Cittadella della terza età. Anziani più autonomi con i mini appartamenti

Posa della prima pietra

Di Luca Delpozzo
Enrico Dugoni

Una casa di riposo a misura delle esi­gen­ze degli ospi­ti, che attra­ver­so oppor­tune soluzioni alberghiere per­me­tte agli anziani di non perdere la pro­pria iden­tità e autono­mia. Va in ques­ta direzione la costruzione dei mini allog­gi pro­tet­ti del cen­tro diurno inte­gra­to del­la strut­tura socio assis­ten­ziale di Padenghe. Questo pomerig­gio alle 15,30, si svol­gerà la cer­i­mo­nia del­la posa del­la pri­ma pietra dell’opera alla pre­sen­za del sin­da­co Gian­car­lo Alle­gri. «La casa di riposo — osser­va la pres­i­dente Malv­ina Zanardel­li — era una isti­tuzione pub­bli­ca di assis­ten­za e di benef­i­cen­za, sor­ta ad inizio sec­o­lo per volon­tà del­la famiglia Beretta. Dal pri­mo gen­naio si è trasfor­ma­ta in fon­dazione onlus. Attual­mente sono ospi­tati 45 anziani. Da tem­po è in atto una trasfor­mazione strut­turale. Padenghe — pros­egue Zanardel­li -, in questi ulti­mi dieci anni ha assis­ti­to ad un mas­s­ic­cio incre­men­to del­la popo­lazione anziana. Alla luce delle neces­sità emerse dal con­fron­to con gli anziani, val­u­ta­ta la poten­zial­ità strut­turale del­la casa di riposo, si è avvi­a­to con il Comune un pro­gram­ma per la com­ple­ta ristrut­turazione dell’edificio, trasfor­man­do­lo in cit­tadel­la per la terza età». L’intervento sarà real­iz­za­to in stral­ci. Il pri­mo prevede la costruzione di dieci mini allog­gi per 20 uten­ti e di un cen­tro diurno inte­gra­to per 15 per­sone. La sec­on­da, una ristrut­turazione e parziale ampli­a­men­to dell’edificio esistente per la real­iz­zazione di due comu­nità allog­gio per 10 uten­ti cias­cu­na. Il recu­pero dell’edificio stori­co «Filan­da» per la real­iz­zazione di ambu­la­tori per medici di base e spe­cial­isti, uffi­ci, cen­tro sociale di aggregazione con servizio pasti, attiv­ità cul­tur­ali e di sva­go, uffi­ci di seg­re­tari­a­to sociale, com­pleterà l’opera.