Notevole il successo delle quattro giornate di «Corte degli assaggi» organizzate dall’Amministrazione comunale nell’ambito della manifestazione per il «Palio del Chiaretto».

Positive le giornate dedicate al Chiaretto

11/05/2000 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Carlo Bresciani

Notev­ole il suc­ces­so delle quat­tro gior­nate di «Corte degli assag­gi» orga­niz­zate dall’Amministrazione comu­nale nell’ambito del­la man­i­fes­tazione per il «Palio del » e per il «Tro­feo Pom­peo Mol­met­ti». La can­ti­na di Vil­la Bertanzi, dove agli inizi del Nove­cen­to il sen­a­tore Mol­men­ti portò a per­fezione ed a noto­ri­età il Chiaret­to — sapi­do e di del­i­ca­to col­ore rosato — ha vis­to con­sis­tente l’affluenza di gente, con molti gio­vani che han­no parte­ci­pa­to con inter­esse sia alle degus­tazioni gui­date, che a quelle libere, nonché cimen­tan­dosi alla scop­er­ta dell’intruso — il vino rosato che non era Chiaret­to Gar­da Clas­si­co doc — sot­to l’abile gui­da di Ennio Avi­go, som­me­li­er fonda­tore dell’Associazione «I castel­li del Chiaret­to». È sta­to quin­di dimostra­to come ai gio­vani il «Chiaret­to» piace. E la cosa fa cer­ta­mente piacere ai pro­dut­tori che così sco­prono di avere un mer­ca­to atten­to ed inter­es­sato. Durante la quat­tro giorni, gli esper­ti pro­dut­tori del­la Valte­n­e­si, han­no più volte spie­ga­to come il vino Chiaret­to derivi da uve San­giovese, , Marzemi­no, Bar­bera, colti­vate nei vigneti che si sten­dono sulle colline moreniche ad ovest del , e rac­colte a com­ple­ta mat­u­razione. Le vigne sono da sem­pre colti­vate con il sis­tema d’allevamento «Guy­ot bilat­erale» che è stret­ta­mente ed uni­ca­mente uti­liz­za­to per la pro­duzione di uve di grande qual­ità. L’uva San­giovese dona strut­tura e longevità; l’uva Grop­pel­lo dona finez­za, ele­gan­za e sapid­ità; Marzemi­no dona fra­gran­za ed armo­nia nei pro­fu­mi; Bar­bera dona fres­chez­za e vivac­ità. È sta­to fat­to notare come la tec­nolo­gia sia quel­la del «cap­pel­lo som­mer­so», cioè l’utilizzo del puro fiore attra­ver­so lo sgron­do, dopo che è inizia­ta da qualche ora la fer­men­tazione, sen­za nes­suna spremi­tu­ra né torchiatu­ra. La resa di uva in vino Chiaret­to, è abbas­tan­za bas­sa. Da queste uve e da questo anti­co modo di vinifi­care, è nato appun­to il Chiaret­to. Si sostiene che il Chiaret­to si diver­si­fi­ca dal Rosato, pro­prio per la sua ele­gan­za del col­ore, fra­gran­za di pro­fu­mi, nonché l’eccezionale sapid­ità. Ha il pro­fu­mo equi­li­bra­to di fiori e frut­ta leg­ger­mente matu­ra, di cres­cente inten­sità, evo­lu­to ed inter­es­sante nel­la sua matu­rità. Il sapore è asciut­to, armon­i­co, con il leg­gero ret­ro­gus­to di man­dor­la ama­ra, otti­ma resisten­za e carat­tere. Va servi­to alla tem­per­atu­ra di dieci gra­di. A Moni­ga grande inter­esse han­no ris­er­va­to i numerosi ospi­ti, anche ai prodot­ti del raf­fi­na­to arti­giana­to agroal­i­menta­re, pro­posti dal­la gio­vane azien­da agri­co­la «I Pesei», che ha invi­ta­to alla degus­tazione di marmel­late, con­fet­ture, com­poste di frut­ta e di mieli. Così come han­no affas­ci­na­to ed incu­rios­i­to i mezzi a propul­sione elet­tri­ca pro­posti «dall’Eletric Wheels Club»: veicoli e natan­ti a propul­sione elet­tri­ca ed eco­com­pat­i­bile, che han­no richiam­a­to esper­ti prove­ni­en­ti anche dall’estero.

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