Un sotterraneo risolverebbe il problema dei parcheggi a Stranforio, dove i più esasperati ricorrono al punteruolo. A lanciare l'idea è il presidente di Arco centro Antonio Remondini

Posteggiare sotto gli alberi dell’Arciduca

06/03/2003 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Gianluca Marcolini

«La caren­za di posti auto in Stran­forio, così come in tut­ti i cen­tri stori­ci, è una vera e pro­pria emer­gen­za. Istituen­do una zona a traf­fi­co lim­i­ta­to la situ­azione si miglior­erà notevol­mente ma la soluzione defin­i­ti­va del prob­le­ma è il parcheg­gio». Da real­iz­zarsi, sec­on­do Anto­nio Remon­di­ni, pres­i­dente del comi­ta­to di parte­ci­pazione di Arco Cen­tro, sot­to il par­co dell’Arciduca.A portare alla rib­al­ta il prob­le­ma del­la «fame» di posteg­gi in quel di Stran­forio sono sta­ti gli episo­di, di stam­po van­dal­i­co, accadu­ti in zona negli ulti­mi tem­pi. Raid not­turni in cui sono state prese di mira almeno tre auto­mo­bili di pro­pri­età dei res­i­den­ti del pos­to, i quali si sono ritrovati con le ruote a ter­ra (bucate prob­a­bil­mente con un pun­teruo­lo). Atteggia­men­ti in chiaro stile tep­pis­ti­co ma in realtà, sec­on­do le , vere e pro­prie ripic­che tra vici­ni di casa. Da qualche tem­po, infat­ti, gli ani­mi del ser­afi­co quartiere arcense sono i sub­buglio a causa del­la «sos­ta sel­vaggia». Diver­si abi­tan­ti del pos­to lamen­tano la pre­sen­za mas­s­ic­cia e dis­or­di­na­ta di molte auto­mo­bili, sparse ad ogni ango­lo di Stran­forio e lun­go via Fos­sa Grande. «Episo­di davvero spi­acevoli — com­men­ta Remon­di­ni — una reazione asso­lu­ta­mente ingius­ti­fi­ca­ta ad un prob­le­ma che è noto e di cui si sta cer­can­do una soluzione. La situ­azione dovrebbe miglio­rare con l’in­tro­duzione del­la zona a traf­fi­co lim­i­ta­to, come noi andi­amo a chiedere da qualche tem­po. In questo modo si ter­ran­no fuori, ad esem­pio, le mac­chine dei tur­isti che riman­gono posteggiate per intere gior­nate. Anche il ques­tionario for­mu­la­to dal­la polizia munic­i­pale risul­terà molto utile. E’ nec­es­sario avere un quadro pre­ciso del­la realtà, ossia quan­ti posti auto interni ci sono, quante le auto­mo­bili posse­dute da ogni nucleo famil­iare e così via. Le case Itea, ad esem­pio, dispon­gono di posteg­gi interni che però non pos­sono essere uti­liz­za­ti. Già questo sarebbe un pas­so avan­ti con­cre­to». «Ma è chiaro — con­tin­ua il pres­i­dente del comi­ta­to di parte­ci­pazione — che la soluzione defin­i­ti­va è il parcheg­gio per­ti­nen­ziale real­iz­za­to nelle imme­di­ate vic­i­nanze. E l’u­ni­ca area disponi­bile del­la zona, di pro­pri­età comu­nale, è il par­co del­l’Ar­cid­u­ca. Ma per il momen­to, ques­ta, è solo una ipote­si, di cui ho par­la­to con qualche asses­sore ma che deve essere vagli­a­ta dal­l’in­tero comi­ta­to di parte­ci­pazione e, soprat­tut­to, dal­l’am­min­is­trazione comu­nale».

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