I sindaci del lago chiedono di far slittare di sei mesi la data per assumere le funzioni ora delegate alla Regione. E serve una legge particolare per separare il Garda dal mare

Porti, gestione contestata

Di Luca Delpozzo
Annamaria Schiano

I sin­daci del si sono incon­trati con gli espo­nen­ti del­la sec­on­da com­mis­sione con­sigliare del­la e i diri­gen­ti dell’Ispettorato di Por­to, per affrontare la ques­tione del­la ges­tione dei porti.«Innanzitutto», spie­ga il sin­da­co di Tor­ri, , «prob­a­bil­mente ver­rà accolto il doc­u­men­to che ho pre­sen­ta­to, nel quale viene chiesto lo slit­ta­men­to del­la data di inizio dell’attività del trasfer­i­men­to delle fun­zioni ammin­is­tra­tive ai Comu­ni, dall’ormai immi­nente pri­mo luglio 2007 al pri­mo gen­naio 2008».È la pri­ma richi­es­ta, ma non la sola, avan­za­ta dai sin­daci, che han­no sol­lecita­to una pro­ro­ga alla Regione per orga­niz­zarsi nel cari­co del trasfer­i­men­to delle com­pe­ten­ze. «I servizi a favore del­la clien­tela», aggiunge il sin­da­co di Peschiera, , «non pos­sono in alcun modo essere svolti dagli attuali dipen­den­ti comu­nali. La vig­i­lan­za non può essere assun­ta a cari­co dell’amministrazione comu­nale, nè in acqua, nè nei moli, essendo la Polizia munic­i­pale non adat­ta allo scopo. La pulizia e l’asporto dei rifiu­ti non è mai sta­ta effet­tua­ta nell’ultimo decen­nio dal­la Regione a causa di nor­ma­tive ambi­en­tali restrit­tive e per i costi molto alti.Le boe e i posti bar­ca dei por­ti han­no neces­sità di un lavoro di seg­rete­ria com­p­lesso, spe­cial­mente per la clien­tela straniera, che richiede inves­ti­men­ti e risorse che a fronte del mis­ero 40 per cen­to di entrate che ci sono state asseg­nate dal­la Regione, non sono asso­lu­ta­mente sosteni­bili». «“Ser­vono inter­ven­ti di riordi­no del­la pavi­men­tazione e dell’illuminazione delle ban­chine», pros­egue Chin­car­i­ni «con inves­ti­men­ti enor­mi per i Comu­ni. A Peschiera res­ta anche l’esclusività del molo prin­ci­pale del­la soci­età gov­er­na­ti­va , che in delib­era di giun­ta regionale non viene obbli­ga­ta a ver­sare alcunchè per questo dirit­to retag­gio di nor­ma­tive superate».Il prob­le­ma dei costi per i Comu­ni nell’assumere tutte le com­pe­ten­ze ammin­is­tra­tive trasferite loro dal­la Regione, res­ta il noc­ci­o­lo del prob­le­ma. «Con il 40 per cen­to delle entrate non ce la pos­si­amo fare», pre­cisa Chin­car­i­ni. «Il prob­le­ma più grosso parte appun­to dall’articolo 8 del­la delib­era regionale 4221 del 28 dicem­bre 2006, che dice di dare atto che il pre­sente provved­i­men­to, non com­por­ta minori entrate per la Regione del Vene­to. Questo sig­nifi­ca che ci han­no trasfer­i­to delle com­pe­ten­ze e delle man­sioni, ma non ci han­no dato la pos­si­bil­ità di eserci­tar­lo. «Sec­on­do me», pros­egue il sin­da­co di Peschiera, «devono dar­ci modo di costru­ire un con­sorzio di Comu­ni, nel quale far affluire il per­son­ale comanda­to dal­la Regione, oppure dar­ci la pos­si­bil­ità di creare un ente mis­to con i pri­vati già esper­ti in ges­tione di por­ti. Tor­na buono quin­di anche il ragion­a­men­to dell’istituzione di un’Azienda inte­gra­ta, sul mod­el­lo di quel­la dell’Umbria, per la ges­tione di pub­bli­ca, por­ti, parcheg­gi, boe e trasporto su gom­ma. Così l’ente per la ges­tione dei por­ti potrebbe essere embri­onale ad un’azienda gen­erale. L’ipotesi», con­clude Chin­car­i­ni, che ogni Comune fac­cia per con­to suo è inac­cetta­bile: se invece dovesse essere così, il Comune di Peschiera trasferirebbe imme­di­ata­mente tut­ta la ges­tione ad un privato».Ma per ren­dere attua­bili le pro­poste dei sin­daci, la Regione sem­bra deb­ba inter­venire con una legge ad hoc per il Gar­da, che separi la ges­tione dei por­ti del lago da quel­li del mare del­l’in­tero ter­ri­to­rio regionale. «I con­siglieri region­ali mem­bri del­la sec­on­da com­mis­sione, Zigiot­to e Raf­faele Baz­zoni», con­clude il sin­da­co di Peschiera, “«i sono impeg­nati a pre­sentare un dis­eg­no di legge organ­i­co al riordi­no del set­tore, che prevede soprat­tut­to finanzi­a­men­ti ai Comuni».