Duce, Vito, figlio di Arnal­do, già diret­tore del “Popo­lo d’I­talia”, cir­conda­to da numerosi par­en­ti, fra cui il con­te Van­ni Teodorani, che cura­va i col­lega­men­ti mil­i­tari. Dopo la Lib­er­azione, vi si sta­bilì lo statu­nitense Lucian King Truscott jr., coman­dante del­la quin­ta arma­ta. Nel­la vil­la Omod­eo di Soiano, adesso trasfor­ma­ta in strut­tura per il golf, c’era la sede del Min­is­tero del­la Dife­sa, diret­to dal mares­cial­lo Rodol­fo Graziani, che abita­va invece alla Tassi­nara, tra Desen­zano e Colom­bare di Sirmione. Fab­bri­cati stori­ci che, molto spes­so, sono sta­ti recu­perati. In altri casi, invece, recla­mano un inter­ven­to urgente, poichè da tem­po abban­do­nati nel­l’in­cu­ria. Come vil­la Portesina, di pro­pri­età del­la Fon­dazione Bravi, dota­ta di ampio par­co e sit­u­a­ta in riva al lago. Adibi­ta per un lun­go peri­o­do a campeg­gio, da anni è chiusa, e in con­dizioni pre­carie. Sem­bra­no però aprir­si prospet­tive inter­es­san­ti. «Sti­amo definen­do la causa legale col vec­chio gestore — affer­ma Ric­car­do Pic­cioni, pres­i­dente del­la Fon­dazione -. Abbi­amo nom­i­na­to un con­sulente per la per­izia d’uf­fi­cio. Il ter­reno è sta­to mas­sacra­to coi bun­ga­lows. Per tacere di mobili e sup­pel­let­tili. Ogni tan­to arriva­vano i ladri, forse scav­al­ca­vano il muro di recinzione o giungevano diret­ta­mente con la bar­ca, attrac­can­do sul­la riva. Una stat­ua la teni­amo qui, in uffi­cio, a Bar­bara­no. E l’ul­ti­ma rimas­ta». E mostra una dea di mar­mo, appog­gia­ta alla parete. «La nos­tra idea — riprende — è trasfor­mare la Portesina in un alber­go ad alto liv­el­lo, di 20–30 stanze, da uti­liz­zare per meet­ing e con­veg­ni». Un po’ come suc­ces­so a Gargnano per vil­la Fel­trinel­li, dove Mus­soli­ni dispone­va di un ampio stu­dio, e vive­va accan­to alla moglie, Rachele, ai figli Romano (che ogni estate tor­na sul Gar­da per tenere con­cer­ti) e Anna Maria, alla vedo­va di Bruno, don­na Gina. Del­l’en­toru­age face­va parte anche il cal­ci­a­tore Eral­do Monzeglio, in veste di mae­stro di ten­nis. La vil­la è sta­ta acquis­ta­ta dal­l’amer­i­cano Burns che, dopo avere cedu­to una cate­na di alberghi (i Mar­riott) e il “Four sea­sons” di , in via Mon­te­napoleone, ha spe­so la bellez­za di 80 mil­iar­di di vec­chie lire (tra prez­zo d’ac­quis­to, ristrut­turazione e rin­no­vo com­ple­to degli arre­di) per trasfor­mar­la in un aut­en­ti­co gioiel­lo: un hotel per ric­coni (a dire il vero, la chia­mano “home feel­ing”), dato che le tar­iffe delle camere oscil­lano tra i 1.200 e i 1.800 euro a notte, inclusa la…colazione. «Abbi­amo affida­to l’in­car­i­co del­la prog­et­tazione all’ar­chitet­to Cesare Feif­fer — con­clude Pic­cioni -, e con­tat­ta­to il munici­pio di San Felice. Purtrop­po esistono numerosi vin­coli». Feif­fer, veneziano di Cannareg­gio, pro­fes­sore uni­ver­si­tario, è lo stes­so che con Francesco Gius­tac­chi­ni e Pao­la Ronchi sta ulti­man­do il lus­su­oso recu­pero del­la casci­na Valene, a Cunet­tone di Salò.

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