In vista di eventuali ampliamenti, Lega navale e Fraglia lanciano un appello al Comune. Il settore motonautico insorge: «Inquinare noi? Accusa infondata»

Porti pubblici solo per le vele

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Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

Ris­er­vare l’eventuale ampli­a­men­to dei por­ti pub­bli­ci di Desen­zano e Riv­oltel­la alle barche a vela ed ai natan­ti a motore con un lim­ite di 40 cav­al­li. È ques­ta la pro­pos­ta lan­ci­a­ta dal­la Lega navale ital­iana e Fraglia Vela di Desen­zano al sin­da­co Fioren­zo Pien­az­za e all’assessore all’Ecologia Mau­ro Guer­ra. Del resto, osser­vano gli alleati, «il futuro del Gar­da è pro­prio la vela». L’occasione per rilan­cia­re questo tipo di e l’appello a «com­piere scelte cor­ag­giose in dife­sa dell’ambiente del » giunge all’indomani del dibat­ti­to svoltosi la set­ti­mana scor­sa nel­la sede del cir­co­lo nau­ti­co desen­zanese. L’idea, però, non piace asso­lu­ta­mente ai rap­p­re­sen­tan­ti del­la cantieris­ti­ca garde­sana che, per voce di Curzio Moret­ti e Rober­ta Bisoli (del­e­ga­ta dell’Automobil club tedesco, Adac, per il Gar­da) resp­in­gono in toto le affer­mazioni del­la Lega navale e dei velisti, sot­to­lin­e­an­do come le stesse «siano frut­to del­la soli­ta cam­pagna di dis­in­for­mazione che giunge in piena sta­gione tur­is­ti­ca». Insom­ma, non man­cano gli ingre­di­en­ti di una polem­i­ca che ormai da trent’anni accom­pa­gna pun­tual­mente l’arrivo dell’estate sul più grande lago ital­iano. Nel­la loro let­tera trasmes­sa ai ver­ti­ci dell’Amministrazione comu­nale, i pres­i­den­ti del­la Lega navale Daniele Manzi­ni e del­la Fraglia Gigi Cabri­ni osser­vano che «il tur­is­mo del dipor­to nau­ti­co, pur essendo una parte del sis­tema tur­is­ti­co, deve essere mes­so in con­dizione di fare la sua parte nel rispet­to dell’ambiente». «I por­ti pub­bli­ci non devono essere con­siderati al pari di un parcheg­gio, ma devono essere dei for­n­i­tori di servizi — con­tin­u­ano Manzi­ni e Cabri­ni — e a dis­po­sizione di chi in giro sul lago ci va dod­i­ci mesi all’anno. E ci va con barche a vela e pic­coli natan­ti, per­ché la ridot­ta veloc­ità fa sen­tire meno il fred­do nei mesi autun­nali». I due pres­i­den­ti si chiedono, infine, «fino a quan­do il Gar­da sarà in gra­do di reg­gere un incre­men­to con­tin­uo e costante del­la nav­igazione a motore?». Ce n’è abb­bas­tan­za per scatenare una polem­i­ca ravvi­c­i­na­ta con il set­tore moto­nau­ti­co, che ha una lun­ga tradizione alle spalle e garan­tisce migli­a­ia di posti di lavoro. Ma gli oper­a­tori si difendono e resp­in­gono in toto le affer­mazioni di Lega navale e Fraglia vela.«I motori grossi inquinano? E’ un’accusa vec­chia di 30 anni pri­va di fon­da­men­to. Ogni estate — attac­ca Curzio Moret­ti, tito­lare dell’omonimo cantiere e scuo­la nau­ti­ca — ci risi­amo con attac­chi gra­tu­iti del tut­to privi di fon­da­men­to. I motori fb sono tut­ti a 4 tem­pi e non sono inquinan­ti. Lega navale e Fraglia ci dimostri­no che il Gar­da è sta­to dan­neg­gia­to dai motori mari­ni, poi ne ripar­liamo». Meno ten­era è sicu­ra­mente Rober­ta Bisoli, del­e­ga­ta Adac e anche lei tito­lare di un cantiere nau­ti­co, che spie­ga: «Si trat­ta di un approc­cio sbaglia­to alla ques­tione — affer­ma Rober­ta Bisoli -, anz­i­tut­to un por­to pub­bli­co deve essere aper­to a tut­ti i natan­ti e non solo a quel­li a vela. Poi, chi nav­i­ga con un natante fb da 40 cv. per il quale non occorre patente, è spes­so il diportista più sprovve­du­to e peri­coloso per­ché non conosce la nor­ma­ti­va. «E’ tem­po che ambi­en­tal­isti e Lega navale la smet­tano di fare cro­ci­ate a favore del­la vela — con­tin­ua Bisoli — quan­do è sta­to dimostra­to da ricerche sci­en­ti­fiche e dibat­ti­ti che la nau­ti­ca a motore è fuori dis­cus­sione dalle critiche di inquinamento».

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