Una sede migliore per il monumento

postata la statua di Salvo D’Acquisto

10/12/2000 in Avvenimenti
Parole chiave: -
Di Luca Delpozzo
Nicola Alberti

Nei giorni scor­si, a Sirmione è sta­to inau­gu­ra­to il mon­u­men­to a Sal­vo D’Acquisto, il vice­bri­gadiere dei che durante la Sec­on­da guer­ra mon­di­ale sac­ri­ficò la pro­pria vita per sal­varne altre 22. La man­i­fes­tazione inau­gu­rale era sta­ta orga­niz­za­ta dalle sezioni gemel­late di Sirmione e di Desen­zano dell’Associazione nazionale cara­binieri, pre­siedute rispet­ti­va­mente da Vin­cen­zo Di Dona­to e Cosi­mo Ven­neri. Una cer­i­mo­nia inizia­ta a Desen­zano, con l’alzabandiera svoltosi davan­ti al mon­u­men­to al Cara­biniere, alla pre­sen­za di numerose autorità civili e mil­i­tari: il sin­da­co desen­zanese Cino Anel­li; il col­le­ga di Sirmione Mau­r­izio Fer­rari e quel­lo di Poz­zolen­go, Pao­lo Belli­ni. Poi il sen­a­tore leghista Mas­si­mo Wilde; il coman­dante del­la Com­pag­nia cara­binieri di Desen­zano, cap­i­tano Fran­co Giandino­to; il mares­cial­lo Flavio Peruz­zo, coman­dante del­la stazione; il mares­cial­lo Giuseppe Lori­to, coman­dante del­la stazione di Sirmione; il col­le­ga Fabio Vol­pari, del nucleo oper­a­ti­vo desen­zanese, e il coman­dante del­la polizia munic­i­pale sirmionese Car­lo Car­o­mani. C’era anche una rap­p­re­sen­tan­za dei vig­ili urbani di Desen­zano. Dopo l’alzabandiera, i parte­ci­pan­ti si sono diret­ti alla chiesa di San Francesco, alle Colom­bare di Sirmione, per pro­cedere in cor­teo lun­go le vie lim­itrofe fino a via Sal­vo D’Acquisto, dove è sta­to ricol­lo­ca­to il mon­u­men­to. Un cor­teo accom­pa­g­na­to dal­la ban­da di Lona­to diret­ta dal mae­stro Car­lo Righet­ti. Nutri­ta anche la rap­p­re­sen­tan­za delle altre asso­ci­azioni d’arma, pre­sen­ti con una venti­na di grup­pi e i rispet­tivi labari. Il mon­u­men­to, lo ricor­diamo, è sta­to prog­et­ta­to dall’architetto Azza­li di Sirmione ed è sta­to real­iz­za­to dal­la dit­ta Zaf­faina. Esi­gen­ze di via­bil­ità (l’opera era pri­ma col­lo­ca­ta all’interno di una rota­to­ria, cosa oggi non più con­sen­ti­ta dal­la legge), ma anche la neces­sità di provvedere a una col­lo­cazione più adat­ta per i val­ori che rap­p­re­sen­ta, come ha ricorda­to più volte il sin­da­co sirmionese Fer­rari, han­no deter­mi­na­to lo sposta­men­to in uno spazio verde. Ma tor­ni­amo alla cer­i­mo­nia, che è pros­e­gui­ta con l’alzabandiera e l’esecuzione dell’inno nazionale, sem­pre da parte dal­la ban­da di Lona­to. Di segui­to i dis­cor­si del sin­da­co Fer­rari, che ha spie­ga­to i motivi che han­no por­ta­to alla ricol­lo­cazione del mon­u­men­to, e del cap­i­tano Giandino­to. Per finire, le sezioni di Desen­zano e di Sirmione dell’Associazione cara­binieri han­no dona­to all’amministrazione civi­ca sirmionese una perga­me­na e una raf­fig­u­razione minia­tur­iz­za­ta di un cara­biniere, per poi parte­ci­pare all’immancabile momen­to con­viviale al ris­torante Anco­ra d’oro, che ha con­clu­so la mat­ti­na­ta inau­gu­rale. Nico­la Alberti

Parole chiave: -

Commenti

commenti